PARLA L'EX
SINDACO DI SPARANISE CHE SPIEGA
Gazzetta di Caserta, 27 gennaio 2012
"Questioni strettamente personali mi hanno spinto a
lasciare la mia casa per alcuni giorni". Così l'ex sindaco
di Sparanise Salvatore Piccolo fa chiarezza sulla vicenda che per oltre una
settimana ha tenuto con il fiato sospeso l’intera cittadina dell'agro caleno.
"Non c’è stato alcun ricatto, di nessun genere, così
come non c’é stato alcun problema economico alla base della mia decisione, ho
solo per qualche attimo creduto - sicuramente sbagliando - di potermi buttare
tutto, o comunque gran parte della mia vita - alle
spalle".
Sono queste le motivazione che
fornisce lo stesso l'ex sindaco di Sparanise per spiegare il suo gesto nato,
probabilmente, dalla passione per un “improvvisa fiamma". Una fiamma troppo fragile davanti alla famiglia che rappresenta un
valore troppo grande per Salvatore Piccolo che ci ripensa e senza esitazione
realizza la gravità dell'errore commesso.
“I primi giorni lontano dalla famiglia sono stati
terribili, confessa l’ex sindaco, la coscienza mi ha fatto riflettere su ciò
che stavo facendo, sulle conseguenze delle mie scelte.
Allora ho capito che dovevo tornare. L’amore per le mie due figlie - precisa Piccolo - mi ha spinto a rivedere le mie scelte
facendomi ritornare sui miei passi. E' stata la molla - assicura Piccolo - che
ha fatto scattare in me l’irrefrenabile voglia di ritornare a casa. Una casa
dalla quale mi ero allontanato convinto di poterne
fare a meno. Invece, insiste l’avvocato, ora il
principale obiettivo della mia vita sarà quello di lottare, giorno per giorno,
per riconquistare la fiducia delle mie due bambine e di mia moglie. Voglio
ritornare ad essere per loro un ottimo padre ed un buon marito”.
Sono parole di Salvatore Piccolo, l’ex sindaco di
Sparanise ritornato in paese dopo dieci giorni di assenza
"ingiustificata”. Una lontananza che ha fatto scattare l’allarme lunedì
sedici gennaio quando la moglie - Maria Consiglia -
presentò denuncia di scomparsa presso la locale stazione dei carabinieri. Tante le ipotesi, alcune fantasiose, altre più credibili, sulle
ragioni che hanno portato l’avvocato lontano da Sparanise e dalla sua famiglia
per una decina di giorni. Poi il rientro a casa, l’altra sera, con il
treno (la sua Alfa 159 era stata ritrovata e posta sotto sequestro a San Remo)
fino alla stazione di Pisa e poi con il fratello, in macchina, fino a
Sparanise. Prima di riabbracciare la famiglia, l’avvocato,
però, é passato presso la caserma dei carabinieri dove ha fornito la sua versione
dei fatti. Un interrogatorio lungo e dettagliato
iniziato - mercoledì notte - intorno alle ore ventidue e terminato ben oltre la
mezzanotte. Poi la serenità e il ritorno a quella
normalità che ora - assicura Piccolo - è capace di dare tanta felicità.
Resta per Piccolo “il rammarico per tutte le preoccupazioni che ho causato alla
famiglia e a tanti amici”.