Cales:
Convegno sulle prospettive del Patrimonio archeologico
Caserta24ore, 25 gennaio 2012
paolom
Convegno con l’ispettore della
Sovrintendenza Archeologica, dott.Antonio Salerno e
l’arch. Rosa Anatriello dell’Archeoclub
Nazionale. Verrà proiettato un documentario sulla Grotta dei Sette
venti. Domani sera, 26 febbraio, alle ore 18, nell’aula
consiliare di Calvi, si ritornare a parlare dell’Antica Cales; la povera
capitale degli Ausoni,
Municipio, Prefettura e prima Colonia romana in Campania, dopo essere stata
conquistata dal leggendario console M. Valerio Corvo nel
La patria di Marco Vinicio, di
Quinto Fufio Caleno e del grande Gneo
Nevio. Non
solo: durante la manifestazione l’Archeoclub
Cales, con un documentario, farà rivivere il mito della “Grotta dei Sette
venti”, un vero e proprio labirinto di strade e cunicoli realizzato a scopo
difensivo. Il convegno promosso dall’Archeoclub
Cales, diretto dal prof. Paolo Mesolella, ha per titolo “Cales, prospettive di valorizzazione del patrimonio archeologico”, proprio per
ricominciare a parlare della possibilità (oltre che della necessità) di
pianificarne il recupero.
Per l’occasione interverranno con una propria relazione
l’Ispettore della Sovrintendenza Archeologica e responsabile dell’Ufficio
archeologico caleno, dott. Antonio Salerno e l’architetto Rosa Anatriello, presidente dell’Archeoclub
di Acerra e consigliere
nazionale dell’Archeoclub d’Italia. Un appuntamento
di grande valore simbolico l’antica città di Cales e
per il suo parco archeologico sempre dimenticati e trascurati. Parteciperanno
all’incontro anche il sindaco di Calvi, Antonio
Caparco, il consigliere Silver Mele, i responsabili delle associazioni locali e
i soci dell’Archeoclub caleno, il dott. Erminio Zona,
i proff. Pasquale De Stefano e Antonella Perna che, illustreranno ai presenti i lavori di pulizia
all’Arco di Trionfo e al Tempio di Augusto ed un video
sulla Grotta dei Sette Venti.
Una grotta imponente,
inaccessibile e misteriosa, perfetta nella quadratura dei suoi cuniculi e nelle forme geometriche degli ambienti. La grande
grotta a volta, di pietra di piperno, è alta
Secondo il racconto popolare, un cittadino di Petrulo
cercò di penetrare da solo all’interno della grotta, mantenendo sempre la
strada dritta. Ma non riuscì più a trovare l’uscita.
Allora invocò San Casto, il primo vescovo martire di Cales, che gli apparì sotto le sembianze di un cagnolino e lo condusse
all’uscita. Quel cittadino poi, in segno di gratitudine, donò al paese la
statua del santo.