"LIBERARTE":
SPAZIO ALLE COMPAGNIE TEATRALI LOCALI
Gazzetta di Caserta, 30 agosto 2011
PAOLO MESOLELLA
Gran finale della manifestazione
”Libera arte in Villa" con tre spettacoli teatrali, allestiti da tre
diverse compagnie calene.
I gruppi “Arteinsieme”,
"Autonomia Visuale" e "la Compagnia", infatti, hanno tenuto
con il fiato sospeso tutta Calvi con tre spettacoli serali veramente
divertenti, che hanno riscosso l’apprezzamento del pubblico attento ed esigente. Una dimostrazione di quanto si
ama il teatro a Calvi Risorta, officina di attori e
registi di grande livello: da Renato Carpentieri a Francantonio, da Antonio
Capuano a Tonino Allocca ad Antimo Martino.
Il primo gruppo teatrale “Artinsieme",
con la regia di Francantonio, ha allestito “l’orso" di Cechov
con la bella interpretazione delle attrici calene Assia Duracci e Nicola Bonaccio. L’Orso, opera teatrale scritta nel 1888 parla del
matrimonio, ed il matrimonio per Cechov è un vulcano
di comicità. Protagonista è Elena Popova, una vedova
che ha deciso di non frequentare più alcun uomo. Ma la
situazione si capovolge quando arriva Stefano, un creditore del defunto e nasce
un amore passionale.
Il secondo gruppo teatrale “Autonomia Visuale" si è
cimentato in un bel monologo scritto ed interpretato da due caleni: il regista
Tonino Allocca e la figlia, la bravissima Renata Allocca. L’atto unico “Pienz’c bbuonu Giuvà” (pensaci bene Giovanni), pur trattando una tematica triste (la morte), si distingue per la bravura e la
capacità interpretativa della protagonista. Il marito Giovanni è morto, ha
lasciato la moglie, ma questa non si rassegna alla sua dipartita:
probabilmente, pensa, è dovuta, come al solito, al suo
egoismo, al suo tornaconto.
Il terzo gruppo teatrale caleno "la Compagnia",
invece, ha rappresentato l’atto unico “A famiglia è nu
sacrificiu continuo", con la regia di Antimo Martino e le interpretazioni dello stesso Martino
e delle attrici calene Vittoria Carangì ed Enza Parisi. Anche in questo caso, si è
parlato d'amore e di matrimonio e non sono mancati i colpi di scena, le battute
e il sarcasmo che diventa paradosso e genera umorismo. E' stato affrontato l’eterno
tema dell'amore inteso come passione immediata, rimpianto e come sacrificio.
Tre atti unici, più che mai attuali che riflettevano su un istituzione fin troppo bistrattata. Molto bravi sia i
registi che gli attori che hanno fatto rivivere a Calvi il grande
teatro. Ma bravi sono state anche Amelia Capuano e Maria Cristina De Stefano
che hanno curato l'angolo della poesia e la Pro Loco
"Cales Novi" che, grazie al presidente Pasqualino De Stefano ed ai
collaboratori Izzo e Carmelo Bonacci, ha ridato al teatro caleno, e ai suoi
rappresentanti (registi e attori), il giusto credito e adeguato spazio.