I PALADINI DELLA LEGALITA’… SOLO IN CAMPAGNA ELETTORALE!

Orizzonte Comune, 17 marzo 2018

Noi non abbiamo interesse a sederci al tavolo… con chi ha dato appalti alla ditta Fontana senza visionare il certificato Antimafia…”.

Il nostro primo provvedimento, appena dopo le elezioni, sarà quello di ADERIRE alla Stazione Unica Appaltante istituita presso la Prefettura perché NOI non abbiamo alcun interesse a gestire gli appalti pubblici”.

Questo dichiaravano il Sindaco Lombardi ed il suo gruppo politico lo scorso 8/9/2016.

…a noi gli appalti non interessano. Noi non favoriremo mai le ditte che sono state colpite da interdittiva antimafia”: questo dichiarava invece l’attuale assessore alle politiche sociali, Rosy Caparco, nel comizio elettorale tenutosi a Zuni lo scorso 4/6/2017.

Vediamo come è andata nei fatti e se le dichiarazioni di intenti sono state mantenute.

Il Comune ha aderito, con la deliberazione del commissario n. 11 del 07/10/2016, alla Stazione Unica Appaltante (S.U.A.) di Caserta, senza però mai fare ricorso alla stessa.

Tuttavia, per almeno 4 appalti avvenuti in epoca Lombardi, a causa di frazionamenti degli stessi o errate determinazioni del loro valore stimato, le relative gare o, più spesso, gli affidamenti diretti, sono stati gestiti dal comune anziché essere assegnati alla S.U.A.: non spetta a noi sindacare se ciò sia avvenuto con dolo o per “semplice” ignoranza della normativa, anche perché della vicenda abbiamo interessato le autorità competenti a detta verifica. Di fatto, però, sono stati violati il codice degli appalti pubblici, la normativa antimafia ed il protocollo di legalità.

Ma non finisce qui, perché il Sindaco, con 3 ordinanze contingibili ed urgenti (prot. 6813 del 06/07/2017, prot. 9876 del 02/10/2017 e prot. 13244 del 28/12/2017), ha affidato direttamente il servizio di trattamento e depurazione delle acque reflue comunali alla società “IMPEC COSTRUZIONI S.p.A.”, per complessivi mesi 9 (da luglio 2017 a marzo 2018) ed un importo totale di € 49.500,00.

La notizia clamorosa, in questa vicenda, è che IL SINDACO, PER BEN 3 VOLTE, HA AFFIDATO DETTO SERVIZIO AD UNA DITTA GIÀ COLPITA DA INTERDITTIVIA ANTIMAFIA: la Prefettura di Napoli ha infatti emesso l’interdittiva antimafia prot. n. 0101073 del 22/05/2017, con cui ha ritenuto che nei confronti della società “IMPEC COSTRUZIONI S.p.A.” sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa.

Il TAR Campania, con sentenza n. 207/2018 del 6/12/2017, ha rigettato il ricorso proposto dalla “IMPEC COSTRUZIONI S.p.A.” avverso la suddetta interdittiva antimafia, che esplica perciò i suoi effetti fin dal 22/05/2017.

Quanto avvenuto è gravissimo, perché si è evitata la procedura di gara (che senza frazionamenti sarebbe stata gestita dalla S.U.A.) per ricorrere ad una procedura d’urgenza che ha favorito di fatto, per ben 3 volte, una ditta già colpita da interdittiva antimafia.

Il paradosso è che i consiglieri di maggioranza, se fossero conseguenti alle loro stesse dichiarazioni, non dovrebbero a questo punto più sedere al tavolo con il Sindaco, cioè con colui che ha concesso 3 appalti ad una ditta senza visionarne il certificato antimafia.

 “Mi sono state attribuite offese personali, pur avendo sempre agito nel pieno della legalità e della trasparenza. Io e il mio gruppo abbiamo sempre agito nel rispetto della legge e della cittadinanza, e non abbiamo fatto compromessi con nessuno”.

INTANTO OGGI TUTTI SANNO, MA NESSUNO PARLA!

Dott. Giovanni Marrocco