SITI ARCHEOLOGICI: IL PD ATTACCA L'AMMINISTRAZIONE

 

Gazzetta di Caserta, 21 giugno 2011

 

"Ma dove sono quelle famose squadre di "volontari" che dovevano ripulire gran parte dei monumenti romani di Cales?

 

Perchè le tombe millenarie presso il cimitero caleno sono state ricoperte da distese dì cemento armato?

 

Ancora nessuno ci sa dare una spiegazione a tutto ciò. Ma veniamo ad un argomento attuale quello riguardante il castello aragonese e la dogana borbonica situate sull’arce di Cales (la parte alta della città).

 

Ancora una volta siamo davanti ad un caso di disinteresse totale da parte di chi ha parlato di “impegno" nel manutenzionare e restaurare il Castello di Cales, con la realizzazione di un museo all’interno di esso. Quale impegno? Risultato come al solito zero.

 

Recintare di lamiere l'antico maniero e la dogana Borbonica, far togliere la vegetazione che da circa due anni circondava la zona non vuol dire compiere un opera di restauro e di ristrutturazione, anzi cosi facendo mette in evidenza le condizioni pessime del castello.

 

Questa è un'evidente strategia per buttarci fumo negli occhi. I caleni sono stufi di tanti “bla bla bla" di fatti nemmeno l’ombra. Ma quel museo, gli scavi presso la zona-romana di Cales, la valorizzazione del Castello Aragonese, perché tutto questo disinteresse?

 

Eppure nel “lontano” 2006 la soprintendenza di Napoli e Caserta  e la precedente amministrazione comunale stipularono un accordo per il restauro del castello e la realizzazione del museo archeologico di Cales.

 

Un impegno fondamentale per la nostra cittadina in quanto i nostri reperti vengono destinati in altre sedi espositive. La valorizzazione e gestione di detti beni culturali (mobili e immobili) fu messa in atto secondo le modalità previste dagli articoli 112 e 115 del Dec. Leg.vo del 22/1/2004 n.42.

 

A questo punto viene in mente un antico proverbio in dialetto caleno: l'amministrazione precedente prepara il letto". Questa la critica mossa dal circolo caleno del Pd contro l’amministrazione comunale ed in particolare contro il delegato Silver Mele.