Archeorivista, 11 luglio 2011
Martina Calogero
L’Archeoclub d’Italia, sezione di Calvi Risorta (Caserta),
nasce nel 1980 allo scopo di diffondere la conoscenza dell’antica città di
Cales (capitale degli Ausoni) e di Calvi medioevale e
borbonica per avviare il recupero delle numerose e cospicue evidenze
archeologiche e monumentali. Presieduta dal professor Paolo Mesolella,
conta 12 soci. Abbiamo intervistato il presidente dell’associazione per
voi.
D In breve, ci racconti la storia
dell’Associazione.
R La presenza di
una sezione calena dell’Archeoclub risale ad una
trentina d’anni fa, quando nel 1980 circa furono realizzati due campi di lavoro
internazionali per la pulizia e lo scavo del teatro romano. Allora
l’associazione, rappresentata in particolare dai soci Pasquale De Stefano e
Alfredo Maciariello, produsse una interessante
guida sulle straordinarie Grotte dei Sette Venti, oggi introvabile. Le grotte
costituiscono un grande cunicolo di strade sotterranee
che attraversano per chilometri la terra, come in un grande labirinto. Da
allora l’associazione ha subito alterne vicende, cambiando presidente e
passando da Mario Bovenzi a Michele D’Onofrio fino ad arrivare al sottoscritto.
D In quali settori è attualmente
impegnata?
R. L’associazione
negli ultimi anni, ha dato vita ad una serie di attività
finalizzate alla pulizia dei principali monumenti caleni. In particolare, in
stretta collaborazione con l’Ufficio Archeologico della Sovrintendenza, diretto
dalla dott.ssa Colonna Passaro,
ha dato vita al diserbo di ciò che rimane dell’Arco
di Trionfo di epoca imperiale (realizzato molto
probabilmente dal console Valerio Corvo), del Castellum
Aquae (I sec. d. C.) e di ciò che rimane del Tempio
di Augusto (I sec. d. C). Ha poi raccolto 5000 firme per favorire la
realizzazione di un museo dell’Antica Cales ed ha posto in
essere diverse iniziative: ha realizzato un sito internet, un DVD su
Calvi romana e medievale, un DVD sulle Grotte dei Sette Venti, una guida
didattica su Cales, una cartina dei monumenti caleni e libri sul casino
borbonico e la cappella Reale di Calvi, sul Palazzo baronale e sulla fabbrica
borbonica di armi bianche. Ha organizzato poi, presentazioni di libri nell’aula
consiliare e visite guidate al parco archeologico, alla Cattedrale romanica,
alle Grotte affrescate, Casino reale ed al Palazzo Baronale di Zuni. Ma non
sono mancate visite fuori porta per raggiungere luoghi segnalati dalle
associazioni gemelle, come le interessanti visite al museo dei Volsci a Cassino (Fr), al museo
dei gladiatori a S. Maria Capua Vetere (Ce) , al museo
dei Picentini a Pontecagnano
(Sa) e alle Grotte affrescate di Olevano sul Tusciano (Sa).
D Quali sono i principali progetti in
corso?
R Attualmente l’associazione si sta adoperando per il recupero
della basilica paleocristiana di San Casto Vecchio del III d. C., (abbandonata
tra i rifiuti sotto un ponte dell’autostrada del sole), e per il ritorno in
città del sarcofago medievale della contessa Gualferada,
oggi a S. Maria C. V.. Inoltre con azioni di sensibilizzazione (è ricorsa anche
al programma televisivo “Striscia la notizia” con un servizio di Luca Abete su
Canale 5), è impegnata a salvare ciò che rimane dei preziosi affreschi
bizantini presenti nelle Grotte rupestri dei Santi e delle Fornelle,
dove i ladri d’arte, con il motosega, hanno strappato e rubato bellissimi
affreschi dalle pareti; sta inoltre preparando una interessante pubblicazione
sulla storia di Calvi e dei sui monumenti attraverso lo studio dei documenti
d’archivio presenti nei principali musei della Campania e facendo riferimento
in particolare alle opere dell’abate caleno Mattia Zona, storico di Calvi del
Settecento.
D E quelli per il futuro?
