Dopo l'Asl, anche l'ufficio del Giudice di Pace pronto a lasciare Pignataro?

 

Portale di Pignataro Maggiore, 30 gennaio 2012

 

Pietro Ricciardi

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rischio che aumentino i disagi, per i pignataresi, ma anche per tutti i cittadini dell'Agro Caleno, non passano solo per la paventata chiusura degli uffici dell'Asl di Pignataro Maggiore, ma anche per il più recente rischio della chiusura dell'Ufficio del Giudice di Pace.


A darci notizia del rischio oggettivo per i cittadini di Pignataro Maggiore e dell'Agro Caleno è l'avv. Salvatore Piccolo, di Sparanise.


Con il Decreto-Legge n.138/2011 convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (in G.U. 16/09/2011, n. 216), il governo il Governo è delegato a emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, uno o più decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incrementi dì efficienza.


La riorganizzazione territoriale degli uffici del giudice di pace dovrà avvenire secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

- criteri oggettivi e omogenei di cui sopra
- riduzione degli uffici del giudice di pace in sede diversa da quella circondariale (per circondario giudiziario si intende l'ambito territoriale di competenza di un tribunale e dunque la sede circondariale è il comune ove ha sede il tribunale),
- analisi dei costi rispetto ai carichi di lavoro.

Questo il procedimento per la soppressione degli uffici del giudice di pace:
- sul bollettino ufficiale e sul sito internet del Ministero della giustizia dovranno essere pubblicati di elenchi degli uffici che il Governo intende sopprimere e accorpare;
- entro sessanta giorni da tale pubblicazione, gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, potranno richiedere e ottenere di mantenere gli uffici del giudice di pace con competenza sui rispettivi territori, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia (in concreto l’ente locale dovrà garantire le strutture, provvedere all’indennità del giudice di pace e retribuire il personale amministrativo); trascorsi i sessanta giorni, in assenza di richieste da parte degli
enti locali, le sedi del giudice di pace saranno soppresse;
- nei successivi dodici mesi gli enti locali, anche consorziati, potranno decidere di sostenere gli oneri del servizio e chiedere al ministro l’istituzione di nuovi uffici del giudice di pace
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Fin qui il testo quasi integrale della legge, fornitoci dall'avv. Piccolo, il quale ci mette al corrente che, pur non essendo ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, "...ad oggi circola la bozza degli elenchi contenti gli uffici da sopprimere ed ovviamente Pignataro è presente...".


L'avv. Piccolo evidenzia che "la legge consente ai comuni, anche consorziati, di tenere gli uffici sul territorio a condizione che le spese siano a carico, integralmente, degli enti locali", pur sottolineando il fatto che si tratterebbe di un costo esorbitante per una comunità di sole seimila.


Pur di trovare una soluzione positiva per il territorio l'avv. Piccolo, tra l'altro assessore di del comune di Sparanise dichiara ipotizza una soluzione che giriamo agli amministratori di Pignataro Maggiore, invitandoli a prenderla in seria considerazione.


Questo quanto ci scrive Piccolo:

"è possibile trovare un’intesa tra i comuni del circondario, tra i quali Sparanise, (io mi dichiaro già disponibile all’operazione per quanto nelle mie competenze di assessore e consigliere comunale di Sparanise) per un consorzio comunale e garantire la presenza dell’Ufficio a Pignataro Maggiore, semmai discutendo insieme agli altri comuni una allocazione degli uffici pubblici non comunali (servizi dell’ASL, centro per l’impiego etc) migliore e sull’intero territorio caleno. Diversamente l’Ufficio del Giudice di Pace di Pignataro Maggiore sarà accorpato a quello di Santa Maria Capua Vetere con ovvie conseguenze per l’utenza che perderà un ufficio al quale la legge attribuiva competenze importanti".


Speriamo che non ci si limiti, come avvenuto per l'Asl, a mandare una lettera di protesta, i cui effetti sarebbero sentiti solo dal cestino nella quale verrebbe "archiviata", e che si faccia rete con tutti i comuni del circondario per ridisegnare la mappa dei servizi per i cittadini da tenere ed incrementare nell'Agro Caleno, e non certo da perdere passivamente!