I Gruppi di Opposizione si autosospendono: 10 buoni motivi
Orizzonte Comune/Democratici caleni, 26 settembre 2018
10 buoni motivi per cui i Gruppi di
Opposizione Orizzonte Comune e Democratici Caleni
hanno deciso di autosospendersi dall’esercizio del loro mandato politico quale
atto di formale protesta per la condotta reiteratamente illegittima della
Giunta Lombardi e del Presidente del Consiglio Comunale, lesiva dei principi
democratici e rappresentativi dell’ordinamento.
1 - E’
passato oltre un anno dal vostro insediamento e non siete stati in grado di
approvare il bilancio stabilmente riequilibrato, amministrando in assenza di
ogni autorizzazione finanziaria attendibile. Grave rischio per il paese! INCONCLUDENTI
2 -
L’ipotesi definitiva di bilancio è stata solennemente bocciata dal Ministero,
che vi ha concesso un’ultima possibilità da formalizzare in 45 giorni. Non
l’avete fatto! RIMANDATI A SETTEMBRE
3 - La
Prefettura, con una nota del 10 settembre, ben lontana dall’approvare il
bilancio o dal renderlo valido, vi dà semplicemente la possibilità di tenere il
Consiglio, precisando che, trascorsi 45 giorni, il consiglio non è automaticamente
sciolto. Nessuno ha mai detto il contrario. MISTIFICATORI
4 - La
stessa nota prescrive che dobbiate rispettare i termini regolamentari e le
altre norme di legge nell’approvare il bilancio: puntualmente avete violato i
termini regolamentari che prevedono l’obbligatorietà della conferenza dei
capigruppo ed il deposito del parere dei revisore per 10 giorni. RITARDATARI
5 -
Avete estromesso costantemente la minoranza da ogni scelta e da ogni decisione.
Non solo con queste ultime violazioni regolamentari o mantenendo nascosta la
comunicazione della prefettura, ma negando a voi stessi ogni possibilità di
confronto. Ora parlate di scelte delicate… IPOCRITI
6 – In
esecuzione della vostra ipotesi di bilancio, avete nominato un funzionario di
categoria D (responsabile economico-finanziario in pectore) con un atto
illegittimo, adottato da un soggetto incompetente ad assumerlo ed in potenziale
contrasto con le norme anticorruzione: faremo valere le ragioni di legge in
ogni sede. INCOMPETENTI
7 -
Sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, fatta dopo 69 giorni, il
parere del revisore dei conti è ancora una volta contrario, con ampia e
dettagliata motivazione. RECIDIVI
8 –
Prima di approvare il bilancio non avete adottato nessuna delibera
organizzativa o esecutiva che rendesse attendibili le vostre scelte. Sono solo
ipotesi campate sul nulla. INATTENDIBILI
9 - Il
bilancio è ancora una volta incongruente, confusionario, sbagliato, inapprovabile. Una sciagura per il paese se mai dovesse
essere approvato dal Ministero. Anche in questo caso, soprattutto, faremo
valere le ragioni di legge in ogni sede a tutela della buona amministrazione e
nel rispetto del ruolo che noi rivestiamo cin rispetto. DISASTROSI
10 -
Questa vostra malaugurata condotta sta portando il paese nell’immobilismo più
totale. Accompagnato in più dalle vostre spese fuori bilancio, che aggraveranno
ulteriormente il dissesto. IRRESPONSABILI
Il PAESE
lentamente - ma neanche troppo – MUORE. GRAZIE A VOI.
PS: per
chi ha voglia e tempo, di seguito alleghiamo il testo della relazione
depositata in Consiglio Comunale con tutte le note tecniche al bilancio.
ORIZZONTE COMUNE – DEMOCRATICI CALENI
RELAZIONE PER IL CONSIGLIO
COMUNALE CONVOCATO PER IL 25/09/2018
I Gruppi
di Opposizione decidono di autosospendersi dall’esercizio del loro mandato
politico quale atto di formale protesta per la condotta reiteratamente
illegittima della Giunta Lombardi e del Presidente del Consiglio Comunale,
lesiva dei principi democratici e rappresentativi dell’ordinamento.
Non
intendiamo avallare una seduta illegittima per tutto quanto di seguito esposto.
In primo luogo tale decisione muove
dall’esautorazione del Consiglio Comunale compiuta dal Presidente del Consiglio
mediante l’adozione di una condotta costantemente irregolare.
Il Consiglio per l’esame della proposta di
bilancio stabilmente riequilibrato viene, infatti, convocato a distanza di 69
giorni dalla notifica del provvedimento ministeriale di diniego
all’approvazione dell’ipotesi di bilancio riequilibrato (la legge prevede un
termine perentorio di 45 giorni per la trasmissione dello stesso al Ministero)
e di ben 3 mesi dalla conoscenza del parere negativo della Commissione di
Stabilità. Questa tempistica non può non tener conto che sono trascorsi 15 mesi
e mezzo dall’insediamento di questa amministrazione, durante i quali la stessa
ha di fatto operato costantemente in assenza di strumenti finanziari autorizzatori.
