IL
CAPOSTAZIONE DI MAIORISI
Portale di Pignataro, 22 luglio 2011
Maiorisi è una frazione, o come si dice da
quelle parti, un casale di Teano e precisamente è il luogo dove ora sorge il
centro commerciale prospiciente la nazionale Appia; e il capostazione di Maiorisi
non è una creatura mitologica, frutto dell'immaginario collettivo.
Diversi decenni or sono, infatti, quel territorio era attraversato dalla linea
ferroviaria che collegava Sparanise con Formia; il
dirigente di quella stazioncina divenne proverbiale
perché da solo apriva e chiudeva le sbarre dei passaggi a livello, azionava gli scambi, dava il via libera ai treni, previo
fischio, con la paletta verde, vendeva i biglietti - insomma da solo portava
avanti la baracca.
Torniamo a noi. Qualche mese fa a qualcuno è venuta l'idea di rimettere in
funzione la linea Sparanise Formia, sulla quale, come
dicevamo, insisteva la stazione di Maiorisi.
È bastata l'Idea perché la città protetta da san Vitaliano divenisse l'hub dei trasporti su rotaia e su gomma di tutto l'agro
caleno ed oltre. Benedetto Croce non sarebbe mai riuscito
a concepire un tale esempio della potenza realizzatrice dell'Idea.
È bastata l'Idea perché potessimo vedere un autobus di linea rosso, nuovo, con
le indicazioni di percorso luminose e a scorrimento percorrere le strade del nostro
paese. La scritta luminosa recita testualmente: Calvi Risorta – Pignataro
Maggiore – Sparanise staz. ferroviaria. Inutile dire che detto bus viaggia sempre, o quasi,
malinconicamente vuoto. Ci siamo chiesti il perché dell'esistenza di una
tale linea di bus, ma soprattutto del fatto che sia
inesorabilmente vuoto, salvo la presenza obbligatoria dell'autista.
Abbiamo provato a concepire delle simulazioni: il signor A, abitante a
Pignataro, deve raggiungere Capua in treno; decide di giovarsi del bus che
collega il suo paese alla ferrovia. Deve innanzi tutto acquistare il documento
di viaggio per il percorso su gomma e poi quello per la tratta ferroviaria (ma
forse è lo stesso); fatto ciò, deve individuare la fermata del bus.
La cosa che più assomiglia ad una fermata è quella pensilina, reperto di archeologia del XX secolo, che troviamo alla confluenza
di via Roma e di via Mannesi. Bene: arrivato lì il
nostro virtuale viaggiatore prova a vedere se per caso a qualcuno sia venuto in
mente di pubblicare gli orari dei mezzi in transito per Pignataro.
Ovviamente non trova nulla, ma decide lo stesso di aspettare. Arriva il bus di
cui abbiamo già fatto le lodi; il sig. A sale, oblitera
il biglietto e, dopo qualche chilometro giunge alla stazione di Sparanise. Un
po' come Cristoforo Colombo, che per andare verso levante fece rotta verso ponente, il nostro viaggiatore per raggiungere
Capua (a sud di Pignataro) va prima a Sparanise (a nord). Già ci sembra di
sentir obiettare che a Sparanise fermano treni che invece non fermano a
Pignataro. È vero, ma sono tre in tutta la giornata: due pari, cioè verso nord e uno dispari, cioè verso sud: precisamente:
treni RV 2496 delle sei e trenta e RV 2352 delle sette e trentatre; treno RV
2499 delle venti e ventuno.
Immaginiamo ancora che la signora B decida di prendere il treno delle sette e
trentatré per andare a Frosinone. Diamo per scontato
che ci sia una corsa che consenta alla nostra
viaggiatrice di prendere quel treno: dove acquisterà il biglietto ferroviario,
visto che la stazione di Sparanise è priva di biglietteria e la signora non usa
internet? Semplice! Va il giorno prima a Vairano a comprare il biglietto per poter così finalmente
usufruire del treno Regionale Veloce che non ferma a Pignataro. Che soddisfazione!
P. S. Sarebbe forse più comodo per tutti noi un servizio di navetta che
collegasse Pignataro alla sua stazione! O no?
Il “patafisico”