A PIGNATARO FERMATA L’ISPEZIONE DEI SACCHETTI DELLA DIFFERENZIATA!

 

PD Calvi Risorta, 04 settembre 2011

 

La polizia locale di Pignataro Maggiore sospende l’ispezione dei sacchetti, in ossequio a quanto stabilito dal garante della privacy.

 

Cari lettori, dopo pochi giorni ci interessiamo di nuovo all’ispezione dei sacchetti della raccolta differenziata, lo facciamo in seguito ad un articolo apparso il 31 agosto 2011 sul Corriere di Caserta. Ritorniamo sull’argomento a distanza di pochi giorni, perché lo stesso è di quelli seri, esso va ad intaccare la sfera prettamente personale dei cittadini. Attraverso l’ispezione dei sacchetti dei rifiuti è possibile venire a conoscenza, in molti casi, anche di informazioni molte riservate che riguardano la vita privata dei cittadini, siano esse attinenti la sfera della salute, la sfera degli effetti personali, la sfera economica, la sfera politico-religiosa-sindacale, la sfera amorosa ed anche quella sessuale. Cosa peraltro esplicitata molto bene ed inequivocabilmente nella relazione del Garante per la Protezione dei dati Personali, di cui abbiamo già parlato diffusamente.

 

Dall’articolo citato apprendiamo con molta soddisfazione che nel vicino Comune di Pignataro Maggiore, la Polizia Locale ha sospeso l’attività di controllo e monitoraggio dei sacchetti dei rifiuti, proprio in virtù delle indicazioni del Garante della Privacy che ha ritenuto invasiva e non rispettosa della vita privata dei cittadini tale pratica.

 

Chi afferma quello riportiamo non è solo l’articolista, ma anche un maresciallo della Polizia Locale che testualmente dice:

Ultimamente abbiamo sospeso i controlli proprio per la nota del Garante della Privacy. Intendiamo rispettare le norme in vigore e quindi abbiamo ritenuto opportuno agire in questo modo… omissis…”

 

Nel seguito dell’articolo inoltre afferma che insieme al Comandante stanno cercando un altro sistema per effettuare i controlli nella raccolta differenziata, rispettando comunque la privacy dei cittadini.

 

Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare che c’entra in tutto questo Calvi Risorta. E’ nostra buona abitudine riportare le notizie di buona amministrazione dei Comuni limitrofi, lo abbiamo fatto con Camigliano, Sparanise ed ora Pignataro Maggiore. In questo caso poi, l’argomento in questione riguarda direttamente i cittadini caleni, in quanto la pratica di ispezionare e controllare i sacchetti dei rifiuti va molto di moda a Calvi Risorta, ne sa qualcosa chi è stato sanzionato con multe salate.

 

Se da un lato questa pratica può servire da deterrente e può far ottenere buoni risultati nella percentuale della raccolta differenziata, dall’altro lato essa può risultare solo sanzionatoria e non educativa o preventiva per i cittadini caleni, peraltro già vessati da un’amministrazione che continuamente mette le mani nelle loro tasche, ultimo caso il raddoppio dell’aliquota dell’irpef comunale, passata dallo 0,2 % allo 0,4 % per la loro provata incompetenza e incapacità.

 

Inoltre potrebbe essere da stimolo per  Caparco & soci... Per una volta smettano di pensare di vivere nella loro Repubblica caparchiana ed applichino le leggi e le norme in vigore nella Repubblica Italiana come fanno tutti i Comuni d’Italia. Vi risulta tanto difficile?

 

Infine pensiamo che dopo questi nostri articoli anche la nostra Polizia Locale prenderà i dovuti provvedimenti, perché è impensabile  che quello che vale per altri Comuni non sia valido per Calvi Risorta. D’altronde è nota la grande sensibilità della Comandante verso tutte le problematiche che interessano i cittadini caleni. Ricordiamo poi al sindaco, che afferma sui giornali che non ci sono altri modi per controllare la corretta separazione dei rifiuti, che altri metodi che tutelino la riservatezza e la privacy degli utenti, sono stati indicati proprio dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, ed essi sono: contrassegnare i sacchetti dei rifiuti mediante un codice a barre; dotare gli utenti di sacchetti dotati di microchip o eventualmente di dispositivi Radio Frequency Identification ("RFD").

 

Le descritte procedure consentono di delimitare l'identificabilità del conferente ai soli casi in cui sia stata accertata la mancata osservanza delle prescrizioni in ordine alla differenziazione. Questo però lo deve decidere la politica e non delegarlo alla Polizia Locale, peraltro già oberata da tanti compiti gravosi.

 

L’assessore Capuano, invece di dire sciocchezze sul giornale, in cui afferma che la privacy è garantita perchè il controllo lo fanno un operatore ecologico ed un vigile urbano (proprio la casistica vietata dal Garante), dia un indirizzo politico per migliorare il servizio. Per una volta faccia il politico e non il gendarme o il caporale di giornata o addirittura il sub comandante (sembra che sia solito affermare “qui comando io”), questo è il suo compito. La gestione la lasci a chi è competente per legge, il D.L.vo 18 agosto 2000 n° 267 articolo 107 comma 1, è molto chiaro in tal senso.