Caso Caranci, Taffuri:
quella di Mena è una grande lezione rivolta ai “salvatori della Patria”
Caleno24ore, 29 ottobre 2014
L’avvocato Massimo Taffuri,
plenipotenziario dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Marrocco, interviene per porre in risalto il gesto di Mena Caranci:
Come si vede, esistono ancora presone
perbene che assumono l’impegno di candidarsi a consigliere comunale con il
vero intento di fare qualcosa per il proprio paese. La pubblicazione
dell’articolo di Mena Caranci va valutato non
solo dal punto di vista strettamente individuale, riconoscendole il merito
di averci creduto in un progetto politico, che subito dopo si è sfaldato;
ma, soprattutto, va considerato sotto un profilo più generale, che induce
ad interrogarsi sul perchè molte persone, che si
propongono come i “salvatori della Patria”, volendo a tutti i costi
raggiungere la carica di Sindaco o di “protagonista” della politica,
quando poi, da sconfitti politici, si trovano in opposizione, anziché
lavorare per il “positivo”, fanno di tutto per infangare il buon nome
degli onesti a discapito degli interessi di tutti.
L’insegnamento dato da Mena Caranci è di una tale levatura che, da paragone, fa
ben percepire la piccolezza di molti suoi ex compagni di lista.
E’ a tutti nota la riservatezza e il perbenismo suo, e quello familiare,
di Mena Caranci, che trasfuso nell’impegno
politico trascorso, non poteva che tradursi in una mirabile lezione di
vero interessamento alle sorti del proprio comune, anche sedendo
negli scranni dell’opposizione.
Chiudo con un breve commento personale, che ha il sapore di
un’amara verità, che tutti noi abbiamo compreso dagli innumerevoli
tentativi fatti da alcuni noti nel candidarsi a tutti costi, senza mai
aver fatto un po’ di bene alla comunità.
Leggendo, a tal proposito, il pensiero del lettore, interpreto senz’altro
la sua convinta motivazione sul perchè costoro,
in continua sequela, li troviamo in prima o seconda posizione nelle
liste elettorali; certamente per tentare la scalata comunale ed
arrivare (secondo le loro fantasie) chissà dove, per una stupida e
scialba voglia di arrivismo politico.
Massimo Taffuri
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