Sperperi dell’Amministrazione Caparco, il consigliere Nicola Cipro: Inconcepibile un
simile comportamento a Calvi Risorta
Caleno24ore, 13 ottobre 2012
Luciana
Antinolfi
“Necessità fa
virtù, sentenzia un vecchio detto. E la virtù, in questo tempo di crisi, è il
risparmio”. Sono sempre di più le famiglie che si collocano sotto la soglia di
povertà e quelle che prima appartenevano a ceti medi oggi vivono in condizioni
di forte difficoltà economica. E il governo non non
ha messo in campo misure di sostegno ai redditi, anzi al contrario aumentano le
restrizioni. Con l’autonomia data agli enti locali la situazione è peggiorata,
specialmente in quei Comuni e/o Regioni, dove per il pagamento di tasse e
tributi vengono applicate le aliquote massime con il solo scopo di riempire le
casse degli enti e svuotare le tasche dei contribuenti, ignari del fatto che ci
possano essere delle agevolazioni fiscali di cui possono beneficiare.
I cittadini
allora si trovano catapultati vorticosamente in un sistema di pagamenti: IMU,
acque reflue, nettezza urbana, bonifica… con il rammarico di dover contribuire
a mantenere quei consorzi/carrozzoni, con cui i comuni hanno stipulato accordi,
che potrebbero essere evitati ricorrendo a ditte locali più presenti e meno
onerose. In contropartita ci si aspetterebbe che, in tempo di crisi, ci fosse
più rispetto per i cittadini e meno sperpero di danaro pubblico, ma questo è
pura utopia. Anzi in alcuni casi sembra che le amministrazioni ci provano gusto
a rincarare la dose e a mettere le famiglie in difficoltà. I comuni, per
coerenza, dovrebbero dare l’esempio del risparmio, riducendo o abolendo le
tasse soprattutto per le famiglie meno abbienti.
Tuttavia ciò
non avviene, anzi i comuni o meglio la nostra amministrazione comunale non
perde tempo a sperperare… ne è la prova la risposta alla Delibera n° 72 con
oggetto: Ricorso ex articolo 414 del Codice di Procedura Civile della Sig.ra A.
C. contro il Comune di Calvi Risorta davanti al Tribunale di S. Maria Capua Vetere
sezione Lavoro e Previdenza – autorizzazione a resistere in giudizio. La Sig.ra
in questione chiedeva l’annullamento della sanzione disciplinare riguardante
una multa a lei inflitta pari al pagamento di QUATTRO ore di retribuzione. In
risposta la giunta comunale autorizza il Sindaco a resistere nel giudizio; ciò
comporta il ricorso ad un difensore legale in materia di lavoro il cui compenso
ammonterebbe presumibilmente a 1887,60 euro, comprensiva della percentuale del
contributo previdenziale, dell’IVA e delle spese generali forfettarie.
“Episodi simili
generano sconcerto e indignazione nei cittadini, costretti a strigere la cinghia per far fronte alle innumerevoli tasse
che l’amministrazione esige per le proprie spese, ma adesso ci troviamo di
fronte all’ennesimo caso di intolleranza vera e propria. I soldi che il Comune
deve al legale, sono soldi dei caleni, danaro pubblico sperperato per un
capriccio di chi ci amministra e che invece avrebbe il sacrosanto dovere di
tutelare i nostri interessi”. E’ quanto afferma il consigliere Giovanni
Marrocco, impegnato quotidianamente a contrastare le sopraffazioni e prevenire
l’illegalità. Dello stesso avviso il consigliere Nicola Cipro: “è inconcepibile
un simile comportamento in un momento così critico per la stragrande
maggioranza delle famiglie, come amministratore mi sentirei in dovere di
tutelare la cittadinanza, adottando strategie volte al risparmio e a prevenire
i disagi”. Purtroppo l’amara realtà rimane immutata: è tempo di crisi!