La proposta di bilancio nasce, inoltre, già
“morta”, vista la bocciatura netta da parte del Revisore unico dei conti,
formalizzata dopo una dettagliata analisi dei documenti contabili sottoposti al
suo vaglio.
Riteniamo, a tal proposito, doveroso
evidenziare le gravi mancanze del Presidente del Consiglio Comunale
nell’espletamento delle sue funzioni, poste in essere con azioni e/o omissioni
in violazione del suo ruolo terzo di garante, dei regolamenti e delle
prerogative dell’organo consiliare, oltre che dei singoli consiglieri.
In violazione dello Statuto, del
regolamento di Consiglio e di quello di contabilità, inoltre, è stato
predisposto un ordine del giorno in mancanza di qualsiasi atto deliberativo
propedeutico alla trattazione degli argomenti fissati in questa seduta; non è
stata convocata, altresì, la conferenza dei capigruppo, obbligatoria per le
sedute in cui si discute del bilancio, anche al fine di concordare con le
opposizioni l’ordine del giorno stesso; viene fissata la seduta di bilancio il
25 settembre, cioè ad appena 6 giorni dalla messa a disposizione della
relazione del revisore, quando il regolamento di contabilità prevede che ne
debbano decorrere almeno 10.
Omissioni che fanno eco a quanto già in
precedenza attuato dal Presidente del Consiglio riguardo ad atti obbligatori,
quali ad esempio:
- la formale richiesta di “Orizzonte
Comune”, circa due variazioni di bilancio assunte dalla giunta in via
d’urgenza, prive del parere del revisore dei conti, mai portate in consiglio
per la relativa ratifica, e questo al di là delle motivazioni tecniche alla
base di tale scelta nessuna notizia: non è stata fornita alcuna risposta né
chiarimento dal Presidente;
- la nomina ed al funzionamento di alcune
commissioni consiliari (vedasi relazioni consiliari a riguardo);
- l’impedimento delle riprese delle sedute
del consiglio, in violazione dei principi di trasparenza e pubblicità;
- la presunta rinuncia alla sua indennità
di funzione per gli anni 2017 e 2018 (che parrebbe evincersi da alcune
valutazioni fatte dal revisore), mai formalizzato con l’obbligatoria proposta
di delibera di consiglio comunale.
Queste
violazioni degli obblighi normativi sono accompagnati da una attività di
preparazione del bilancio stabilmente riequilibrato parimenti illegittima.
Di seguito alcune considerazioni sullo
stesso e sugli strumenti collegati.
PROPOSTA DI
APPROVAZIONE DELL’IPOTESI DI BILANCIO STABILMENTE
RIEQUILIBRATO 2016/2018
Dell’ipotesi
di bilancio si chiede l’approvazione ben oltre il termine perentorio dei 45
giorni dalla notifica del provvedimento ministeriale di diniego (circostanza
che dovrebbe comportare l’avvio del procedimento di scioglimento del Consiglio
Comunale già a decorrere dal quarantaseiesimo giorno, senza necessità di
ulteriori diffide ad adempiere), senza peraltro aver effettuato alcuna
comunicazione a riguardo ai Consiglieri Comunali, rendendo di fatto impossibile
l’esercizio della loro funzione in sede di stesura, valutazione ed eventuale
approvazione del bilancio e dei documenti collegati.
Nel merito, inoltre si evidenziano:
svariati errori tecnici, contrarietà a norme di legge (TUEL e principi
contabili), mancato recepimento delle indicazioni fornite dal Ministero
dell’Interno e dal revisore dei conti, il quale non ha potuto fare altro che
rendere nuovamente parere non favorevole.
Nello
specifico, il revisore ha posto in rilievo gravi irregolarità contabili, come:
● Il mancato appostamento delle quote
annue di € 68.881,32 per il ripiano trentennale del disavanzo tecnico
risultante dal rendiconto di gestione 2014;
● Stanziamenti degli esercizi 2016 e
2017, ormai chiusi, che riportano dati previsionali anziché consuntivi, come
verificato anche dal conto del tesoriere 2016;
● La mancanza di dati per valutare le
previsioni degli anni 2019 e 2020, così come l’assenza di notizie utili al
riguardo nel DUP e nella nota integrativa;
● L’incongruenza del DUP rispetto ai
dati di bilancio e la sua carenza dei contenuti minimi obbligatori, con
conseguente parere non favorevole;
● Una nota integrativa incompleta,
che non reca alcuna indicazione circa i criteri utilizzati per la definizione
delle poste di bilancio per gli anni 2019 e 2020;
● Un prospetto di verifica del saldo
di finanza pubblica 2016/2018 che presenta degli errori aritmetici e di
imputazione (aggiungiamo noi che manca anche l’indicazione delle somme che il
Comune deve restituire, nel biennio 2016/2017, in ragione del patto nazionale e
regionale). Manca inoltre l’analogo prospetto per il biennio 2019/2020,
necessario laddove, come nel caso di specie, si intende raggiungere
l’equilibrio di bilancio nel 2020;
● Uno stanziamento per IMU 2017 non
verificabile, poiché non viene fornito il conto del tesoriere 2017;
● Uno stanziamento di entrata a
titolo di TARI 2016 per € 1.456.093,00 €, a fronte di un ruolo a saldo,
approvato con determina n. 79/2017, di € 1.335.989,80 e di una spesa per il
servizio già impegnata per € 1.138.309,03, con uno squilibrio di €
317.783,97.
