Calvi Risorta: Ancora un successo della carovana Archeoclub
Cales
Caserta24ore, 07 ottobre 2012
L’Archeoclub Cales, Wikimedia, Pro Loco di Calvi e Associazione Carabinieri
alla Cattedrale, al Teatro, all’Anfiteatro, alla Grotta dei Santi. Una grande
partecipazione: più di 100 persone hanno partecipato ieri, alla carovana dell’Archeoclub Cales e Wikimedia alla scoperta dei monumenti caleni: la cattedrale
di san Casto, il Teatro romano, l’Anfiteatro e la Grotta dei Santi. Si è
ripetuto il successo di domenica scorsa.
Anche ieri,
infatti, sono sono stati tanti i visitatori che hanno
risposto all’appello dell’Archeoclub Cales di visitare il Teatro, ma anche l’Anfiteatro e la
Grotta dei Santi, due monumenti del tutto dimenticati e abbandonati tra la
vegetazione. Prima tappa: la Cattedrale, poi la carovana dell’Archeoclub, composta da oltre 100 persone e guidata dal
presidente prof. Paolo Mesolella e dai consiglieri prof. Pasquale De Stefano ed
Erminio Zona, si è recata a vedere il Teatro, l’Anfiteatro di Cales e la Grotta dei Santi.
Tra i
partecipanti, in arrivo da Roma, la comitiva Wikimedia,
guidata da Saverio Malatesta e Marina Milella, il Presidente dell’Archeoclub di Falciano del Massico Ugo Zannini, il
Presidente ed il Vice Presidente della pro Loco di Calvi Risorta, Gianleno De Vita e Mirko Caparco
e l’associazione Carabinieri di Calvi Risorta con il presidente avv. Giovanni
Morelli, il vice presidente, Salvatore Capuano ed i soci Rolando Cipro e Nicola
Patrizio.
Particolarmente
interessanti le visite al Teatro e all’Anfiteatro. Il Teatro di Cales, del I sec. a. C., sorge a poca distanza dal Foro.
Gli scavi hanno portato alla messa in luce del monumento che si dispone in uno
spazio quadrangolare tra un asse viario a sud e la terrazza di un’area
sacra a nord. La cavea, staccata dal terreno, poggia su un sistema di
arcate che presenta una particolarità unica, non riscontrata su altri edifici
teatrali antichi. Ognuna delle dodici arcate interne, alla metà circa dello
sviluppo delle strutture, si sdoppia, cosicché sul prospetto esterno si contano
ventiquattro arcate.
Molto
interessante anche la visita all’Anfiteatro che ha visto nel suo passato
glorioso gli spettacoli dei gladiatori ed i venatoria, completamente assediato
dalla vegetazione, con le radici degli alberi che minacciano seriamente i pochi
resti ancora visibili del monumento. La prima fase dell’anfiteatro di Cales si può collocare nel I sec. a.C. Si accedeva
all’ambulacro esterno attraverso quattro porte monumentali che si aprivano alle
estremità degli assi. Gli spezzoni dei corridoi anulari che ancora si
conservano sull’intero quarto Nord-Est della cavea, e che comunicano con i
resti di due portali monumentali aperti alle estremità Nord ed Est degli assi,
sono praticamente coperti dalla vegetazione, e si intravedono soltanto pochi
resti costituiti da un piedritto in laterizio con semicolonna spaccato dalle
radici degli alberi.
Poi la carovana
si è recata alla Grotta dei Santi, interamente scavata nel tufo, per vedere gli
affreschi votivi dei sec. X e XI, danneggiati dall’usura del tempo e dal
vandalismo degli uomini, sulle pareti destra e sinistra, nell’iconostasi e
nell’absidiola. A destra, in particolare, vi sono affrescati tra gli altri, i
santi Clemente, Silvestro, Massimo, Pietro, Stefano, la Crocifissione di S. Giovanni
Evangelista, S. Giovanni Battista, Cosma, Barbara, Simone; a sinistra: S.
Lucia, un angelo che tiene nella bilancia l’anima di S. Lorenzo, S. Michele, la
Leggenda di S. Silvestro papa mentre scaccia un dragone: affreschi che sono
opera della scuola benedettina del sec. X.
Nella parete
dell’iconostasi, invece, vi sono 6 busti di santi, in vesti bianche, S.
Margherita, la Madonna col Bambino, affreschi dell’XI sec.; sopra, la Leggenda
di S. Silvestro. Nell’absidiola si trova il Cristo Pantocratore tra gli
arcangeli Michele e Gabriele e ai due lati, in piedi, S. Pietro, S. Paolo e S.
Nicola. Domenica prossima, 14 ottobre, la carovana dell’Archeoclub
Cales, guidata dal prof. Mesolella, dal prof.
Pasquale De Stefano e dal dott. Erminio Zona, visiterà l’abbazia benedettina
del SS. Salvatore e la chiesa rupestre di Frate Janni dov’è conservata una
immagine miracolosa della Vergine Maria.