CALVI
RISORTA: SITI ARCHEOLOGICI DIMENTICATI
Gazzetta di Caserta, 30 novembre 2011
cs
Per Pompei arrivano 105 milioni di euro (da Bruxelles),
per l’area archeologica di Cales non arriva nulla. Per Pompei i soldi non
bastano mai, per l'antica Cales nessuno chiede nulla e nessuno da nulla, né si
lamenta dello stato, di assoluto degrado, in cui si trova l’area archeologica.
Ci ha pensato Franco Arminio, con il suo libro
“Terracarne”, edito dai Mondatori, a porre l’attenzione sul problema che, per
la verità, avrebbe bisogno di maggior interesse ed attenzione, soprattutto a
Calvi. Franco Arminio è un acuto corrispondente che ha girato in lungo ed in
largo l'Italia, facendo le sue giuste considerazioni su quel che vede.
E’ stato per esempio anche a Teano, rimanendo affascinato
del suo museo archeologico. Noi abbiamo cercato il suo libro, per vedere cosa
pensava di Calvi e della sua area archeologica.
“Una discarica. Ho visto quasi per caso, seminascosta
dalla vegetazione, l’insegna “Antica Cales". Cales, si sa, era famosa per
il vino e per le ceramiche. Mi chiedo: in cambio di cosa i cittadini di Calvi
Risorta, hanno barattato tutto questo? Decido di seguire l’insegna che indica
la zona archeologica. La segnaletica mi porta lungo una stradina dissestata e
piena di rifiuti, con una selva di rovi che ne evidenzia il totale disuso.
Quasi non credo ai cartelli, leggo di un ponte etrusco, di terme, di un teatro,
insomma secoli di storia che giacciono in mezzo a immondizia, copertoni e punti
di appoggio per prostitute nigeriane.
Dopo aver attraversato questo ennesimo scempio, questa
offesa perpetrata a una terra che doveva essere stupenda, arrivo al Teatro
romano.