BONACCI
INTERVIENE SULL’ORDINANZA DI CHIUSURA ALLE ORE 22.00 PER GLI ESERCIZI
COMMERCIALI: "CHIEDIAMO CHE SI POSSA INTRATTENERE FINO A MEZZANOTTE"
Gazzetta di Caserta, 19 giugno 2012
Sono probabilmente necessarie puntualizzazioni
sull’applicazione dell’ordinanza sindacale numero 11 dell’1 marzo 2011, così
Antonello Bonacci di Rinascita Calena. Chiediamo, con una certa urgenza,
chiarimenti al Sindaco in merito all’applicazione dell’ordinanza in questione.
L’ordine pubblico e la quiete pubblica
in particolare, sono un interesse primario dei cittadini residenti e nessuno
può arbitrariamente abusarne. Questo è un punto fermo e senza dubbio vanno poste in essere tutte le misure necessarie. Le forze
dell’ordine devono essere messe in condizione di applicare con chiarezza e
puntualità le previsioni dell’ordinanza. Detto ciò, vogliamo che vengano, altresì, garantiti i diritti di tutti gli esercenti
a svolgere le proprie attività nel pieno rispetto della legge e senza
forzature.
Pensiamo, inoltre, che per quanto riguarda le attività
culturali e di spettacolo, come può essere la stessa “Estate Calena” che
inizierà a giorni, le feste di piazza, la proiezione di un film o della partita
della Nazionale di calcio, vadano poste le necessarie
garanzie. Insomma, queste manifestazioni o eventi vanno tutelati e incentivati. Così pure per simili attività culturali,
musicali o di intrattenimento organizzate da privati.
Non è comprensibile una discriminante tra pubblico e privato. Ferme restando le
prescrizioni di legge e il rispetto di tutte le norme, tutte
queste attività non possono avere un pregiudizio da atti sindacali. Capiamoci,
la già fragile economia calena subirebbe un colpo
troppo forte se così non fosse.
In più, i ragazzi sarebbero portati ad allontanarsi dal
paese, soprattutto i più giovani, con tutti i rischi che ne deriverebbero per
la loro sicurezza. Insomma, siamo certi che il Sindaco abbia
voluto garantire la quiete pubblica, com’è giusto che sia, ma crediamo
che urga un chiarimento per scongiurare arbitri e pregiudizi sia per i
residenti che per gli esercenti.
“I titolari degli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande che effettuano l’attività di
somministrazione devono assicurare che i locali nei quali si svolge l’attività
siano strutturati in modo tale da non consentire a suoni e rumori di essere
uditi all’esterno tra le ore 22 e la chiusura del locale”. Questo
l’asserto dell’ordinanza che può creare problemi. Chiediamo che le
attività in esame vengano consentite fino alle 24:00,
con idonea comunicazione, programmazione, e quant’altro,
ma non precluse indiscriminatamente.
Fermi restando i diritti di tutti
e residenti e la validità dell’ordinanza in merito alla tutela della quiete
pubblica. Non
solo dalle 22:00 ma anche prima se necessario. Insomma,
se tali attività possono farsi fino alle 24:00 perché
inibirle prima, invocando la quiete pubblica. La quiete pubblica si faccia
rispettare sempre e bene, ma non si viete qualsiasi
forma espressiva come nelle stagioni più buie. Una diversa applicazione,
abbassando il limite alle 22.00 genererebbe un’insopportabile
peso per tutti gli esercenti e, ripeto, una serrata generale che
metterebbe in fuga i ragazzi.
Contemperiamo le cose: un occhio a giovani e meno giovani
che vogliono vivere il paese, con un intrattenimento rispettoso e corretto,
nell’osservanza delle norme e un altro agli inviolabili diritti dei residenti a
godere della quiete pubblica e domestica. Abbiamo
protocollato una richiesta di chiarimenti in merito e siamo certi che il
Sindaco si renderà conto della necessità di un intervento e dell’eventuale
rettifica dell’ordinanza. Siamo certi anche che il Comune farà di tutto per
tutelare la sicurezza e la quiete pubblica.