● Manca l’atto deliberativo di
destinazione, per il 2018, dei proventi da permessi di costruire ed in
sanatoria, pari a 240.000,00 €, destinati al 97,21% a spesa corrente;
● Un Fondo crediti di dubbia esigibilità,
mancante per il biennio 2019/2020, che non viene calcolato su entrate come i
proventi per violazioni al Codice della Strada, l’imposta di pubblicità, la
TOSAP, proventi per servizi diversi e mensa scolastica;
● Un modello “F” incongruente con i
dati di bilancio, che reca numerosi quadri incompleti;
● La previsione di entrate
straordinarie e non ricorrenti per recupero di evasione, per un ammontare di
ben 550.000,00 € nel triennio 2018/2020, grazie all’opera che dovrà porre in
essere la “Publiservizi s.r.l.” in tale periodo,
eliminando al contempo dal bilancio 200.000,00 € di spese, quale compenso che
sarebbe spettato a titolo di aggio al concessionario per il biennio 2019/2020,
tenuto conto delle volontà di revocare il relativo contratto a partire dal 1/1/2019.
Nello specifico, questo punto presenta una
evidente contraddittorietà tra la volontà politica espressa e la sua
rappresentazione contabile, che va ben oltre qualsiasi possibile concezione di
“finanza creativa”.
Nella delibera di giunta comunale n. 74 del
3/9/2018, infatti, si è inteso procedere alla riorganizzazione dei servizi
finalizzata alla riduzione delle spese correnti, necessaria per l’applicazione
dell'articolo 259, comma 1-ter, del TUEL, viene in essa, tra l’altro fornito
indirizzo al Responsabile dell’Ufficio Tributi perché verifichi, riportiamo
testualmente, “la possibilità di internalizzare
nuovamente il servizio Tributi e in seguito alla verifica di detta possibilità
di procedere alla stesura di una proposta di Deliberazione Consiliare
finalizzata all’internalizzazione del servizio
Tributi”.
Prima ancora che detta possibilità venga
verificata dal responsabile finanziario, senza però consentire al revisore
stesso di verificarla a sua volta (visto che il contratto di appalto con la “Publiservizi s.r.l.” non gli viene rilasciato), si procede
comunque ad eliminare l’aggio di riscossione dalle spese di bilancio 2019/2020,
lasciando al contempo nelle parte entrate gli accertamenti tributari che il
concessionario dovrebbe compiere nel triennio 2018/2020!
Una simile scelta politica, al di là della
mancanza di una facoltà di rescissione anticipata nel contratto non fornito al
revisore, dovrebbe essere adottata tramite un atto di revoca, a nostro avviso
non giustificabile in termini di mutato interesse pubblico.
Contraddizione quest’ultima che ben testimonia oltreché la superficialità della
stesura dei documenti, quale sia la mancanza di una ragionata pianificazione
dell’attività necessaria per riequilibrare negli anni i bilanci dell’ente. Del
che l’illegittimità degli atti amministrativi assunti appare lo specchio fedele
dell’inadeguatezza gestionale posta in essere dall’amministrazione di
maggioranza, foriera di enormi squilibri e danni che rischiano di divenire
irrimediabili.
