RITROVATO
IL SARCOFAGO DI SAN CASTO
Gazzetta di Caserta, 19 settembre 2011
L'Archeoclub Caleno va alla
ricerca del sarcofago di San Casto, rinvenuto a Calvi Vecchia
nel lontano 1960 e lo ritrova nel cortile del Museo archeologico di Santa Maria
Capua Vetere, abbandonato a sè stesso, senza alcun
riferimento a Calvi né all'epoca in cui è stato realizzato (il III sec; d. C.).
Non solo: lo ritrova per puro caso perché, dopo essere
stato esposto per una ventina d’anni nell antiquarium dell'Anfiteatro campano, sta per essere
sistemato in un deposito. Eppure il sarcofago
“riscoperto” è di una bellezza unica e meriterebbe di stare in cattedrale
vicino alla lastra di sarcofago della Contessa Gualferada.
E' completamente di marmo figurato e rappresenta sei
figure alate, divise per tre da un grande medaglione
con vicino "erotes" e lepri. Sul lato
sinistro infatti, vi sono raffigurati un cane, due
putti alati con due lepri in mano ed una figura femminile. Poi c'è un medaglione
e a destra si ripete la stessa scena del cane dei putti alati tra le lepri.
Il grande sarcofago, sebbene non presenta
alcun segno di riconoscimento, fu ritrovato negli anni 60, in località San
Casto Vecchio, nei pressi della basilica paleocristiana di San Casto, proprio
sotto il ponte dell'autostrada durante i lavori di costruzione. Di esso parla il grande Iohannowsky
nella sua relazione reliminare agli scavi di Cales
del 1961, dove parlando degli scavi nella basilichetta
paleocristiana di San Casto Vecchio scrive: Il sarcofago è stato sistemato, in
maniera anonima nel cortile del museo archeologico, nascosto tra le aiuole,
vicino ad altri due sarcofagi (anch'essi anonimi) rinvenuti a Castel di Sasso.
All'interno di un altro cortile del museo, dove c’è la
scala che porta al piano rialzato, i soci dell’archeoclub
hanno visto un altro sarcofago molto simile a quello
caleno della principessa Gualferada, con un medaglione ed una figura togata, ma anch'esso
anonimo, non è stato possibile identificarlo. Sembra comunque
caleno.
Da qui la richiesta dell'Archeoclub e del suo Presidente Mesolella, di riportare il
sarcofago caleno a Calvi. Magari in cattedrale per unirlo alla lastra di
marmo della principessa Gualferata, sistemata nei
pressi della sagrestia. Piuttosto che giacere abbandonato, nel più
completo anonimato in mezzo ad un cortile, è meglio per Calvi e per la stessa
amministrazione calena che ritorni a Calvi nella splendida cattedrale di San
Casto.