FUOCO SUL
MONTE MAGGIORE: DISTRUTTE DECINE DI ETTARI DI BOSCO
Gazzetta di Caserta, 16 luglio 2011
GDM
Il dramma degli incendi boschivi
riparte puntuale con l'arrivo del sol leone. Senza sosta, attraverso
una metodologia ben precisa che vede divampare focolai, quasi contemporaneamente,
in più punti.
Pochi giorni fa un incendio di vaste proporzioni ha raso
al suolo intere colline ai margini sud della catena montuosa del Montemaggiore. Decine e decine di ettari
di macchia di bosco sono andati in fumo in un vasto territorio a cavallo fra i
comuni di Pignataro Maggiore, Giano Vetusto, e Calvi Risorta.
Le fiamme sono rimaste attive per circa due giorni, con un
solo elicottero — almeno per gran parte del tempo — impegnato a contrastare un
fronte di oltre un chilometro di fuoco. Così, metro dopo metro, intere colline sono finite miseramente in
fumo.
Tutto conferma l'azione criminale sistematica protesa alla
distruzione di quei boschi che rappresentano — certamente — una delle ultime
zone ancora selvagge dell'intera provincia di Caserta. Le fiamme, ogni anno,
divorano sempre gli stessi punti, sempre le stesse aree, riducono in cenere
centinaia di ettari di montagna che costituiscono un
pregiatissimo microcosmo per animali e piante.
Micidiale la tecnica con cui si appiccano
i roghi in punti diversi, sia per favorire l’allargamento del fronte, sia per
rendere più difficile i soccorsi. Pochi i dubbi sul fatto che il fuoco venga
innescato da azioni dolose. E' enorme il costo, per la collettività che paga
per le opere di soccorso necessarie per lo spegnimento e la messa in sicurezza
delle aree interessate dal fuoco.
Quasi mai i colpevoli vengono
individuati e puniti. Sotto accusa, per primi, finiscono, i bracconieri — molto
attivi in zona e i cercatori di asparagi, una specie
che cresce meglio dopo il passaggio del fuoco. La legge vieta per lunghi anni
qualsiasi tipo di attività nelle aree percorse dal
fuoco.
Mancano però i controlli per garantire il rispetto di queste
regole. Bisognerebbe indagare sui motivi per i quali ogni anno il fuoco parte quasi sempre dagli stessi punti, distruggendo sempre le
stesse aree.
Non è concepibile che in un decennio non venga individuato un solo responsabile di tale devastazione.