In occasione dell’inaugurazione della nuova
sede in Calvi Risorta, la Piccola Libreria 80mq si racconta
Caleno24ore, 20 ottobre 2012
Luca Cotecchia Mancini
È dal 2009,
anno della sua fondazione, che la Piccola Libreria 80 mq si occupa di
legalità e di temi importanti da un punto di vista sociale. Il “laboratorio” è
gestito da tutti ragazzi di età inferiore ai 30 anni e residenti a Calvi
Risorta e nei paesi limitrofi. In occasione dell’apertura della nuova sede, la
cui inaugurazione si è tenuta la scorsa domenica, a noi di caleno24ore.it è
sembrato opportuno e doveroso dare voce e spazio a chi come loro si fa
portavoce di un messaggio che nella nostra terra spesso lascia colpevolmente
indifferenti: l’importanza della legalità e della lotta alle ingiustizie e in
particolar modo a quelle perpetuate da organizzazioni criminali come la
camorra.
Innanzitutto
direi di cominciare dalla nascita della Piccola Libreria 80 mq e dalla
vostra definizione di laboratorio socio-politico-culturale. Cosa in particolare
vi ha spinto a fondare un’associazione di questo stampo? E che cos’è un
laboratorio socio-politico culturale?
L’idea di fondo
era quella di creare uno spazio aggregativo per chi volesse farsi promotore
della libera espressione, della sensibilizzazione sulle ingiustizie sociali,
dei diritti e dei doveri. Ecco perché questa dicitura “un po’ pesante” di
“socio-politico-culturale”. La libreria è venuta da sé ed è autogestita seppur
consapevoli di essere in un territorio dove qualsiasi regola di mercato
consiglierebbe di desistere perché antieconomica e poco efficace. Invece noi
abbiamo dimostrato che le cose “antieconomiche e inefficaci” funzionano
benissimo e danno anche enormi benefici. Forse non economici… Ma sociali e
culturali.
Negli anni vi
siete sempre distinti per l’organizzazione di eventi molto interessanti e allo
stesso tempo molto diversi tra loro. Dai corsi di chitarra e tammorra alla proiezione di film, dalle presentazioni di
libri al mercatino equo-solidale passando per conferenze ed eventi di musica
live. Quale iniziativa ha riscosso il maggior interesse e quale invece ha
deluso le vostre aspettative di partecipazione e coinvolgimento?
Abbiamo avuto
alti e bassi com’è normale che sia. Ma siamo lo stesso molto soddisfatti di
quanto fatto finora. Tutto ciò che facciamo lo facciamo prima di tutto
partendo dalle nostre esigenze. Dunque fin quando ci saremo noi, niente sarà
deludente. Oltre la manifestazioni e gli eventi, però, hanno molto importanza
anche i lavori meno visibili, come i progetti di rete avviati nell’Agro Caleno
o nel vairanese. Reti tra realtà operanti sul territorio, con fini sociali e di
difesa dei beni comuni, dove confluiscono molte realtà associative e decine di
giovani vogliosi di cambiare lo stato delle cose. Con la Rete Calena Beni
Comuni stiamo lavorando per rispondere al poco interesse mostrato
dall’amministrazione comunale calena alla proposta di adesione al programma di
“Rifiuti Zero”, un programma a lungo termine per ridurre il consumo di rifiuti
e implementare la raccolta differenziata. Ma assicuriamo che non ci arrenderemo
anche perché siamo certi che a breve tutta Calvi Risorta discuterà di “Rifiuti
Zero”.
Uno dei vostri
impegni principali è la lotta contro le mafie. In questa encomiabile battaglia
quale è stato il ruolo e la partecipazione delle istituzioni preposte?
Il nostro modo
di trattare la tematica è distante anni luce da quello delle istituzioni. Non
per divergente di vedute, ma perché il compito della parte civile della società
deve essere quello di raccontare e sensibilizzare l’opinione pubblica su queste
tematiche. Le istituzioni invece hanno il compito di salvaguardare la legalità
e contrastare in modo diretto i clan. Noi, da parte nostra, non abbiamo
l’arroganza di dire se il loro operato sia giusto o meno. Certo è che si
potrebbe fare di più.
In questi anni
avete avviato collaborazioni con Libera, Emergency e altre
importanti associazioni no-profit. Quali iniziative vi hanno visto coinvolti e
quali avete proposto loro?
Con “Emergency”
il rapporto è stato da subito collaborativo a pari merito. Una profonda
amicizia ci unisce a Fabio Vallante, responsabile provinciale dell’ONG, e più
volte ci siamo seduti intorno ad un tavolo per discutere di come portare avanti
la campagna in difesa di una vita dignitosa per tutti, promossa proprio da
“Emergency”. Con “Libera” invece la collaborazione è più saltuaria; in particolare,
il legame forte è con alcune cooperative che coltivano i terreni espropriati
alla camorra. Con loro lavoriamo spesso per promuovere il riutilizzo sociale ed
etico di quei terreni, come accaduto questa estate al “Festival dell’Impegno
Civile” che ci ha visto presenti a molte delle tappe nel casertano.
Qual è la
fascia di età che si è mostrata più sensibile alle tematiche da voi affrontate?
Con molta
soddisfazione possiamo dire che l’età in cui riscuotiamo il maggior successo è
sicuramente molto giovane. Ciò non toglie che in base al tipo di evento
proposto, ci rivolgiamo ad un pubblico molto variegato. Non poniamo alcun tipo
di paletto insomma.
In quanti avete
iniziato questo percorso e quanti sono gli iscritti attuali?
Le prime
riunioni contavano il modesto numero di sei soci, erano molto lineari e
duravamo massimo un’ora. Ora facciamo assemblee con quindici persone o più, il
che genera il caos senza pari che oramai ci contraddistingue.
Come si diventa
soci e qual è il costo della quota associativa? Oltre ad essa, godete di
finanziamenti sia pubblici che privati?
La figura del
socio per noi è molto marginale. Chi lavora per la “Piccola Libreria 80 mq” è
già attivista del laboratorio indipendentemente da quote sociali, tessere o
contributi. Basta venire un qualsiasi mercoledì alle 21.30 alle nostre
assemblee per essere parte attiva della libreria e del laboratorio. Ovviamente
abbiamo bisogno di autofinanziarci, anche alla luce del fatto che non abbiamo
mai ricevuto alcun finanziamento dagli enti pubblici. Ragion per cui
annualmente avviamo la nostra campagna tesseramento che serve, appunto, a
sostenerci. Ma anche in questo non vogliamo mettere barriere; chi vuole
tesserarsi può scegliere tra una quota annuale di 10 € o 20 €, oppure può dare
un contributo mensile di 5 €. La nostra regola infatti è “ognuno dà in base
alle proprie disponibilità”. Oltre il tesseramento, essendo una libreria oltre
che un laboratorio sociale, la vendita dei libri ci consente qualche altra
entrata. Poi ci sono anche i contributi e le offerte che i singoli scelgono di
farci in occasione delle varie manifestazioni organizzate.
Avete già in
programma eventi e manifestazioni future?
Ovvio! Grandi
cose. Ma per il momento non vi sveliamo ancora niente e anzi, cogliamo
l’occasione per invitare chiunque sia interessato ai nostri futuri programmi di
seguirci sul sito www.piccolalibreria80mq.it