IL PANE
DELLA LEGALITA’ NEL NOME DI “ULTIMO”
Il Mattino, 02 luglio 2012
La voglia di legalità in una pagnotta. Il
messaggio in grado di scuotere le coscienze, colpire allo stomaco.
L'iniziativa, a sfondo sociale. Il pane, di qualità. Così,
uno dei prodotti maggiormente carichi di significati, il pane, tra quelli
sfornati dai ragazzi della casa famiglia «Capitano Ultimo» (ossia il
pane), è finito in un baleno ieri mattina, a Pastorano.
L'occasione è stata quella della distribuzione, posta in essere per la prima volta nell'Alto Casertano,
dall'associazione Capitano Ultimo; il sodalizio romano con ramificazioni
nazionali che ha come stella polare Ultimo (al secolo Sergio Di Caprio), famoso per la cattura del boss Totò Riina. Sullo sfondo l’impegno dell'associazione Demetraviva di Calvi Risorta,
rappresentata da Giovanni Marrocco.
«il momento suggella, nella continuità, il gemellaggio tra
il nostro gruppo - ha sottolineato, infatti, ieri
mattina, Marrocco - e i ragazzi del capitano Ultimo. Siamo felici di aver
contributo a questa mattinata di distribuzione del pane della
legalità, fatto con amore e per dare amore al prossimo in difficoltà. Ecco
perché, saremo sempre lieti di proseguire su questa strada».
Marrocco ha voluto ringraziare pubblicamente chi,
«impegnando per ore un intero salone commerciale» ha ospitato la
manifestazione, ossia Gianni De Vita, titolare dei supermercati marchio Conad Calvi Pastorano. Tra i presenti,
padre Rovo, padre spirituale della casa famiglia per minori di Ultimo,
per il quale ieri «è stato distribuito il pane della conoscenza».
«Con questo pane - ha detto, infatti, padre Rovo - la
gente porta a casa un pezzo di consapevolezza dell'esistenza di soggetti deboli
e umili: gli ultimi del capitano Ultimo, al quale oggi l'Agro caleno sta dando
un piccolo aiuto, ma di grande significato». Al suo fianco una persona, ormai personaggio, che non manca mai
agli appuntamenti con la solidarietà: il tenente colonnello Marco Filoni,
dell'Arma dei carabinieri del Comando tutela ambiente di Roma.
E non è voluto mancare il
presidente dell'associazione calena carabinieri in congedo, Giovanni Morelli,
per il quale l'evento «è il sintomo di un risveglio culturale concreto di
questa terra, di questa provincia, martoriata da eventi bellicosi e criminali».