Si possono sintetizzare gli effetti che
determinerebbe tale scelta, che appare peraltro irrealizzabile, data la
mancanza totale di personale dipendente da destinare al servizio:
● Contenzioso probabile con il
concessionario, che va inoltre tenuto indenne di tutte le spese già sostenute,
a partire dall’allestimento del locale di ricevimento pubblico;
● Tassi di evasione e di morosità che
si attesterebbero nuovamente intorno al 50 o 60%, con gravi problemi di cassa e
spese per interessi di mora e interessi su anticipazione di tesoreria;
● Necessità di ridurre gli
stanziamenti di entrate che vanno accertate per cassa e di incrementare quelli
di spesa, in ragione dello stanziamento di un Fondo crediti di dubbia
esigibilità ben più elevato;
● Eliminazione dei 550.000,00 € di
recupero entrate previste quale fonte certa in questa ipotesi di bilancio;
● Disservizi e problemi organizzativi
legati al flusso di persone che quotidianamente si recherebbero nuovamente al
comune, con necessità di istituire uno sportello ad hoc;
● Problemi di coordinamento con la
commissione di liquidazione, per la riscossione delle entrate relative agli
anni 2015 e precedenti;
● Incapacità di procedere alla fase
di riscossione coattiva delle entrate, in assenza di convenzioni con studi
legali specializzati o con Agenzia delle Entrate-Riscossioni s.p.a., in
entrambi i casi con la previsione di spese per servizi o per aggio;
● Necessità di prevedere spese per le
attività ricorrenti come la stampa, l’imbustamento,
la spedizione, l’affrancazione, la notifica, la lettura e la rendicontazione
dei bollettini o dei modelli F24;
● Necessità di prevedere spese per
l’acquisto di software per la gestione dei tributi;
● Necessità di reperire personale
dall’esterno, con tutti i vincoli esistenti al riguardo per un comune in
dissesto;
● Necessità di gestione del
contenzioso tramite l’affidamento di incarichi legali.
Alla fine le spese conseguenti a tale
scelta sarebbero ben più elevate dei risparmi conseguenti al mancato pagamento
dell’aggio.
Riguardo
alle altre riduzioni di spesa previste nella citata delibera di giunta n. 74,
dobbiamo innanzitutto rilevare che l’aver adottato una simile delibera va a
sconfessare tutto quanto attestato nella nota prot.
4960 del 9/5/2018, secondo cui erano già stati adottati interventi di riorganizzazione
che avevano portato ad una riduzione di spesa, già a decorrere dal 2016, del
39,37% rispetto al 2015, dato avallato dalla Maggioranza nel momento in cui ha
approvato un siffatto documento contabile, bocciato tuttavia dalla Commissione
di Stabilità.
Andando quindi nel merito delle opzioni di
riduzione della spesa che si intendono adottare, abbiamo invece:
● Interventi realizzabili (come
l’attivazione dell’impianto fotovoltaico installato nel 2015 o la rimodulazione
dei contratti di telefonia);
● Interventi di impatto davvero
irrisorio (come la riduzione dei buoni pasto ai dipendenti);
● Interventi di dubbia realizzazione,
almeno nel breve periodo (come i risparmi energetici per la pubblica
illuminazione e per gli edifici scolastici, per i quali non vengono nemmeno
stanziate le spese occorrenti per la loro concreta attuazione);
● Interventi non conformi a legge
(come la previsione di individuare ed utilizzare locali comunali idonei
all’archiviazione delle centinaia di faldoni in carico al “Consorzio CSA”, il
cui contratto è peraltro scaduto a febbraio 2018, laddove vi sono requisiti
severi che tali locali devono rispettare, dettagliati dal d. lgs. 42/2004 e che il comune non potrà mai garantire);
● Interventi quantomeno non
opportuni, come l’eliminazione della polizza per responsabilità civile verso
terzi, visto lo stato di degrado delle strade, del demanio, del patrimonio
immobiliare e degli arredi urbani del comune, oppure i rischi idrogeologici cui
è soggetto il comune, la frequente caduta di alberi o la necessità di coprire i
rischi sul lavoro di collaboratori comunali non assicurati tramite l’INAIL;
● Interventi politicamente
discutibili, come il taglio dei 20.000,00 € di spesa legati al banco
alimentare, che potevano essere anche lasciati tramite un taglio del 20% delle
indennità di funzione del Sindaco e della giunta, ripristinate per intero dal
2019.
Questi interventi di riorganizzazione dei
servizi comunali, in ogni caso, determinano un risparmio della spesa per
servizi assolutamente non in linea con l’obbligo di riduzione della stessa,
fino al 2020, nella misura minima del 20%, rispetto al 2015, richiesto dalla
norma.
Tanto più se si considera che alcuni di
questi interventi comportano anche la necessità di appostare delle nuove
previsioni di spesa per servizi, del tutto mancanti in questa ipotesi di
bilancio (come quelle, prima elencate, per l’internalizzazione
del servizio di riscossione tributi o per la riqualificazione energetica degli
impianti).
Inoltre, l’altra condizione da soddisfare
perché si possa concretamente applicare la norma derogatoria prevista
dall’articolo 259, comma 1-ter, del TUEL, non viene rispettata, poiché le
partecipate sono già state razionalizzate con consiliare n. 26 del 30/06/2015
(e la deliberazione di consiglio n. 18/2017 non fa che confermare quanto già
statuito con la stessa), mentre il relativo piano è stato attuato con le
deliberazioni di consiglio nn. 27, 54, 55 e 67 del
2015.
