È sempre più bufera sulla coordinatrice degli
Uffici del Giudice di Pace di Pignataro Maggiore: arriva una interdittiva per un’altra società di famiglia della Farzati
Pignataronews.myblog.it,
25 luglio 2014
Rosa Parchi
CALVI R.
/PIGNATARO M. – Sempre più nella bufera la coordinatrice dell’Ufficio del
Giudice di Pace di Pignataro Maggiore, dottoressa Vittoria Farzati.
Come apprende “Pignataro Maggiore News”, anche un’altra società della famiglia
Iorio-Farzati, “Cales ambiente srl”,
infatti, è stata colpita da interdittiva antimafia
emessa dalla Prefettura di Caserta, seguendo il destino di “Casertana recuperi srl”. Era stata proprio “Cales ambiente srl”
a beneficiare delle provvidenziali volture delle autorizzazioni relative ai
sintomatici settori delle cave e dei rifiuti, dopo che “Casertana recuperi srl” era stata destinataria dell’interdittiva
antimafia per passati rapporti societari con Vincenzo Abbate, esponente di
spicco della camorra imprenditrice operante nell’orbita del superboss
del “clan dei casalesi” Michele Zagaria.
Naturalmente,
quando ha dovuto prendere atto che la manovra per aggirare gli effetti dell’interdittiva antimafia contro “Casertana recuperi srl” non aveva avuto successo, travolgendo pure “Cales
ambiente srl”, la dottoressa Vittoria Farzati non è stata nemmeno sfiorata dall’idea di
dimettersi finalmente (per una questione di opportunità) dal delicatissimo
incarico di Giudice di Pace e ha continuato come se nulla fosse ad amministrare
la giustizia civile e penale in una città (la famigerata Pignataro Maggiore)
tristemente nota quale “Svizzera dei clan”.
“Cales ambiente
srl” – unitamente a “Casertana recuperi srl” – ha sede legale in Calvi Risorta. Dalla visura
storica del 23 luglio 2014 che pubblichiamo in coda a questo articolo si evince
che amministratore unico di “Cales ambiente srl” è
Maria Giuseppa Iorio, figlia della dottoressa Vittoria Farzati
e dell’imprenditore Nicolino Iorio. Il capitale sociale di diecimila Euro è
attualmente così suddiviso: 70 per cento di proprietà di Maria Giuseppa Iorio e
30 per cento del padre Nicolino Iorio, come da variazione delle quote sociali
comunicata alla Camera di commercio di Caserta il 27 febbraio 2014. A beneficio
dei nostri pochi ma affezionati lettori pubblichiamo anche una precedente
visura storica riguardante “Cales ambiente srl”, da noi
acquisita il 5 aprile 2013, visura molto più interessante perché allora – e
fino al 24 febbraio 2014 – la compagine sociale era così composta: 30 per cento
di proprietà di Maria Giuseppa Iorio e 70 per cento della madre dottoressa
Vittoria Farzati. C’è stata quindi una variazione
nell’assetto societario, sotto l’incalzare delle comunicazioni prefettizie.
Attenzione alle
date, cari lettori. L’interdittiva antimafia contro
“Cales ambiente srl” è del 22 gennaio 2014,
protocollo della Prefettura di Caserta numero 4102. Ed ecco che scattano le
grandi manovre della famiglia Iorio-Farzati nel
tentativo di nascondere il ruolo della dottoressa Vittoria Farzati
negli affari di famiglia colpiti dall’interdittiva.
Il 24 febbraio 2014 la dottoressa Vittoria Farzati, il
marito Nicolino Iorio e la figlia Maria Giuseppa Iorio si recano nello studio
del notaio dottor Alberto Criscuolo, in Pietramelara, per firmare in sua
presenza un atto di vendita delle quote di “Cales ambiente srl”,
in modo che da quel momento in poi risultino proprietari della società per il
70 per cento Maria Giuseppa Iorio e per il 30 per cento Nicolino Iorio, non più
la dottoressa Vittoria Farzati.
Pubblichiamo in
coda a questo articolo – oltre alle suddette due versioni della visura storica
di “Cales ambiente srl “ e a due ordinanze della
magistratura amministrativa, una del Tar della Campania e l’altra del Consiglio
di Stato, di cui diremo tra poco – pure il frettoloso atto di vendita delle
quote sociali.
Eccoci infine
alle decisioni della magistratura amministrativa. Avuta notizia dell’interdittiva, la “Cales ambiente srl”
e l’amministratore unico Maria Giuseppa Iorio presentano ricorso al Tar della
Campania di Napoli per l’annullamento dell’informativa prefettizia antimafia,
chiedendo anche un provvedimento urgente per sospenderne l’efficacia; ma con
ordinanza depositata in segreteria il 15 maggio 2014, la prima sezione del
Tribunale amministrativo regionale ha respinto l’istanza cautelare. Allora
“Cales ambiente srl” e Maria Giuseppa Iorio, in attesa
del giudizio di merito del Tar, hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato
chiedendo l’annullamento della decisione del Tar di rigetto dell’istanza
cautelare, incassando un’altra sconfitta. Con ordinanza depositata in
segreteria l’11 luglio 2014, la terza sezione del Consiglio di Stato ha
respinto l’appello.
Va sottolineato
che l’interdittiva antimafia ha messo fine a un
rapporto che la “Cales ambiente srl” era riuscita a
instaurare con la Seconda Università di Napoli. Va precisato, inoltre – e
concludiamo per davvero –, che l’ordinanza del Consiglio di Stato contiene dei
fin troppo gentili “omissis” a favore di “Cales ambiente srl”,
Maria Giuseppa Iorio e altri. Ma noi siamo in grado di dire con certezza che la
citata ordinanza del Consiglio di Stato si riferisce alla vicenda dell’interdittiva antimafia che ha colpito “Cales ambiente srl; e riteniamo che non ci devono essere “omissis” se si
parla di vicende tanto rilevanti sul piano sociale e quindi, per definizione,
di pubblico interesse.
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Cales Ambiente – vendita quote
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