RECUPERO
ANTICA CALES: MANCANO I FONDI
Gazzetta di Caserta, 07 marzo 2012
cs
Per Pompei arrivano 105 milioni di euro
(da Bruxelles), per l'area archeologica di Cales non arriva nulla. Per Pompei i
soldi non bastano mai, per l’antica Cales nessuno chiede nulla e nessuno da
nulla, né si lamenta dello stato, di assoluto degrado,
in cui si trova l’area archeologica.
Ci ha pensato Franco Arminio, con il suo libro “Terracarne”, edito da Mondadori, a
porre l’attenzione sul problema che, per la verità, avrebbe bisogno di maggior
interesse ed attenzione, soprattutto a Calvi. Franco Arminio
é un acuto corrispondente che ha girato in lungo ed in largo l’Italia, facendo
le sue giuste considerazioni su quel che vede. E' stato per esempio
anche a Teano, rimanendo affascinato del suo museo archeologico.
Noi abbiamo cercato il suo libro, per vedere cosa pensava
di Calvi e della sua area archeologica. “Una discarica. Ho visto quasi per
caso, seminascosta dalla vegetazione, l’insegna “Antica Cales". Cales, si
sa, era famosa per il vino e per le ceramiche. Mi chiedo: in cambio di cosa i
cittadini di Calvi Risorta, hanno barattato tutto questo?
Decido di seguire l’insegna che indica la zona
archeologica. La segnaletica mi porta lungo una stradina dissestata e piena di
rifiuti, con una selva di rovi che ne evidenzia il
totale disuso. Quasi non credo ai cartelli, leggo di un ponte etrusco, di
terme, un teatro, insomma secoli di storia che giacciono in mezzo a immondizia, copertoni e punti di appoggio per prostitute
nigeriane.
Dopo aver attraversato questo ennesimo scempio, questa offesa perpetrata a una terra che doveva essere stupenda, arrivo al Teatro Romano.