Nicola Severino ha pubblicato un libro sull’arte precosmatica
a Calvi Risorta
Caserta24ore, 22 novembre
2012
Paolo Mesolella
Finalmente qualcuno si
interessa e si preoccupa di Calvi e dei suoi monumenti. Perché Calvi, si sa,
dall’Antica Cales alla Calvi borbonica e medievale è
uno scrigno di bellezze e di opere d’arte che forse, meriterebbero ben altro
interesse da parte dei caleni, nessuno escluso. Per
fortuna, dicevamo, ci ha pensato Nicola Severino, scrittore, musicista e
studioso di Arte ed Astronomia, con il suo interessante libro “Le luminarie
della fede”, notizie di arte Cosmatiche, Alla ricerca
dell’arte precosmatesca in alcuni luoghi della
Campania”.
Nicola Severino, geometra,
studioso e collaboratore di numerose riviste specialistiche di livello
Nazionale, in questo libro si sofferma sui monumenti caleni, perché, pur lavorando
a Frosinone ed abitando a Roccasecca (Fr) è
originario di Sparanise dove ritorna periodicamente per le sue osservazioni
storiche e scientifiche. “Ho voluto intitolare questo libro Le Luminarie della
Fede, spiegato Nicola, nella prefazione al libro, perché in qualche modo l’arte
della decorazione musiva interpretata e attuata dai maestri marmorari che
furono i discepoli di quella scuola bizantina istituita nel Centro Italia
dall’abate Desiderio di Montecassino, appare agli occhi di chi si accinge a
visitare le chiese in cui tale arte è presente, una meraviglia di luci che
quasi sortisce l’effetto di una vera illuminazione artificiale.
L’arte della decorazione
ad intarsio musiva nasce nelle mani dei maestri marmorari medievali non solo
con l’intento di abbellire gli arredi liturgici religiosi, ma esaltarne il
fascino attraverso la luce riflessa dalle migliaia di pietruzze, tessere e
paste vitree. Tutti dovevano godere del grandioso scenario di luce divina
riflesso dalle infinite tessere dai colori vivaci: il giallo oro, il giallo
antico, il porfido rosso e verde, ecc., miscelati nella sapiente arte degli
artisti che in modo generico si usa denominare Cosmati.
Nel libro, in particolare, il Severino ripercorre alcune tappe fondamentali
dell’arte “cosmatesca”, rintracciate sul territorio dell’alta Campania, tra
Caserta e i confini con il Lazio.
Si tratta di un viaggio
inedito sotto l’aspetto dell’indagine dell’arte cosmatesca. Alcuni di questi
monumenti non sono mai stati descritti, altri solo brevemente citati in
articoli vecchi e di difficile reperimento. Ne emerge un quadro inedito che
mostra ancora una volta l’immensa ricchezza del nostro patrimonio artistico e
culturale che, in alcuni casi, interessa proprio Calvi Risorta e la sua
cattedrale di San Casto. Di interesse cosmatesco qui sono conservati due
principali monumenti: un pulpito ed un trono vescovile. Inoltre, sono stati di
recente scoperti alcuni frammenti che farebbero pensare all’esistenza, in
origine, di un pavimento musivo. Poi ci sono l’importante pulpito della cattedrale
di Calvi citato dallo Zona nel 1809. e la sedia episcopale che Nicola Severino,
analizza nei particolari, soffermandosi sulle fonti e sulle varie fasi di
realizzazione.
“Il fatto che il trono di
Calvi fosse decorato con motivi geometrici principalmente utilizzati nella
composizione dei litostrati musivi precosmateschi – spiega Severino – e che tali motivi non
avessero quella raffinatezza nell’intarsio che mostrano invece i pulpiti, i
candelabri per i ceri pasquali e i troni vescovili di più tarda concezione
cosmatesca, potrebbe aiutarci a collocare cronologicamente l’opera”.