"Il
FESTIVAL A CASA DEL BOSS" E
Gazzetta di Caserta, 03 giugno 2012
La “Piccola Libreria 80mq” di Calvi Risorta torna a discutere
su una delle tematiche che più attanaglia la nostra
regione; la camorra e il riutilizzo dei beni confiscati; il ritorno al sociale
di ciò che prima era il simbolo del potere camorristico. Una delle iniziative
antimafia più importanti è il Festival dell’Impegno Civile (Phoebus
Edizioni), una rassegna realizzata su beni, confiscati alle mafie.
Il giornalista Pietro Nardiello,
ideatore del progetto, con il libro “Il Festival a casa del boss"; accende
un riflettore sulle motivazioni del Festival, le difficoltà, le speranze e le
gioie nate in questi luoghi confiscati, dove si tenta ogni giorno di costruire un'Italia diversa.
I diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza all’associazione
“(R)esistenza Anticamorra”, coordinata da Ciro Corona, per la realizzazione a Scampia di un ristorante pizzeria sociale dove lavoreranno
giovani del territorio, ragazzi minorenni in attesa di
giudizio e condannati a scontare pene alternative al carcere.
Stasera alle 18, nei locali della Piccola Libreria 80mq,
interverranno: l'autore Pietro Nardiello, Ciro Corona
coordinatore Associazione (R)esistenza Anticamorra, Mario de Michele (giornalista
e direttore responsabile Campanianotiziecom), gli
attivisti del Comitato Millescopi +1 di Teano, quest'anno alla loro prima edizione del Festival
dell’impegno Civile. Il progetto del Festival, fortemente
voluto dal Comitato don Peppe Diana, si ispira ai valori e ai principi del
sacerdote assassinato dai camorristi a Casal di Principe.
"Per amore del mio popolo non tacerò". II Iibro, pubblicato dalla Phoebus
Edizioni, racconta le voci di questo popolo che continuano a parlare ai
giovani, agli anziani, alle donne, ai bambini di questi territori martoriati, anche
attraverso un Festival, fatto tutto a casa del boss. Una vittoria innanzitutto culturale, psicologia, fisica, concreta, reale:
“A casa del boss" si organizzano spettacoli di teatro, di musica, incontri
di letteratura e dibattiti sui temi della legalità, dell’antimafia, della
politica, della cultura, dell’impegno civile.
Il libro "Il Festival a casa del boss" è il
racconto di una utopia concreta, del riscatto
culturale di tutti i nostri non luoghi. Il volume è arricchito da pregevoli
considerazioni di importanti testimoni sociali, come
il giudice Lello Magi, il procuratore Cafiero de Raho,
Isaia Sales, Peppe Barra, don Aniello
Manganiello, Antonietta Rozera e una intervista impossibile di Don peppe Diana.