Nell’ultimo
decennio 384 cittadini si sono “dimessi” da pignataresi:
a Calvi Risorta restano immutati
Portale di Pignataro Maggiore, 05 marzo 2012
Bart Mercone
Abbiamo preso in esame il trend
della popolazione dei Comuni caleni nel periodo compreso dal 2001 al 2010. I
dati sono relativi ai paesi di Pignataro, Sparanise,
Calvi Risorta, Vitulazio, Pastorano,
Camigliano, Giano Vetusto. La fonte è comuni-italiani.it, che pubblica a sua volta dati elaborati dall’Istat. Lo scopo della ricerca è quello di fare un'analisi
conoscitiva, sia pure parziale, della dinamica
demografica della popolazione calena.
A Pignataro, in dieci anni dal 2001 al 2010, la popolazione è diminuita del
3,1%, a Pastorano nello stesso periodo è cresciuta di
quasi del 20%, a Camigliano è cresciuta dell’8,2%, a
Giano è aumentata del 2,9%, a Sparanise è cresciuta del 2,5%, a Calvi Risorta è rimasta invariata, a Vitulazio
è aumentata di quasi il 28,4%. Tra i comuni caleni Pignataro è l’unico con un trend della popolazione significativamente negativo.
Dal 1861 il trend di crescita della popolazione pignatarese è stato negativo solo nei decenni dal 1921 al
1931 e dal 1961 al 1971. Questi decenni sono quelli che hanno visto una forte
emigrazione, prima verso i paesi del Nord America
(negli anni venti) e successivamente in prevalenza verso i paesi europei (anni
sessanta).
Osservando il tasso di natalità e quello di mortalità di Pignataro si rileva
sostanzialmente che è in linea con quello degli altri paesi dell’Agro caleno,
da questi dati possiamo, quindi, inferire che il primo decennio del XXI secolo a Pignataro si è avuto il terzo periodo di
emigrazione nei 150 dall’unità d’Italia. E possiamo ipotizzare che sia stato il
decennio di emigrazione nei paesi limitrofi e verso il
nord Italia.
Il fenomeno migratorio degli anni venti e sessanta, si caratterizzava per una
perdita di capitale umano a bassa qualifica professionale, perdita che era in
misura significativa temporanea (dopo qualche decennio
i migranti ritornavano in paese) e vi erano, inoltre, le cosiddette rimesse
(invii di denaro alle famiglie o investimenti in patria), che sono state una
fonte importante per la crescita della nostra economia nel XX secolo. Un intero
quartiere di Pignataro, quello dei “profughi”, è stato costruito grazie alle
rimesse del migranti.
I pignataresi che hanno lasciato
il loro paese nell’ultimo decennio sono spesso giovani con alta
professionalità, difficilmente faranno ritorno a Pignataro ed è impensabile che
ci saranno rimesse economiche. Invertire il trend con
politiche di sviluppo è di vitale importanza per assicurare un futuro a
Pignataro.
Motivo per il quale non mi appassionano le dimissioni
dei politici, mi preoccupano quelle dei miei concittadini che si sono “dimessi”
da pignataresi: 384 nell’ultimo decennio.