Calvi Risorta: L’Archeoclub Cales e la Pro Loco al mausoleo della Contessa Gualferada

 

Caserta24ore, 22 settembre 2012

 

Domenica 23 settembre l’Archeoclub “Cales” e le due Pro Loco calene al mausoleo del Conte Pandolfo e della contessa Gualferata per ammirare l’affresco dell’Assunzione. Parte domenica 23 settembre, alle ore 9.40, nei pressi del Castello aragonese, la carovana dell’Archeoclub Cales, di Wikimedia e delle Pro loco Calvi Risorta e “Cales Novi”, alla scoperta della Cales dimenticata. Prima tappa la Grotta delle Fornelle, il mausoleo del conte Pandolfo e della Contessa Gualferada che conserva ancora tracce del prezioso affresco dell’Assunzione dell’XI sec..


Sono pochi, gli stessi caleni che conoscono la bellezza del mausoleo. E sono pochissimi quelli che, in questi anni, si sono preoccupati di preservare gli affreschi, come l’importante Assunzione. Perciò, questa mattina, l’Archeoclub Cales, guidato dal presidente prof. Paolo Mesolella in collaborazione con l’avv. Gianleno De Vita Presidente della Pro Loco di Calvi Risorta e con Pasqualino De stefano Presidente della Pro Loco “Cales Novi”, guiderà i visitatori alla Grotta che reca le tracce di un’antica preesistenza di tipo cimiteriale, testimoniata dalla presenza di un piccolo locale, retrostante la parete di fondo su cui si erge l’Affresco dell’Assunzione.

 

Un’altra “Ascensione” era decorata sulla volta della cappella laterale desta, oggi resa illeggibile dall’umidità. Molto interessante è anche il “Banchetto di Erode”, rubato e poi recuperato ed esposto presso il Museo del Territorio presso la reggia di Caserta. Delle due grotte affrescate calene è la meno nota ma certamente la più importante.Nel registro delle decime della diocesi di Calvi, compare nell’anno 1326, come Ecclesia Omnium Santorum. La grotta, scrive don Pietro Palumbo risale al 1023 circa ed è “di una immensa importanza artistica, storica e teologica per un affresco che va deperendo. Vi è raffigurata infatti l’Assunzione della Vergine al cielo tra angeli e santi…Non in un atteggiamento rigido bizantino come alla Grotta dei Santi… “.

 

Ma più grande è l’importanza teologica a causa di una didascalia che traduciamo dal latino: “Uomini di Galilea, Gesù è stato assunto in cielo; egualmente la genitrice la vedrete andare in cielo”. L’affresco, quindi, è una testimonianza di fede nell’Assunzione al cielo della Madonna, avvenuta nove secoli prima della definizione del dogma dell’Assunzione avvenuta nel novembre 1950. I resti dell’affresco si trovano sulla parete frontale, il alto, dove doveva esserci l’altare.“Alla base di questo affresco si legge un’iscrizione, che ricorda il Conte Pandolfo e la contessa Gualferada sua moglie che vivevano a Calvi nell’anno 1023. Michele Monaco a proposito di una bolla del 1113 parla di una “Ecclesia omnium Sanctorum de loco sanguinario”.

 

Don Pietro Palumbo l’interpreta come la grotta delle Formelle perché appena entrati all’interno, sulla destra si apre una sala tutta decorata con affreschi di Santi e con una lunga didascalia che recita: “Il primo novembre ricorre la dedicazione di questo altare in onore di Dio, di Santa Maria, di S. Pietro Apostolo, di S. Michele, di S. Nicola…. di S. Rinnata e di tutti i Santi. “Penso, scrive don Pietro Palumbo, che la chiesa di tutti i Santi sia proprio questa e proprio questo il luogo del sangue… Credo, infatti, che questo fosse il luogo delle esecuzioni capitali dei primi cristiani ricordato e riportato come il luogo sanguinario”.

 

Domenica prossima, 30 settembre, la Carovana dell’Archeoclub Cales, guidata dal prof. Mesolella, dal prof. Pasquale De Stefano e dal dott. Erminio Zona, in collaborazione con La Pro Loco di Calvi Risorta e la Pro Loco “Cales Novi” farà tappa alla Cappella Reale borbonica nel Demanio di Calvi a Sparanise.