CALVI RISORTA: CACCIA AI TESORI DI TERRA DI
LAVORO
Demetraviva, 15 ottobre 2012
Luciana Antinolfi
Ha riscosso
enorme successo la tappa di Calvi Risorta.
Domenica 14
ottobre 2012 i partecipanti al progetto "Caccia ai tesori in terra di
lavoro" hanno riscoperto gli antichi tesori di Cales.
L'antica Cales sorgeva su un pianoro attraversato da importanti vie
di comunicazione tra il Lazio e la Campania. Oggi si trova nella località
che conserva il toponimo di Calvi Vecchia presso l’attuale comune di Calvi
Risorta. Strabone la definì “città splendida”
e in età preromana fu il centro più importante della popolazione degli
Ausoni-Aurunci.
La comitiva,
guidata dai responsabili della Camera di Commercio di Caserta e dell'Azienda
Speciale Sintesi, rappresentati dalla dott.ssa Maria Russo e dal dott. Carlo Scatozza, detentrice del progetto, è giunta in pullman, da
Napoli e Caserta, a Calvi Vecchia, dove è stata accolta dai Presidenti delle
Associazioni Demetra, ArcheoCales e Proloco Cales Novi e dal Soprintendente ai beni culturali, Dott.
Antonio Salerno.
La prima tappa storica è stata la visita alla Cattedrale Romanica di San Casto,
che sorge sui resti di un tempio, da alcuni identificato con quello di Giano.
Ad accoglierli c'era il Parroco Don Antonio Santillo che si è reso disponibile
a divulgare alcune delle più importanti notizie storiche del luogo.
Successivamente i partecipanti, divisi in tre gruppi, sono stati accompagnati,
nel fatidico viaggio a ritroso nel tempo, da esperti professionisti del
settore: la dott.ssa Antonella Tomeo e gli architetti Pietro Cifone e Alfredo Maciariello.
Le guide, lungo
il percorso che collega la Cattedrale al Teatro Romano, hanno sapientemente
allietato gli ospiti con notizie storiche riguardanti: l'Anfiteatro,
caratterizzato da una vasta e profonda depressione ellittica sul terreno con
sporadiche murature risalente al I sec. a.C.; le cosiddette Terme
settentrionali, risalenti al II secolo d.C.; i resti di un arco che in origine
costituiva l'accesso al Decumano Massimo alle cui spalle sono visibili i resti
di una cisterna di età imperiale; le cosiddette Terme centrali, risalenti
all'inizio del I sec. a.C e il grandioso Teatro di
età repubblicana, la cui particolarità consiste nella disposizione delle
volte di sostegno della cavea che si sdoppiano in due ulteriori volte di luce
minore andando verso l'esterno, unico esempio del genere finora rinvenuto.
Il maestoso
Teatro è stato ripristinato e riportato al suo antico splendore grazie alla
determinazione dei soci delle Associazioni Demetra, ArcheoCales
e Proloco Cales Novi e alla fattiva collaborazione
del Dott. Antonio Salerno, che con la sue doti umane e innovative, ha saputo
coinvolgere in modo sostanziale tutta la comunità calena, risvegliando quel
senso di appartenenza al territorio che da tempo era sopito. Durante la visita
al Teatro, tra presente e passato, i turisti hanno assistito all'animazione di
alcuni versi dell'Iliade, dell'Odissea e della Divina Commedia, drammatizzati
dai bravissimi attori: Giuseppe Barigazzi e Pietro
Terrazzano dell'Associazione "Nuovo Palcoscenico" di Sparanise.
A conclusione
del tour, gli ospiti hanno degustati prodotti tipici locali: il guanto caleno,
la pizzonta, preparata direttamente sul posto, e del
buon vino caleno di cui Orazio tanto decantava: Caecubum
et praelo domitam Caleno tu
bibes uvam... (Ode XX lib.I).
E' grazie alla
sinergia nell'organizzazione del lavoro, alla collaborazione ed alla
disponibilità di tutti, soci e non soci, che simili iniziative possono prendere
vita, e contribuire a riportare, dignitosamente, "Cales
sulle Carte Geografiche", dalle parole dell'Arch. Maciariello.