L’Amministrazione Comunale espone la situazione
reale ed i provvedimenti drastici ed impopolari da adottare
L’Amministrazione Comunale,
06 marzo 2018
Cari concittadini,
sentiamo il bisogno di
rappresentarvi senza mezzi termini qual è la reale situazione in cui versa il
nostro paese e la conseguente necessità di porre in essere provvedimenti
drastici ed impopolari.
Tutti oramai sanno che
abbiamo ereditato un comune in dissesto finanziario (proprio pochi giorni fa
l’organo straordinario di liquidazione ha quantificato la massa passiva in
5.100.000,00 di euro) con una dotazione organica priva delle figure apicali
relativamente all’area tecnica e all’area finanziaria.
Il nostro segretario
comunale, nominato a scavalco, viene 3 volte a settimana. Oltre ai compiti
previsti dalla funzione di segretario comunale (e sono già tanti), ha assunto
anche l’interim del settore economico finanziario e, a seguito del recente
pensionamento di un responsabile, anche l’interim del settore amministrativo.
Al momento la responsabilità dell’ufficio tecnico con grande senso di
responsabilità è stata assunta dal Comandante della Polizia Municipale.
A settembre dello scorso
anno abbiamo approvato in consiglio l’ipotesi di bilancio stabilmente
riequilibrato e nel dicembre successivo abbiamo approvato una nuova ipotesi di
bilancio con il parere sfavorevole del revisore assumendo l’impegno che proprio
dalle osservazioni del revisore dei conti e dalle prescrizioni del Ministero
saremmo ripartiti. Ed ora siamo qui, ad approvare un’ipotesi di bilancio
stabilmente riequilibrato nella quale ci siamo attenuti scrupolosamente alle
indicazioni ministeriali ed abbiamo fatti tagli alle spese e aumenti delle
entrate così come imposto dalla legge.
A questa catastrofica
situazione aggiungiamo l’irresponsabile, sebbene legittimo, atteggiamento di
una parte della nostra opposizione. Una serie infinita di esposti, denunce,
richieste di accesso agli atti, richieste di informazioni, interrogazioni,
mozioni e, di conseguenza, richiesta di chiarimenti degli enti attivati come la
Corte dei Conti, la Prefettura, il Ministero, Procura della Repubblica, ASL ecc….
Come abbiamo già detto
in precedenti esternazioni, parliamo di un accanimento quasi maniacale da parte
di questa opposizione, quasi una richiesta al giorno al solo fine di creare
ulteriori problemi sottraendo tempo ai responsabili di settore nel lavoro
quotidiano per poter far fronte alle innumerevoli richieste e per creare
ulteriori difficoltà ad una amministrazione che già opera in un contesto come
quello appena descritto. Ma sul ruolo di questa opposizione stendiamo il solito
velo pietoso. Sono già tanti e sotto gli occhi di tutti i danni che hanno causato.
In questo contesto siamo chiamati a far quadrare il bilancio.
Come abbiamo già detto, per
i comuni in dissesto la legge è molto restrittiva. Ci sono degli obblighi da
rispettare. Lo stato di bisogno lo impone. Bisogna tagliare tutti i servizi non
indispensabili e aumentare le tasse al massimo consentito. I servizi a domanda
individuale devono essere a totale carico dei cittadini. La prima cosa che
abbiamo fatto è stata quella di rinunciare alla nostra indennità. Non lo
abbiamo fatto per pubblicità o per populismo.
A nostro avviso il
compenso deve essere corrisposto per consentire agli amministratori di
espletare il proprio mandato senza condizionamenti ma la rinuncia al nostro
compenso, atto necessario ma non obbligato, ha contribuito a far quadrare i conti
di un bilancio contenente entrate ed uscite che non abbiamo gestito noi.
Ci siamo fatti carico di
un debito che non abbiamo generato noi e lo abbiamo fatto solo ed
esclusivamente per alto senso di responsabilità. Credeteci, sarebbe stato molto
più facile abbandonare la nave ma abbiamo preso un impegno con i cittadini e lo
porteremo a termine! In campagna elettorale lo abbiamo detto più volte,
sapevamo già a cosa saremmo andati incontro anche se, in tutta franchezza,
nemmeno noi pensavamo che il disastro amministrativo ereditato fosse di così
vasta portata. Ma non è stato sufficiente rinunciare alle nostre indennità.
La normativa impone agli
enti in dissesto una copertura integrale al 100% dei costi del servizio idrico
integrato. Anche il il Revisore dei Conti con parere
del 12.12.2017 reso sull’ipotesi di bilancio riscontrava una copertura pari
all’80% e invitava l’Ente ad adeguare la tariffa. Infine le richieste
istruttorie del Ministero dell’Interno assunte al protocollo il 05.02.2018 non
hanno lasciato più alcun margine di trattativa. Abbiamo tentato in tutti i modi
di confermare le tariffe del servizio idrico degli anni precedenti ma siamo
arrivati al capolinea: la legge e gli organi di controllo impongono l’aumento!
Allo stesso modo e per
le stesse motivazioni è stato necessario procedere alla copertura integrale del
servizio mensa scolastica. Lo avevamo annunciato nella relazione di dicembre.
Fino ad oggi sono state rispettate le normative sulla base delle quali veniva
assicurato un contributo ai cittadini pari al 36%. Abbiamo preso atto, però,
che questo ente, stante la situazione finanziaria finora descritta, non è in
grado di sostenere mediante le proprie risorse il costo di gestione del
servizio mensa scolastica pertanto, trattandosi di costi di gestione di servizi
a domanda individuale, dovranno essere interamente a carico di coloro che ne
usufruiranno. L’alternativa sarebbe stata quella di sospendere il servizio ma
abbiamo preferito comunque assicurarlo.
Cari concittadini, per
alto senso di responsabilità, abbiamo dovuto assumere decisioni impopolari e di
forte impatto sociale. Tuttavia la difficoltà ed il disagio di queste scelte si
uniscono alla speranza di risollevare le sorti del nostro paese nei tempi
necessari e questo ci darà la serenità e la giuta
carica per andare avanti. Riusciremo a rimettere a posto i conti di un ente in
totale default per dare inizio poi a quel percorso di crescita tanto auspicato.
A noi spetta l’arduo
compito di mettere in ordine dei conti che nessuno di questa maggioranza ha mai
gestito ma siamo sicuri che il nostro impegno e la vostra comprensione daranno
al nostro paese la “rinascita” che merita.
L’Amministrazione
Comunale
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