Caserta24ore, 21 marzo 2012
Gianluca Parisi
Accade a Calvi Risorta, un
paesino di 6000 abitanti, ma il denominatore è comune a molti altri municipi
della provincia di Caserta. Per fare cassa i comuni le provano tutte ed ora con
le nuove norme in materia di ricorsi, usano il deterrente della minaccia delle
ganasce fiscali, delle ipoteche sulle proprietà per obbligare i cittadini a
pagare, anche quando non è dovuto.
Altro che Camorra, stiamo parlando di comuni. Sembra
un’estorsione di stato a tutti gli effetti. Ma veniamo al caso specifico di Calvi Risorta. La cittadina è stata invasa da
raccomandate verdine inviate dalla società di riscossione RTI - ICA.srl – Pubblialifana, incaricata dal Comune di esigere
l’imposta di occupazione di suolo pubblico. Nel caso
specifico, tali avvisi di pagamento riguardano la tassa per il “passo carrabile
richiesto”.
Un cittadino lamenta il fatto di aver ricevuto la cartella
(di quelle verdi ndr) e ci scrive: “Sono stato
nell’ufficio della PubbliAlifana
sito nel comune di Calvi Risorta. L’impiegato mi ha detto di chiamare al
numero di
La cosa che rende particolarmente odiosa tale vessazione,
infine, è che la richiesta di pagamento scade il 30 marzo, pena gravose
sanzioni. Solo 10 giorni per ricorrere o pagare una vergognosa imposta!” Sulla
questione si pronuncia il consigliere di maggioranza Antonello Bonacci,
ritenendo le cartelle pazze perché “Per poter pretendere la
tassa sul passo carrabile occorre che vi sia una specifica richiesta da parte
del titolare di un immobile e, contemporaneamente, il comune deve predisporre
un registro dei passi carrabili, cosa che nel caso del Comune di Calvi Risorta
non è mai stata fatta.”
Tali avvisi di pagamento inoltre, non sono inviati ai proprietari
degli immobili ma ad un generico “Condominio di via xy”.
Perché questo è avvenuto? “Sicuramente – continua
Bonacci - perché la concessionaria ha utilizzato eventuali verifiche
fotografiche sui divieti di sosta che i cittadini pongono sui loro cancelli,
non si sono nemmeno sforzati di capire chi fossero i reali proprietari.
Tuttavia occorre precisare, affinché la pretesa impositiva
sia valida, che la richiesta di pagamento sia intestato
ad una persona fisica o ad una persona giuridica. Si parla di “Condominio” solo quando l’immobile è dotato di codice fiscale o partita iva. In mancanza di tali requisiti non esiste il
“Condominio” qualificabile come persona giuridica e la cartella esattoriale
inviata è assolutamente nulla”.
Riepilogando, quindi, l’imposta è illegittima e va annullata poiché manca il presupposto impositivo:
il comune di Calvi Risorta non ha una anagrafe dei passi carrabili e, inoltre,
l’imposta deve essere inviata al titolare dell’immobile. Vi è da sottolineare inoltre che alcuni cittadini, per il semplice
fatto di avere un cancello sulla strada si sono visti arrivare la cartella di
pagamento, anche se non hanno richiesto o affisso il cartello di passo
carrabile.
E’ auspicabile pertanto che il Sindaco intervenga al più presto, vista il
rischio di mora, richiedendo alla ICA – RTI -
Pubblialifana l’annullamento della tassa.