Francantonio
interpreta il don Chisciotte al Museo di S. Martino
Caserta24ore, 25 settembre 2011
Paolo Mesolella
Ritorna alla grande il bravo attore caleno Francantonio,
interpretando un ruolo da protagonista nel “Cervantes
a Napoli, suggestioni per un Don Chisciotte”, allestito
nella Sala degli incantatori del Museo di San Martino.
L’interessante rappresentazione, nasce nell’ambito della
13^ edizione del Progetto “Museum” curato dal bravo e famoso regista caleno
Renato Carpentieri. Da qualche giorno, infatti, e fino al 9 ottobre prossimo,
nel museo Certosa di S. Martino a Napoli è possibile assistere ed apprezzare dal vivo due grandi attori artisti caleni: il regista Renato
Carpentieri e l’attore Antonio Franco, in arte francantonio.
“Nel 1570 – spiega francantonio – Miguel
de Cervantes Saavedra,
fuggendo dalla Spagna per evitare dieci anni di esilio
ed il taglio della mano destra, a seguito del ferimento di un certo Antonio de Segura, venne in Italia. Qui, dopo aver svolto vari
mestieri, si arruola nell’esercito e partecipa alla battaglia di Lepanto. Ne esce vittorioso, ma ferito da due scoppiettate al petto e
alla mano sinistra, il cui uso lo perderà per sempre. A noi interessa proprio questo arrivo di Cervantes a
Napoli, dal 1571 al 1575, come soldato alloggiato nelle caserme, oggi chiamate
Quartieri spagnoli. Ma Cervantes non era un semplice
soldato, era uno dei più grandi autori della letteratura mondiale, il quale
rimase talmente affascinato dalla città partenopea da chiamarla” Gloria
d’Italia e ancor del mondo lustro, madre di nobiltade
e di abbondanza, benigna nella pace e dura in guerra”.
Proprio per questo, Napoli e noi napoletani non potevamo non ispirarci al padre
di Don Chisciotte. Dalle sue serate passate nelle
taverne napoletane, fra ladri, carte da gioco, vino e femmine brune, certamente
la sua fervida fantasia trasse qualche ispirazione per la sua grande opera. Chi può dire infatti
che il don Chisciotte della Mancia non abbia nulla a
che fare con un qualsiasi don Tammaro di Acerra ed il
suo fedele Razzullo?”