MATERIALE
PORNO: AURILIO CONDANNATO
Gazzetta di Caserta, 09 aprile 2011
Caso Aurilio, condanna a due
anni per detenzione di materiale pornografico; assolto per abuso di minore. E'
questa la decisione del tribunale contro Gerardo Aurilio.
La sentenza è stata emessa al termine del dibattimento
svoltosi l'altro giorno.
Nell’udienza scorsa, invece, fu ascoltato il tecnico di
parte chiamato a supportare la linea difensiva; dimostrò come la data impressa
sulle fotografie proibite, scattate dall'imputato alla figlia, non può essere
ritenuta attendibile. Gerardo Aurilio era sotto
processo per detenzione di materiale pedo pornografico. L’ordine di carcerazione
gli è stato notificato ieri presso il carcere dove l'uomo è da diverso tempo
rinchiuso dopo la condanna inflitta a suo carico. Nove anni di carcere per
avere ripetutamente abusato della figlia.
La vicenda di Aurilio
scosse l'intera città ed esplose circa un anno fa. Secondo
l'accusa, l'uomo, per oltre 15 anni ha maltrattato, percosso e, soprattutto,
violentato la figlia. Alla fine la figlia, oggi quasi ventitreenne,
trovò la forza di denunciare il genitore che nell’ottobre 2009, veniva tratto in arresto dai carabinieri di Sparanise, agli
ordini del Maresciallo dell'Arma Pierfrancesco Bardi.
L’uomo fu rinchiuso in carcere in
attesa di giudizio. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel febbraio del
2010 lo condannò a nove anni di reclusione, applicando come pene accessorie
l'interdizione dagli uffici pubblici e perdita della patria
podestà.
Il protagonista di questa squallida
vicenda approdata nelle aule giudiziarie è Aurilio
Gerardo classe 1965, di origini di Calvi Risorta ma, da tempo residente nella
vicina Sparanise. Le indagini sono state condotte dai militari del comando
stazione carabinieri di Sparanise agli ordini del Maresciallo Capo Pierfrancesco
Bardi, che in meno di sei mesi “l'orco caleno" è stato condannato con
quasi il massimo della pena.
L’incredibile e infernale storia di questa sfortunata
giovane - che inevitabilmente, purtroppo, è rimasta profondamente segnata sia
sotto il profilo fisico che psicologico - ha inizio quando era ancora una bambina.
Ha raccontato che le prime attenzioni 'particolari' rivolte dal padre nei suoi
confronti risalgono a quando aveva appena 10 anni circa. Un paio di anni più tardi, invece, iniziano i rapporti sessuali incestuosi
che si protrassero per quasi quindici anni, senza che la poveretta trovasse la
forza e il coraggio di denunciare ciò che era costretta a subire.
Il maresciallo Pierfrancesco Bardi, con
alle spalle una lunga esperienza, chiuse un importante caso di cronaca.
Ieri la sentenza del tribunale sul caso che vede coinvolto l'uomo.