RESPONSABILITA':
OVVERO L'ARTE DI RENDERE CONTO
Francesco Zona, 06 novembre 2018
Prendersi a cuore
un problema, cercare di risolverlo, agire in nome e per conto di altri vuol
dire assumersi una responsabilità.
E, come spesso
accade per la nostra magnifica lingua, ricorrendo all’etimologia si aprono
connessioni inusitate tra i significati possibili legati ai singoli termini.
Della parola
“responsabilità” quello che più mi ispira è il significato di “rispondere”
di qualcosa a qualcuno.
Ad esempio si potrebbe
dire che, in politica, si risponde alla collettività del bene comune
che si amministra pro-tempore.
E, nel gioco
democratico che ci siamo dati, ci sono ruoli ben definiti: la maggioranza ha il
dovere di agire e di rispondere dell’operato circa il bene comune, l’opposizione
ha il dovere di controllare e porre le domande.
E non è un
reato di lesa maestà, ma un preciso compito dato a chi non ha raggiunto la
maggioranza dei consensi ma tutela gli interessi di una parte di cittadini.
Possono dispiacere
i modi, ma i confini sono dettati dalle regole del gioco che abbiamo accettato.
Le stesse regole
che a Calvi Risorta hanno consentito un commissariamento a seguito di ricorso,
offrono oggi all’opposizione svariati strumenti per vigilare sull’operato di
chi governa.
Quindi, a
che giova metterla sempre e solo sul personale, sul vittimismo empatico da
salotto televisivo, sul moralismo trito da copertina patinata?
Credo che i
cittadini meritino risposte, non appelli alle tifoserie per aizzare
gli uni contro gli altri “brutti e cattivi”. Soluzioni ai problemi,
non recriminazioni che possono suonare come meri alibi. Argomentazioni
nel merito, non vaghe allusioni sulla moralità di chi le pone.
Queste beghe
lasciamole al teatrino politico nazionale: parliamo dei servizi, di tasse, di
strade, di bilanci. E’ il posto in cui viviamo e sono i soldi che
versiamo.
Non piace questo
lavoro dell’opposizione? Poco importa, il problema non è il “come” si
pone la domanda ma il perché non si risponde del potere che si esercita.
E tirare in ballo
termini come “ostruzionismo” fa sorridere: chi mastica un po' di politica sa
quanto limitato sia il campo d’azione della minoranza, in ogni settore. Una
maggioranza che non sa fare la maggioranza (ho perso il conto dei
bilanci rimandati al mittente) vuole insegnare all'opposizione come si
fa opposizione.
L'asticella del
senso del ridicolo è sempre più in alto di quanto la si immagini.
L’amore è forse la
più alta espressione di responsabilità dell’uomo:quando darete conto dell’amore (che professate per voi e negate per altri)
per questo nostro paese?
Se poi, per mille
motivi, non ci si riesce proprio a mantenere fede all’impegno preso, non l’ha
mica ordinato il medico: si può sempre tornare indietro.
E non sarebbe
questo un bel gesto d’amore per Calvi?
Visita
www.CalviRisorta.com