La città
dimentica l’antifascista D’Innocenzo
Paesenews, 25 aprile 2012
Paola Broccoli
L’antifascista Benedetto D’Innocenzo
– condannato al confino politico alle isole Tremiti – dimenticato dai
caleni contemporanei. La giornata del 25 aprile snobbata a Caserta. Poche
le manifestazioni e le iniziative dedicate alla ricorrenza della giornata
storica, in cui l’Italia finalmente uscì dal periodo del fascismo e si avviò a dare vita alla democrazia repubblicana. Eppure anche qui a
Caserta come nel resto del Paese ci fu una indiscutibile
prova di resistenza civile.
A sostenere la tesi di una resistenza in Terra di Lavoro è
stato per primo lo studioso Peppino Capobianco,
scomparso nel 1994, esponente politico del Pci,
che dopo lo scioglimento del partito togliattiano dedicò tutta la sua attività di studioso a ricostruire la
storia della provincia di Terra di Lavoro, con uno specifico approfondimento
alle stragi naziste. Lo storico Felicio Corvese,
presidente del centro studi Daniele, denuncia la progressiva “distrazione”
delle istituzioni e delle forze politiche rispetto ad una data fondante
della nostra democrazia. E proprio in questi giorni verrà
proiettato a Montecchio in provincia di Reggio Emilia
il documentario Liberatori e liberati a cura del Centro Daniele.
“Abbiamo di recente sottoscritto con il centro Daniele una convenzione con la procura militare di Napoli” -
dichiara Corvese – “per ricostruire alcune stragi
ancora impunite che si sono verificate a Pignataro Maggiore, San Clemente di
Caserta e Maddaloni. Dopo tanti anni, sono ancora ignoti i responsabili. Ora
finalmente si sono riaperte le indagini e collaboreremo a ricostruire
l’accaduto” - chiosa Corvese.
All’indomani dell’8 settembre del
1943 iniziarono i rastrellamenti su tutto
il territorio. Emblematico della solidarietà delle
popolazioni locali resta il caso di Tora e Piccilli dove la popolazione del luogo seppe
proteggere e celare la presenza di un gruppo di ebrei napoletani che lì erano
nascosti e che mai furono trovati da nazisti. Una testimonianza che dovrebbe
rendere orgogliosa la comunità di Terra di Lavoro e dovrebbe dare impulso alla
diffusione e alla conoscenza di una pagina di storia così tragica e drammatica
ma intorno alla quale costruire un orgoglio di appartenenza.
La giornata del 25 aprile, fu festeggiata dalle truppe del
comando militare della Nato, che alloggiava a palazzo
reale facendo cadere dalle finestre della Reggia i nastri delle macchine da
scrivere come dei festoni. Una modalità di festeggiamento che
è stata immortalata in immagini di repertorio. La nostra è stata una
provincia che ha sofferto: ricordiamo Paolo Bernardi
casertano, Vincenzo Limongi di Bellona e il
carabiniere Giuseppe Crocco a rappresentare