I
bersaglieri da 20 anni a Caserta
Il Mattino, 28 giugno 2011
Alberto Zaza d’Aulisio
Il primo luglio del 1991, nella caserma «Federico Ferrari Orsi», che per 40 anni aveva ospitato la Scuola
Truppe Corazzate, trasferita a Lecce, rientravano i Bersaglieri, che nel 1975
avevano lasciata Caserta per la nuova dislocazione del
Corso allievi ufficiali di complemento e degli allievi capi-carro a Persano.
Negli annali cittadini resterà scolpita a caratteri
indelebili la memoria di quella bella mattinata, resa ancor più splendida dal
fremito delle piume al vento dell’Ottava (così allora si denominava) Brigata
Garibaldi al comando del Generale Giancarlo Fabbri, inquadrante due battaglioni
agli ordini di due ufficiali casertani: il 67° Fagarè (Tenente Colonnello Nicola Palma) e il 3° Cernaia (Tenente Colonnello Antonio Amato).
Profetiche le parole del Generale Rinaldo Santini,
Comandante la Regione Militare Meridionale, il quale, nello scenario
incomparabile della reggia vanvitelliana e prima che
le Fiamme Cremisi si offrissero all’abbraccio della città, sfilando a passo di
fanfara lungo il corso Trieste, testualmente
affermava: «A Caserta i bersaglieri saranno un punto di riferimento morale, una
presenza amica e sicura per l’intera cittadinanza».
Il trasferimento dei Bersaglieri da Pordenone a Caserta
era stato a lungo atteso. Promesso a titolo
compensativo per la perdita della Casa Madre della Cavalleria Moderna, preannunciato nell’ottobre precedente per la primavera
successiva, era slittato di qualche mese. Alla fine l’esplosione di gioia dei casertani, sempre memori dello storico feeling che lega la
Città ai Fanti Piumati risalendo ai quattro battaglioni che nell’esercito
borbonico avevano precorso l’idea di Alessandro La Marmora per proseguire con i bersaglieri garibaldini (il
sacrificio del battaglione di Pilade Bronzetti a Castelmorrone)
e quelli piemontesi (al comando di Luigi Soldo) impegnati nella Battaglia del
Volturno, continuando, poi, col glorioso 11° Reggimento nato a Casagiove il 16 settembre 1883.
Senza voler dire dei reparti che tra l’ottocento ed il
novecento hanno avuto stanza tra Caserta e Capua oppure dei numerosi decorati
al valor militare, casertani, che hanno tenuto sempre
viva la fiamma del bersaglierismo, da Luigi Talamonti, decano d’Italia morto a 103 nel 1978, al giovane
sottufficiale di CALVI Risorta Luca
Patrizio, insignito di Bronzo in Iraq per fatto d’armi del 6 aprile 2004, già
dell’ 11° Reggimento, in forza alla Brigata Garibaldi.
Quella festosa «breccia di Caserta» di vent’anni
fa fu appena appena velata dalla commozione del
Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri Giovanni Romeo e dei
commilitoni Antonio Bistello, Orlando Rigon, Giovanni Demo di Venezia, Vicenza e Bassano del Grappa, tutti con i lucciconi agli occhi al
termine del viaggio del vessillo del «Cernaia» da Pordenone a Caserta.