R. Sono quattro
gli obiettivi che si pone l’Archeoclub
caleno per il futuro: quello di diffondere (come già ha fatto in passato con la
guida) un libro con la storia di Calvi nelle scuole calene, di ogni ordine e
grado al fine di sensibilizzare gli alunni verso questa povera città che fu
colonia, questura e municipio romano. Da essa nacquero
Consoli come Fufio Caio Gemino, Fufio
Quinto Caleno, Vinicio Marco seniore e Vinicio Marco Jniore che sposò Lavilla sorella
dell’Imperatore Caligola e morto avvelenato per mano
di Messalina per aver rifiutato le sue attenzioni. Vi furuno poi tribuni, poeti come Gneo
Nevio, indovini come Oleno Caleno e Generali come
Paolo Vinicio che comandò l’armata romana sul Reno nel I sec. a. C. In essa oltre a monumenti straordinari come il Teatro,
l’Anfiteatro, le Terme (centrali e settentrionali), il Castellum
Aquae, l’Arco di trionfo, i resti delle Insulae e del tempio di Augusto (vi furono tra gli altri i
tempi dedicati alla Dea Giunione, Minerva, Mercurio,
Giano e alla Fortuna) ed importanti magistrature come i Consoli, gli Augustali, i Censori, i tribuni, i Decenciri,
i Quatorviri, i triumviri monetali, sacerdoti (anche
sacerdotesse) ed Auguri. Secondo obiettivo dell’associazione è quello di
ripulire dall’erbacce e dalla spazzatura la basilica
di San Casto Vecchio, elogiata dal Maiuri, ma oggi
praticamente scomparsa tra la vegetazione ed ignota agli stessi caleni. Il
terzo obiettivo è quello di ripulire dalla spazzatura la Grotta affrescata dei
Santi, abbandonata nel degrado. Il quarto obiettivo rimane quello di spingere
per la creazione di un museo archeologico dell’antica Cales.
D Il progetto già realizzato
che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R. A parte alcuni
lavori a stampa su Cales e su altri monumenti caleni, le attività che ci hanno
coinvolto nei ultimi anni, sono state le campagne di
pulizia all’area archeologica e che ci ha visti impegnati nei giorni di festa e
durante le ferie. Questo ci ha permesso, per un po’ di tempo di liberare dalla
vegetazione e riportare alla luce ciò che è rimasto dell’Arco di Trionfo, del Castellum aquae, del Tempio e
delle Terme centrali.
D Avete collaborazioni con enti e
istituzioni italiani?
R. Le nostre
collaborazioni sono state a livello locale con l’amministrazione comunale e con
le sezioni vicine dell’Archeoclub d’Italia, oltre
alle Sovrintendenze territoriali, sia per quanto riguarda quella
archeologica, sia quella ai Monumenti.
D E con enti e istituzioni stranieri?
R. No
D Il rapporto con il mondo
dell’istruzione e della formazione?
R. Abbiamo
allestito nel 2005 una mostra didattica con i reperti dell’antica Cales, presso
il Teatro Padre Semeria di Sparanise (Ce) con l’aiuto
finanziario dell’Istituto Tecnico Commerciale “G. Galilei”
di Sparanise. La mostra, allestita con grandi pannelli didattici e reperti, è
stata aperta per due mesi ed ha prodotto una interessante
guida didattica che è stata distribuita gratuitamente nelle scuole di Calvi
Risorta, Sparanise e Pignataro Maggiore. Sempre in collaborazione con
l’Istituto Tecnico di Sparanise è stato prodotto un DVD ed è stato creato un
sito web.
D Organizzate corsi e seminari?
R Generalmente
organizziamo la presentazione di volumi a carattere storico o archeologico, ma
abbiamo organizzato anche dei corsi su Cales nelle scuole, perché l’Archeoclub d’Italia è un Ente formatore dal Ministero della
Pubblica Istruzione. E’ stato riconosciuto soggetto qualificato per attività di
formazione per il personale della scuola per le discipline umanistiche ed
artistiche, nella fattispecie, storia, storia dell’arte ed archeologia.
D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R. A parte le
quote associative, che inviamo alla sede centrale per il tesseramento annuale,
non abbiamo altre entrate. Tutto si svolge con il contributo volontario dei
soci: collaborazioni, stampa opuscoli e manifesti e pubblicazioni.
D Gli enti pubblici sono sensibili alle
vostre attività?
R. Negli anni
scorsi, con un altro sindaco di Calvi Risorta c’è
stato più coinvolgimento dell’associazione nell’attività del comune. In questi
ultimi due anni, invece, stante anche la difficoltà dei responsabili ad essere
in loco perché impegnati in lavori fuori Caserta, l’associazione è stata meno
coinvolta.
D Ricorrete a sponsor o finanziatori a
progetto?
R. Ci è capitato di ricevere aiuti economici di 18.000 euro
dall’Istituto Tecnico Commerciale Statale “G. Galilei”
di Sparanise (Ce) con l’allora preside Paolo Tutore per l’allestimento di una
mostra didattica con reperti sull’Antica Cales, presso il teatro Semeria di Sparanise, e di ricorrere alla
sponsorizzazione di un supermercato per la stampa di una cartina
illustrata su Cales.
D Come gestite la divulgazione del vostro
lavoro verso il grande pubblico?
R. Generalmente
quando l’associazione inizia un’attività (di recupero, di visita, di studio ecc.
) inviamo un comunicato stampa alle redazioni giornalistiche locali e, quando
si tratta di manifestazioni particolarmente importanti, stampiamo a nostre
spese dei manifesti da affiggere in paese.
D Il vostro rapporto con la stampa?
R. E’ buono, anche
perché io sono Direttore Responsabile dell’Agenzia di informazione
territoriale www.caserta24ore.it dove pubblichiamo i vari comunicati stampa e
poi li inviamo contemporaneamente ai giornali locali Il Mattino (redazione
Caserta), Gazzetta di Caserta, Corriere di Caserta e diversi siti internet che
generalmente li pubblicano.