STATUE E MONETE NEL COFANO DELLA MACCHINA: PRESUNTO TOMBAROLO DELL’ANTICA CALES DENUNCIATO DAI CARABINIERI

 

Calvirisortanews, 01 giugno 2012

 

Calvi Risorta: STATUE E MONETE NEL COFANO DELLA MACCHINA, PRESUNTO TOMBAROLO DELL’ANTICA CALES DENUNCIATO DAI CARABINIERI

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene un certo prurito alle mani, come a dire “a chi dobbiamo allungare un santo ceffone” quando si sentono storie così: quella di un quarantenne che si avventura da solo, di notte, in campagna, quella archeologica di Calvi Risorta e che dopo qualche ora, ieri mattina all’alba, si ritira con il cofano della macchina pieno di reperti archeologici.

 

Manco si trattasse di funghi. Ma come: stanno così superficiali, così poco protetti dal terreno i reperti caleni? Altro che Parco Caleno, uno non può inaugurare un’area, un struttura, un idea, la facciata di un palazzo, mentre dal lato opposto i ladri portano via gli ori di famiglia. E allora, sono queste le cose serie da fare, e non le manifestazioni, le parate.

 

A finire nei guai, come presunto tombarolo, è stato B.L. 40enne originario di Sparanise. Alle sei di giovedì mattina è stato fermato ad un posto di controllo dai carabinieri di Calvi Risorta, del comandante Massimo Petrosino e del suo aiutante maresciallo Monaco e dal cofano della macchina, una vecchia Fiat, è saltato fuori di tutto: sette statue di terracotta, perfettamente conservate, alte una quarantina di centimetri e un fagotto di stoffa, una specie di sacchetto pieno di monete d’argento e bronzo.

 

L’uomo fermato si è arrampicato sugli specchi, non sapeva come giustificare tutta quella roba nel cofano. Ha detto due o tre cose, soprattutto ha lasciato intendere che quelle statue non valevano un granché ma poi ha dovuto tirare fuori i documenti. È stato generalizzato. Non ha precedenti penali. Questo gli ha consentito di non finire dentro, ma dovrà rispondere in giudizio per detenzione di materiale archeologico e ricettazione.

 

Si parla tanto di patrimonio da tutelare, da valorizzare, da farne un attrattore turistico. Ma di fronte a certe cose, di fronte a queste storie, ci verrebbe da dire: ma perché non pensate prima alle cose serie? Perchè non provare a difendere ciò che si ha, senza per forza vantarsi di cose mai fatte, di promesse che non saranno mai mantenute, di progetti che non diventeranno mai realtà? Sull’esempio dei carabinieri, CRN si sente di suggerire più concretezza e meno chiacchiere agli amministratori locali.