ESCE “IL
BRIGANTE REPUBBLICANO” SULL’INCONTRO PER L’UNITA’ D’ITALIA
Gazzetta di Caserta, 09 agosto 2012
E' stato appena pubblicato “Il brigante repubblicano”, l’ultimo,
interessante libro di Gianluca Parisi, educatore,
giornalista ed autore di numerosi racconti su tema storico e d’attualità. Il
romanzo storico, edito dalle edizioni Il Mezzogiorno,
con una interessante prefazione del preside Paolo Mesolella e ambientato sulle
montagne di Terra di Lavoro e nel Sannio, tra
L’autore ha voluto regalare uno sconto sul prezzo di copertina
ai caleni, in considerazione del fatto che il romanzo storico è ambientato a Calvi
Risorta. Il libro riporta alla memoria la storia del brigantaggio post unitario
cui seguì la triste pagina dell’emigrazione meridionale. Il romanzo racconta la
storia di un giovane contadino, la cui vicenda passa attraverso l’eredità dello
zio prete, il padre mazziniano, l’arrivo di Garibaldi al suo paese, la lite con
il barone del posto, la fuga sulle montagne e la scelta di diventare brigante.
Intanto, diventa testimone delle trame repubblicane di
Mazzini, della città assediata di Gaeta, della banda del brigante Carmine Crocco, di eccidi e di stragi.
Tutti elementi che si intrecciano nella trama del
romanzo e la rendono accattivante e avvincente, sin nelle prime pagine.
Nicandro è un contadino semplice, un giovane poco più che ragazzo che crede
nella Repubblica e vive da protagonista la battaglia sul Volturno, l’incontro
di Teano, l'assedio di Gaeta, gli eccidi della popolazione a Pontelandolfo e Casalduni.
Un periodo storico che dovrebbe
essere riletto a scuola dove lo studio dell'Unità d’Italia si ferma all‘incontro
di Teano. Gli anni immediatamente successivi sono archiviati superficialmente
alla voce Brigantaggio. Ma cosa indusse i
contadini a lasciare le zappe, imbracciare i fucili e ad unirsi ai briganti? A
farne le spese furono i più poveri, i contadini e chi, come
Nicandro, aveva creduto nell’Italia Repubblicana e in Garibaldi.
Il brigante Nicandro poi diventerà emigrante come l’autore,
nato a Capua nel 1973. “Da cinque anni - spiega - lavoro nella scuola pubblica,
ho lavorato in diverse scuole da Milano, passando per