Oltretutto, con deliberazione di C.C. n. 29
del 25/05/2018, non sottoposta nemmeno al preventivo ed obbligatorio parere del
revisore, il Comune ha aderito al “Consorzio Idrico Terra di Lavoro di Caserta”
(pur non essendoci alcun obbligo di legge, contrariamente a quanto affermato
nel corpo della suddetta deliberazione). Parliamo di una società partecipata da
cui il Comune era fuoriuscito con deliberazione di consiglio n. 27 del
30/06/2015.
La stessa ha un capitale sociale
interamente versato di € 1.228.869,00 ma presenta perdite portate a nuovo di
oltre 20 milioni di € e registra, da oltre 20 anni, perdite di esercizio che
richiederanno la partecipazione del Comune al ripiano pro-quota delle stesse,
come già accaduto in passato. Anziché razionalizzare, come richiederebbe la
norma, si delibera dunque nuovamente la partecipazione ad una società
tecnicamente fallita. L’adesione del Comune, per di più, richiede la previsione
delle quote annuali di partecipazione da versare al CITL per circa 20.000,00 €
(in base all’articolo 26 del suo Statuto), nonché le quote da accantonare in
apposito fondo vincolato (in base all’articolo 21 del d. lgs.
n. 175/2016) per il ripiano delle perdite di esercizio, in ragione della quota
di partecipazione del comune (articolo 30 del richiamato Statuto del CITL),
quantificabili nell’ordine di diverse decine di migliaia di €. Il tutto senza
ricavarne alcun concreto vantaggio, visto che le convenzioni operative non sono
mai state siglate e che il Comune continua a sopportare le spese di
manutenzione della rete idrica.
In definitiva, ancora una volta, risulta
evidente come il comune non possa applicare l’articolo 259, comma 1-ter, del
TUEL, non ricorrendone i presupposti, venendo così anche meno il rispetto dei
correttivi contabili richiesti dal Ministero.
Manca, peraltro, come indicato dal
revisore, un bozza di documento riferito al biennio 2019/2020, nel quale siano
presenti dati riferiti a ciascuna “unità di voto” del bilancio (cioè la
tipologia per l’entrata ed il programma per la spesa) da sottoporre al
consiglio, né vi sono riferimenti concreti nel DUP e nella nota integrativa.
Praticamente dovremmo esprimerci sulla sola
base di un quadro degli equilibri di bilancio e di un quadro riassuntivo
2016/2020, con un livello di aggregazione per titoli, dove si può iscrivere
tutto ed il contrario di tutto.
Il Presidente, in questo caso, dovrebbe
valutare la proponibilità al Consiglio di un documento mancante dei dati
necessari per valutare le annualità 2019/2020.
Altri evidenti squilibri presenti in questa
ipotesi di bilancio sono legati anche:
● All’appostamento di un Fondo
crediti di dubbia esigibilità (F.C.D.E.) per gli anni
2019 e 2020 di importo sostanzialmente identico a quello previsto per
l’esercizio 2018, nonostante il fatto che nell’ultimo biennio siano stati
previsti circa 350.000,00 € di entrate da recupero evasione e che, come
indicato dai principi contabili, la quota di accantonamento a titolo di F.C.D.E., rispetto al prospetto con cui lo stesso viene
determinato, sia pari al 75% per il 2018, all’85% per il 2019 e al 95% per il
2020. La somma accantonata nella parte spesa del bilancio doveva pertanto
essere molto più elevata, tanto più in considerazione dei ridotti tassi di
riscossione che si avranno in prospettiva, con la programmata internalizzazione del servizio;
● Alla mancanza di uno stanziamento
occorrente per il riconoscimento ed il finanziamento dei debiti fuori bilancio
ricadenti nella gestione ordinaria. Nella relazione del revisore allegata alla
delibera di dichiarazione del dissesto (nota prot.10739
del 3/10/2016), infatti, erano indicati, alla data del 30/09/2016, debiti da
riconoscere per € 165.772,71, di cui almeno € 110.000,00 rientranti nella
gestione ordinaria per consolidata giurisprudenza, in quanto relativi a
sentenze notificate negli anni 2016 e successivi (cfr. Consiglio di Stato,
Sezione V, sentenza n. 4183/2016 del 11/10/2016; Consiglio di Stato, Sezione V,
sentenza n. 2263/2015 del 6/5/2015). Dal 1/10/2016 ad oggi, inoltre, sono
maturati ulteriori debiti fuori bilancio, in ragione di contratti di servizi
pubblici vari, scaduti da tempo, che vengono resi di fatto in violazione
dell’articolo 194, comma 1, lettera e) del TUEL, per un ammontare presunto di
circa 160.000,00 € (si vedano, per esempio: le fatture emesse dalle ditte: “Mosanghini s.n.c.” per la manutenzione dell’ascensore; “Dog’s Town s.r.l.” per il servizio di lotta al randagismo,
