CALVI RISORTA: CALENI, CON
I CANI NON SI PUO'!
PD Calvi Risorta, 08 luglio 2012
Parafrasando una famosa pubblicità del passato, informiamo
i cittadini caleni che oggi avere un cane nel nostro comune è un lusso e
bisogna stare attenti per non incorrere nelle maglie “teutoniche” di Caparco.
Cari cittadini, amanti dei cani e non, ed amici dell'amico
più fedele dell'uomo, in questo articolo vogliamo parlare dell'ordinanza n° 45 del 5 luglio 2011, riproposta in questi giorni con
manifestini A3 affissi per le strade di Calvi Risorta avente ad oggetto "norme
sulla custodia dei cani", la materia è molto seria, leggendo
quest'ordinanza sembra di rileggere le famose leggi razziali, ci scusiamo per
l'improvvido paragone, però siamo in attesa di sapere l'ubicazione del campo di
concentramento dove portare i nostri cani per farli defecare liberamente.
Chiediamo, ma i cani caleni muniti di regolare microchip sono forse degli
untori di manzoniana memoria?
A loro tutto è proibito, non possono circolare liberamente
se non muniti di guinzaglio, almeno però si sono dimenticati di dire di "indossare
la museruola" (come sono bravi ndr), i bisogni fisiologici la deiezione per capirci, (fare la cacca, ndr) non possono farla sul suolo del territorio comunale se
il padrone non è munito di mezzi idonei per farla sparire, non possono accedere
anche se al guinzaglio negli spazi di verde pubblico, nei luoghi comunali dove
ci sono parchi giochi per bambini, nelle aiuole pubbliche, nelle zone pedonali
ecc.
I proprietari dei cani sono i primi a capire che per una
questione di igiene e di decoro queste norme sono
giuste e vanno rispettate, ma c'è sempre un ma, perchè a questi
proprietari non vengono indicati dei luoghi dove poter portare i propri cani
per le loro esigenze fisiologiche, cosa che molti Comuni fanno prevedendo degli
spazi idonei, invece a Calvi Risorta si applicano dei divieti e non si danno
alternative ai cittadini, ma si sa Caparco è bravo a vietare ma poi non offre
alternative valide ai caleni.
In questo articolo ci vogliamo
poi occupare di quello che sta succedendo al Parco Caleno. Ci
è stato segnalato da molti lettori, non sappiamo se è vero, che il
"fantomatico custode", fantomatico perchè noi non siamo a conoscenza
di nessun atto ufficiale e probante che gli dia questa qualifica, c'è
forse qualche ordine di servizio a noi sconosciuto? Ricordiamo ai lettori che
egli non è un dipendente comunale ma un LSU a progetto
con tanto di integrazione salariale (64 ore mensili, più del doppio di altri
suoi colleghi, non lo diciamo noi, risulta dalle determine
dell'ufficio tecnico consultabili sul sito web ufficiale del Comune), vieti ai
cittadini caleni di introdurre cani nel Parco Caleno, invitiamo gli organi
competenti (Comando Polizia Municipale ndr) di
verificare se ciò realmente avvenga.
Se ciò fosse vero, non abbiamo
elementi per pensare il contrario, visto anche il famoso precedente delle
bibite denunciato pubblicamente su un noto sito internet locale, noi segnaliamo
che si sta consumando un abuso inaudito. Spieghiamo il perchè: gli unici organi
che possono vigilare e controllare ed eventualmente sanzionare
i trasgressori dell' ordinanza n° 45 del 5 luglio
2011 sono: il personale del servizio veterinario dell'ASL CE2 ed il Comando
della Polizia Locale così come riportato nell'ordinanza pocanzi
citata.
A questo punto chiediamo a Caparco e al Comando della
Polizia Locale: a che titolo questa persona può arrogarsi il potere di inibire
l'entrata di un qualsiasi cane tenuto a guinzaglio nel Parco Caleno? Ha forse
acquisito sul “campo” la qualifica di vigile urbano o è entrato a far parte del
servizio veterinario dell’ASL CE 2 e noi comuni mortali non lo sappiamo? Un'ultima cosa, come la mettiamo poi con i cani
randagi presenti in gran numero sul territorio comunale?
Confidiamo nella sensibilità del Comandante della Polizia
Municipale, sempre pronto alle istanze dei cittadini
caleni, per avere risposte su questo eventuale abuso. Nel frattempo investiremo
l'ENPA (Ente per