SACCHEGGI
NELL'ANTICA CALES: IMPIEGATO IN TRAPPOLA
Gazzetta di Caserta, 01 giugno 2012
GIANNI DEL MONTE
I carabinieri della locale stazione, dopo una lunga attività
di indagine, hanno denunciato un impiegato 4Oenne che
saccheggiava l'antica Cales. La sua continua presenza nella vasta area
archeologica compresa fra Calvi Risorta e Sparanise, ha insospettito gli
investigatori. Dopo una serie di appostamenti e
pedinamenti i carabinieri della stazione di Calvi Risorta sono entrati in azione
anche attraverso una perquisizione a casa dell’indagato.
Qui è stato scoperto un autentico tesoro composto da numerose monete d’argento e di bronzo e tante statue in
terracotta, raffiguranti diverse divinità dell'epoca. Tutto materiale risalente
all’epoca dello splendore dell’antica città calena. Mentre gli antichi reperti,
di grosso valore storico e commerciale, è finito sotto
sequestro, l’uomo - B.L. di Sparanise - è stato
denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Le indagini dei militari dell’Arma proseguono per capire
la strada che i reperti dovevano seguire per finire sul mercato nero. L’operazione
condotta dai carabinieri rappresenta un “raggio di sole" in una situazione
cupa dove i tombaroli sembrano dominare la scena tanto
da riuscire, quasi sempre, ad operare indisturbati. Non molto tempo fa venne smontata e rubata anche parte della recinzione in
alluminio che proteggeva il sito archeologico dell’antica Cales.
Una lunga lista di episodi che pone
in evidenza l’assenza di efficaci controlli a salvaguardia dei beni
archeologici. Nel 1997 vennero trafugate alcune
colonne che facevano parte di una grande struttura templare, o probabilmente un
grande santuario, sul fianco orientale del sistema dei fossati difensivi che,
ancora oggi, cingono la struttura urbana.
Due anni prima, nella primavera del 1995, era stata interamente saccheggiata una piccola necropoli, tardo antica, contigua alle strutture che apparterrebbero ad un complesso abitativo greco. Un quartiere interamente abitato da sacerdoti addetti ai riti sacri che si tenevano nei pressi dei due pozzi sacri rinvenuti a pochi metri dal ponte dell’autostrada A1. La zona sacra di probabile pertinenza ellenistica, venne saccheggiata nel 2001: i pozzi usati per la phialomanteia furono obliterati con due grandi massi, dopo l'esplorazione clandestina delle cavità scavate fino a dodici metri.