a decorrere dal 30/09/2016; “Impec s.r.l.” per la
mancata regolarizzazione delle ordinanze commissariali e sindacali da maggio a
dicembre 2016 e da luglio a settembre 2017; “Consorzio Sinergie” per la raccolta
dell’umido da maggio ad agosto 2017; “Consorzio CSA” per la custodia degli
archivi comunali, da febbraio 2018 in poi);
● All’iscrizione, per l’anno 2020, di
una spesa per il pagamento della quota capitale di mutui e prestiti
obbligazionari in ammortamento di € 325.127,58. Dalla lettura dei piani di
ammortamento (quelli non consegnati al revisore) si evince che la stessa è
invece pari ad € 335.168,07, cui va aggiunta la quota capitale di ammortamento
dell’anticipazione di liquidità concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti ai
sensi del decreto-legge n. 78/2015, per circa 19.000,00 €. Ne consegue uno
squilibrio di parte corrente di € 29.000,00 circa, contrariamente a quanto
affermato nella nota integrativa;
● Al fatto che, dal 1° gennaio 2018,
i proventi dei titoli abilitativi edilizi e relative sanzioni, devono essere
destinati alla realizzazione e alla manutenzione, ordinaria e straordinaria,
delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di
complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate, a
interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di demolizione di
costruzioni abusive, all'acquisizione e alla realizzazione di aree verdi
destinate a uso pubblico, a interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente
e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione e della mitigazione del
rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del
patrimonio rurale pubblico e a interventi volti a favorire l'insediamento di
attività di agricoltura nell'ambito urbano, nonché per la progettazione delle
opere pubbliche. Dei 240.000,00 € stanziati nel 2018 tra le entrate in conto
capitale, a titolo di proventi per permessi di costruire ed in sanatoria, un
importo di € 235.308,00 è stato destinato al finanziamento della spesa
corrente, pur in assenza dell’adozione di un atto deliberativo di giunta.
Dall’analisi dei documenti contabili, tuttavia, tenuto anche conto che le spese
per manutenzione della rete idrica e fognaria sono già integralmente coperte
dai proventi del canone idrico integrato, non si evince lo stanziamento di
235.308,00 € di spese correnti per le causali prima indicate. In assenza delle
stesse vi è perciò un equivalente squilibrio di parte corrente e la violazione
del principio contabile dell’unità del bilancio;
● Al fatto che per gli anni 2016 e
2017, lo stanziamento del Fondo di solidarietà comunale (FSC), pari
rispettivamente ad € 481.762,86 ed € 487.300,72, non tiene conto della
rateizzazione triennale, decorrente dal 2015, delle somme ancora da recuperare,
per effetto delle variazioni sulle assegnazioni del fondo di solidarietà
comunale per l'anno 2013 che non era stato possibile recuperare sul fondo di
solidarietà comunale spettante per l'anno 2014. Tale somma ammonta ad €
78.642,48 e va recuperata a valere sulle erogazioni del Fondo di solidarietà
comunale degli anni 2015/2017, in ragione di € 26.214,16 per anno. Ad oggi tali
somme sono state trattenute sulle erogazioni del FSC 2015, con il pagamento del
24/09/2015 e sul FSC 2016, con il pagamento del 26/09/2016, come si può
verificare dalla consultazione del Portale della Direzione Centrale della
Finanza Locale. Le previsioni del FSC per gli anni 2016 e 2017 risultano
pertanto sovrastimate di € 26.214,16 per anno;
● Al fatto che lo stanziamento
complessivo dei trasferimenti correnti dallo Stato, di cui alla categoria
2010101, risulta pari ad € 195.473,47 per l’anno 2016, € 117.216,10 per l’anno
2017 ed € 117.876,59 per l’anno 2018. Tuttavia, le somme spettanti, rilevabili
dal sito della Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero
dell’Interno (tenuto conto che la somma a titolo di 5 per mille dell’IRE è
stata stanziata alla categoria 1010199 e quella per rimborso spese elettorali
alla categoria 2010102), ammontano ad € 191.787,22 per il 2016, € 106.095,38
per l’anno 2017 ed € 92.527,84 per l’anno 2018. Ne risulta che sono state
iscritte entrate fittizie alla categoria 2010101 pari ad € 3.686,25 per l’anno
2016, € 11.120,72 per l’anno 2017 ed € 25.348,75 per l’anno 2018.
