IL GARANTE
DELLA PRIVACY BOCCIA SONORAMENTE CAPARCO & SOCI!
PD Calvi Risorta, 13 giugno 2012

Dopo la figuraccia dei dossi, dopo la
Tosap sui passi carrabili
sospesa, un’altra figuraccia. Caparco & soci ancora una volta vengono censurati con durezza, questa volta dal garante
della privacy. Oggetto del contendere la pubblicazione
sull’ albo pretorio on line del comune dei ruoli tarsu 2011.
Cari cittadini, caparco & soci
non si smentiscono mai, il loro modo dilettantesco di amministrare ha causato
ancora una volta l’intervento di qualche organo Superiore, che li ha
bocciati sonoramente. Meno male che c’è qualcuno che ricordi loro che il Comune
di Calvi Risorta fa parte della Repubblica Italiana e
non della Repubblica delle Banane – Caparchiane. Già
in un recente passato hanno fatto figuracce diciamo nazionali, chi di voi non
ricorda la questione dei dossi bocciati dal Ministero dei Trasporti, chi non
ricorda la più recente questione della Tosap sui passi carrabili, oggetto poi di una clamorosa marcia
indietro con tanto di manifesto pubblico.
Siamo così arrivati alla
bocciatura da parte del GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI
PERSONALI Dipartimento Libertà Pubbliche e Sanità, la notizia è arrivata come
un fulmine a ciel sereno in questi giorni e sta
facendo tremare gli uffici che contano della Casa Comunale, per aver pubblicato
nell’albo pretorio online del sito web
istituzionale l’Avviso n° 384 avente ad oggetto
la pubblicazione del ruolo TARSU 2011 – contenente dati personali dei cittadini
quali dati anagrafici, di residenza, codice fiscale
nonché informazioni in merito all’entità del contributo TARSU messo a ruolo.
Cari cittadini, dovete sapere che un cittadino caleno dopo la pubblicazione dei
ruoli TARSU 2011 nell'albo pretorio online del Comune
dal 18 ottobre 2011 al 26 ottobre 2011, ha
presentato in data 20 ottobre 2011 un esposto alla suddetta Autorità
sentendosi leso della sua Privacy. In seguito a questo esposto l’Autorità
Garante per la Privacy
ha richiesto informazioni al Comune di Calvi Risorta,
il quale ha fornito riscontro con due note: la nota protocollo n° 15439 del 5 dicembre 2011 e la nota n°
1732 dell’ 11 febbraio 2012. Non riporteremo il resoconto delle due note per
non annoiarvi, vista la loro "corposità", il dirigente in oggetto non
si smentisce mai: “prolisso era in passato”, chi vuol
capire capisca, e prolisso è ora quando deve rispondere a qualche
Autorità sovracomunale. Almeno però abbiamo
scoperto perché non sono stati pubblicati i ruoli ordinari
suppletivi della TARSU 2011, il dirigente infatti
afferma: la procedura è stata prudenzialmente sospesa, proprio in attesa che
codesto Garante si esprima nel merito e si possa, pertanto, assumere
conseguenti iniziative da parte di questo ufficio. Ci voleva tanto
comunicarlo ai tanti cittadini che chiedevano il perché della mancata
pubblicazione? La stroncatura da parte del Garante della Privacy è stata totale e molto dura anche nei toni, non
saremo tanto tecnici, andremo alla sostanza delle cose. Il Garante ha
affermato che l’articolo 286 del Regio Decreto n°
1175 del 14 settembre 1931, citato dal Comune come normativa di riferimento, è
stato abrogato dall’articolo 24 del D.L. 25 giugno n°112 – convertito, con
modificazioni, con la legge 6 agosto 2008,
n°133. Cari cittadini avete letto bene: si cita un
Regio Decreto e ci si dimentica di una legge recentissima, a questo siamo
arrivati. Con una nota successiva il Comune cerca di correre
ai ripari, giustifica la pubblicazione con l’articolo 19 del d. lgs. 31 dicembre 1992 n°546. Anche in questo caso la
stroncatura è stata totale: il Garante infatti
afferma: che la normativa richiamata dal Comune, non risulta conforme in quanto
la stessa non prevede la diffusione dei dati personali. Infine il Garante della
Privacy rappresenta al Comune di Calvi Risorta, che la
diffusione di dati personali, come ogni altra operazione di trattamento, deve
avvenire nel rispetto alle finalità perseguite. Nel caso in esame, rileva che
non è stata comprovata l’indispensabilità della diffusione online di tutti i dati personali contenuti nel predetto
ruolo TARSU rispetto alla finalità perseguita dal
Comune. Il Garante a questo punto da anche la soluzione del caso: la finalità
poteva essere utilmente raggiunta anche senza alcuna pubblicazione dei
dati personali, attraverso, ad esempio, la pubblicazione – come fanno altri Comuni – della delibera di approvazione del
ruolo contenente l’avviso del deposito dello stesso presso gli uffici competetenti, con l’avvertenza della possibilità di
prenderne visione e della decorrenza dei termini ai fini dell’eventuale
impugnazione.
Cari cittadini, una bella lezione
ai “professorini” comunali!!!
Alla fine poi i nostri
amministratori vengono per così dire “graziati", per modo di
dire, in quanto il Garante della Privacy pur avendo riscontrato una
condotta non conforme alla disciplina applicabile in
relazione alla diffusione dei dati personali in assenza di uno specifico
e vigente presupposto normativo – non promuoverà l’adozione di un provvedimento
prescrittivo o inibitorio del Collegio del Garante
nei confronti del Comune di Calvi Risorta poichè, a
seguito della rimozione del ruolo TARSU 2011 dal sito web istituzionale,
la condotta ha esaurito i suoi effetti.
Non pensino però di averla scampata e di dormire sonni tranquilli, poiché,
comunica il Garante: è stata comunque riscontrata al momento della segnalazione
una condotta non conforme alla disciplina applicabile, l’Ufficio sulla base
degli atti dell’istruttoria si riserva di verificare i presupposti per
contestare la relativa violazione amministrativa con un eventuale autonomo
procedimento sanzionatorio ( articolo 162, comma 2 bis,
del codice) . Riportiamo fedelmente quello che prevede il comma
dell'articolo sopra citato del Codice Privacy: 2-bis. (2) In caso di trattamento di dati personali
effettuato in violazione delle misure indicate nell'articolo 33 o delle
disposizioni indicate nell'articolo 167 è altresì applicata in sede
amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da
diecimila euro (3) a centoventimila euro. Nei casi di cui
all'articolo 33 è escluso il pagamento in misura ridotta.
Cari cittadini, ci scusiamo se
stiamo stati un po’ lunghi, ma l’argomento era per
così dire di natura tecnica. Una cosa però è certa qualcosa si muove, prima il
Ministero dei Trasporti, ora il Garante della Privacy…
in un prossimo futuro chissà… !
Per questo, ora più che mai
diciamo: QUALCUNO LI FERMI!