A CALVI RISORTA L'ANFITEATRO "FANTASMA" E' ANCORA INACCESSIBILE

 

Gazzetta di Caserta, 16 maggio 2011

 

In un convegno, tempo fa, fu detto a chiare lettere: l’anfiteatro di Cales non lo ha mai visto nessuno, nemmeno i caleni, perché è praticamente inaccessibile e invisibile ai passanti. Qualcuno, animato di amor patrio e da spirito di avventura prova a vederlo, ma nonostante un viaggio estenuante e pericoloso, non vede praticamente nulla.

 

E' successo l’altro ieri che la redazione del portale wwwcomunedipignataro.it ha provato ad andare alla sua ricerca, ma quello che hanno visto il direttore Pietro Ricciardi, l’insegnante Angelo Martino e gli altri temerari, ha dell’incredibile, tanto è lo stato di abbandono in cui versa il più importante monumento caleno.

 

"Vedi un’insegna nascosta dalla vegetazione che ti indica “l’Anfiteatro Romano” - spiega Ricciardi - e decidi di fare una foto ad un anfiteatro romano di cui addirittura molti caleni ignorano l’esistenza, nonostante qualche graffio sulla carrozzeria dell’auto. La strada (se cosi la si può chiamare) curva a destra. C‘è una costruzione sulla destra. I cani abbaiano dissuadendoti dallo scendere e proseguire a piedi, allora ingrani la prima e vai. Il rumore dei rami sulla carrozzeria ti fa temere il peggio, ma fare marcia indietro ora sarebbe sciocco.

 

Un cartello, alla tua sinistra, ti dice che sei all’Anfiteatro, ma non lo vedi. Non vedi nemmeno un muro, o una pietra, o qualche segnale che ti faccia anche solo lontanamente pensare di essere arrivato, e prosegui. Questa volta la strada finisce davvero. Scendi dall’auto e ti apri un varco tra la vegetazione dietro il cartello, scendi e ti ritrovi in una specie di conca. Ricorda un cratere, i cui bordi, però, sono delimitati dalla vegetazione. Tra qualche erbaccia scorgi dei mattoni. Ci sei, sei nel centro dell’arena nella quale i gladiatori caleni intrattenevano i signori che vivevano nell’antico insediamento romano - continua Ricciardi - affranto riconquisti l’auto per andare via.

 

E la foto? Non la fai, cosa vuoi fotografare? Basta fare un ciuffo d’erba ovunque nel mondo e mettere come titolo “particolare dell'anfiteatro caleno”. Ritorni casa, e lungo il percorso pensi: magari su Google Maps l'anfiteatro sarà riconoscibile, si vedrà un “cratere”... al rientro proverò... Su Google Maps il “cratere" si vede. Documenta tristemente lo stato in cui versa il tutto".

 

La presenza di un teatro e di un anfiteatro dovrebbero essere indici di un insediamento florido ed anche esteso. Una piccola “Ercolano” ancora sepolta sotto terra? I Borboni capirono il valore di Ercolano, avviando gli scavi ed il recupero della cittadina romana quando la sensibilità per la nostra storia non era così diffusa come oggi. Non sarà mica capitato che questa “sensibilità”, nel “diffondersi” si sia “diluita" troppo?