Dalla
lettura della nota integrativa, poi, apprendiamo che:
● La gestione contabile, almeno per
gli anni 2016 e 2017, non è stata del tutto corretta, tanto che si afferma che
in tali anni vi sono stati errori di imputazione contabile delle entrate
accertate e riscosse, nonché anomalie a causa del travaso dei dati
nell’applicativo della Halley, avvenuto nel mese di
novembre 2016;
● Viene eliminato dalle previsioni di
spesa per il 2018 il contributo per i canoni di locazione in favore di famiglie
indigenti, per € 1.886,00, nonostante lo stesso sia stato regolarmente
assegnato e liquidato con determinazione n. 147 del 18/09/2018;
● Vengono eliminati, per gli anni
2017 e 2018, gli stanziamenti di spesa di € 20.000,00 annui per l’attivazione
del Banco alimentare, ancorché lo stesso sia stato regolarmente erogato per
tali annualità, come da deliberazioni di adesione del commissario prefettizio
di giunta n. 60 del 13/12/2016 (per l’anno 2017) e di giunta comunale n. 2 del
5/1/2018 (per l’anno 2018);
● Con determinazione n. 87 del
1/6/2018, si è proceduto ad affidare il servizio di smaltimento di rifiuti
speciali a ditta specializzata, per un importo di € 13.640,00, impegnando tale
spesa a valere sul capitolo 1096.00, codice di bilancio 09.01.1-03.02.15, del
bilancio 2018, gestione competenza, a fronte di uno stanziamento previsto
nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2016/2018, per l’annualità
2018, di € 15.000,00 sul medesimo codice di bilancio, ma riferita alla
rimozione dei pneumatici nei siti dell’antica Cales. Mancano quindi in bilancio
questi 13.640,00 €;
● Non sono state iscritte nelle spese
le quote del piano di rientro stipulato con la “Free Trade
s.r.l.” per le annualità dal 2017 al 2019.
In sintesi, non si è avuto nemmeno
l’accortezza di verificare se le previsioni di spesa che si andavano a
formulare erano almeno in grado di coprire gli impegni di spesa già assunti nel
corso della gestione 2016/2018 o quelli derivanti dalle obbligazioni in essere.
Ciò comporta l’inattendibilità della documentazione proposta.
Si
potrebbe continuare oltre, ma crediamo possa bastare per trarne le dovute
conclusioni.
Come recita il TUEL, il bilancio
stabilmente riequilibrato dovrebbe recare un complesso organico di misure, atte
a consolidare la situazione finanziaria e capaci di assicurare stabilità alla
gestione finanziaria dell'ente medesimo.
Qui
ci troviamo invece di fronte ad una ipotesi di bilancio:
1) Che si propone in Consiglio Comunale e
si vorrebbe approvare oltre i termini perentori di legge, senza inoltre il
rispetto di norme dello Statuto, del regolamento consiliare, del regolamento di
contabilità, del TUEL e dei principi contabili;
2) Che non rimuove le cause che non hanno
consentito al Ministero di esprimere un parere favorevole;
3) Che prevede il ricorso al pareggio di
bilancio in deroga entro il 2020, anziché entro il 2017, pur non ricorrendone i
presupposti di legge, perché le società partecipate non sono state
razionalizzate (si veda la rinnovata adesione al CITL, che comporta a sua volta
spese non previste in bilancio) e la spesa per servizi non è stata ridotta
nella misura del 20%;
4) Che prevede di raggiungere tale pareggio
anche grazie ad entrate una tantum, come l’incasso di permessi in sanatoria per
€ 160.000,00 o il recupero di evasione di IMU e TARI per 550.000,00 € in un
triennio, senza nemmeno adeguare il Fondo Crediti di dubbia esigibilità e pur
in assenza di un concessionario dal 2019, come sopra dettagliatamente esposto;
5) Che non stanzia le spese correlate alla
concreta attuazione dei previsti interventi di razionalizzazione dei servizi,
né quelle relative a spese già impegnate o derivanti da obbligazioni in essere;
6) Dove non si appostano le quote contabili
annue di € 68.881,32 per il ripiano trentennale del disavanzo tecnico
risultante dal rendiconto di gestione 2014;
7) Che manca di uno specifico stanziamento
occorrente per il riconoscimento ed il finanziamento dei debiti fuori bilancio
ricadenti nella gestione ordinaria;
8) Che non prevede in maniera adeguata
stanziamenti per spese obbligatorie, come quelle per rimborso delle quote
capitale di mutui e prestiti obbligazionari in ammortamento, o quelle connesse
alla destinazione alla spesa corrente dei proventi per permessi di costruire ed
in sanatoria;
9) Che sovrastima persino entrate
inderogabili, come il Fondo di solidarietà comunale ed altre assegnazioni da
federalismo fiscale municipale.
In
conclusione vi sono squilibri di parte corrente di diverse centinaia di
migliaia di € che non consentono nemmeno lontanamente di raggiungere
l’equilibrio di bilancio entro il 2020, anche qualora ne fossero ricorsi i
presupposti (e non è questo il caso).
Il documento, così come formulato, non assicura alcuna stabilità alla gestione
finanziaria.
APPROVAZIONE DEL DUP 2016/2018
Con
deliberazione di giunta comunale n. 75 del 3/9/2018, viene riapprovato il
Documento Unico di Programmazione (DUP) 2016/2018.
Secondo l’articolo 170 del TUEL, il DUP è
predisposto nel rispetto di quanto previsto dal principio applicato della
programmazione. Il punto 8 di tale principio prevede che: “…il
DUP e le linee programmatiche di mandato sono presentate al Consiglio
contestualmente, in ogni caso non successivamente al bilancio di previsione
riguardante gli esercizi cui il DUP si riferisce”.
Nel nostro caso, invece, è stato
predisposto un nuovo DUP senza aver prima approvato le linee programmatiche di
mandato, da declinare nella sezione strategica (in cui manca ogni riferimento
agli obiettivi strategici del governo) e presentare, contestualmente al DUP, in
Consiglio. Tutto ciò in violazione del TUEL, dei principi contabili e dello
Statuto.
Diamo uno sguardo ai pochi contenuti
presenti nel DUP.
Dall’analisi della tabella 2.1.1, sulla popolazione, desumiamo che 5.262
persone sono emigrate nell’anno 2014, una emigrazione di massa di cui non ci
siamo accorti. Manca l’indicazione del saldo naturale e del saldo migratorio
per dimostrare la popolazione al 31/12/2014. Non vengono fornite indicazioni
sulle fasce di età della popolazione, sul suo livello di istruzione, sui tassi
di natalità e di mortalità.
Nella tabella 2.1.2, sul territorio, non
vengono forniti dati sulle strade, sui piani regolatori ed altri strumenti
urbanistici vigenti (dichiarati addirittura come assenti), sull’estensione
delle aree PEEP e PIP disponibili.
Nella tabella 2.1.4, sulle strutture
operative, non vengono indicati i dati relativi alla popolazione scolastica,
alla rete fognaria, alle aree verdi, ai punti luce della pubblica
illuminazione, alla raccolta dei rifiuti, ai mezzi operativi ed ai veicoli o ai
personal computer in dotazione agli uffici.
Nulla viene detto sulla modalità di
gestione dei servizi pubblici locali.
Il quadro riassuntivo di cui alla tabella
6.3 non indica alcun importo alla voce “Proventi oneri di urbanizzazione destinati
a manutenzione ordinaria del patrimonio” né in quella dei proventi destinati ad
investimenti, in piena contraddizione con i documenti contabili.
Nella sezione 6.4.1. mancano i dati del gettito IMU 2015 e 2016.
Nella tabella 6.4.4. non vengono allocate correttamente le poste per oneri di
urbanizzazione.
Nella tabella 6.4.6. non viene indicato il
tasso di indebitamento per l’anno 2016.
La tabella 6.4.8., che dovrebbe specificare
i proventi dell’ente derivanti da servizi e gestione di beni immobili, è priva
di dati.
Per quanto riguarda la Sezione Operativa, manca del tutto la Parte 1, nella
quale devono essere descritte le motivazioni delle scelte programmatiche
effettuate e definiti, per tutto il periodo di riferimento del DUP, i singoli
programmi da realizzare ed i relativi obiettivi annuali.
La Parte 2, che dovrebbe contenere la
programmazione dettagliata delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e
delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio, è composta da una sola
pagina, che reca un prospetto con la composizione della spesa di personale dal
2015 al 2018.
Nella stessa, tuttavia, non viene indicata
né l’IRAP, né la spesa per buoni pasto, né gli incarichi definiti di supporto
strumentale ai settori tecnico e finanziario, né gli incarichi ai sensi
dell’articolo 110 del TUEL.
Manca infine l'analisi degli impegni
pluriennali di spesa già assunti.
La Sezione Strategica del DUP, quindi, reca essenzialmente tabelle per lo più
vuote, mentre quella Operativa non rispetta il contenuto minimo previsto dal
paragrafo 8.2 del principio applicato della programmazione.
Si
evidenzia in sintesi la mancanza di informazioni di base tali da consentire una
visione strategica e di programmare le linee di azione dell’amministrazione.
La
superficialità e l’approssimazione tenuta nella stesura di tale fondamentale
documento fanno tutt’uno con quanto evidenziato per la proposta di bilancio
stabilmente riequilibrato e testimoniano qual è l’attività posta in essere
dall’amministrazione attualmente in carica per riequilibrare il bilancio e più
in generale risanare l’ente e quali sono gli effetti che essa produrrebbe sulle
già fragili finanze pubbliche.
Invitiamo
il Segretario Comunale ed il Presidente, ai sensi dell’articolo 52, comma 4,
del regolamento consiliare, ad allegare integralmente il presente testo al
verbale della seduta consiliare (con riferimento alla proposta di approvazione
dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2016/18). Se ne consegna
formale copia al Segretario Comunale, agli atti della seduta.
I Consiglieri comunali del Gruppo
“Orizzonte Comune”
Antonio
(Antonello) Bonacci
Giovanni
Marrocco
I Consiglieri comunali del Gruppo
“Democratici Caleni”
Antonio Caparco
Anita Bovenzi