La caduta
gli è stata fatale
Il Mattino, 25 marzo 2011
Elio Zanni
Si è trasformato in tragedia, purtroppo, l’incidente sul
lavoro capitato l’altro ieri mattina in un cantiere edile allestito per la
costruzione di un immobile privato nel comune di Calvi Risorta.
Giuseppe Valletta, 65 anni originario di Santa Maria Capua
Vetere non ce l’ha fatta. Malgrado
il rapido soccorso e il delicato intervento chirurgico è morto, ieri mattina,
poco dopo le 7, tra le braccia dei medici. Ha ceduto, dopo aver lottato tutta
la notte, a ventiquattro ore dal suo arrivo in ospedale. Certo, era stato
soccorso già in gravissime condizioni lì nel cantiere edile caleno. Si parlava
di una lesione alla base cranica posteriore, ma tutti speravano in un miracolo.
E invece no. Quella caduta dall'alto, forse
addirittura circa quattro metri di altezza, gli è
stata fatale.
L’epilogo dell’incidente e l’ultimo referto medico (che
per le cause del decesso parla di “trauma cranico”), non fanno che confermare
le ipotesi formulate a caldo, mentre ancora l’ambulanza del 118 di Calvi Risorta
correva verso l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano
di Caserta. L’uomo, cadendo dall’impalcatura (per cause ancora da accertare),
potrebbe aver battuto violentemente la testa su alcuni mattoni depositati ai
piedi dello stesso palazzo in costruzione.
Dell’episodio si sono interessati, fin dal primo momento,
gli ispettori del lavoro del dipartimento di
prevenzione dell’Asl Ce1 con sede a Santa Maria Capua
Vetere. E sono stati proprio gli esperti del servizio prevenzione e sicurezza
sul lavoro che, già poche ore dopo l’incidente e sotto la coordinazione dal
direttore del servizio, Michele Garzillo, hanno posto
i sigilli al cantiere edile di via Rocioloni.
La zona è periferica rispetto al centro cittadino e all’antica Cales, ed è
precisamente quella alle spalle della villa comunale, nella frazione Petrulo.
Ora gli investigatori procederanno alla verifica globale del cantiere, per accertare eventuali violazioni
normative, la tipologia dell’impalcatura, i dispositivi di protezione. Nelle
prossime ore saranno sentiti il direttore dei lavori, il responsabile della
ditta edile e gli altri operai che si trovavano nel
cantiere il giorno della tragedia e non solo. Successivamente
il caso dovrebbe passare nelle mani del giudice incaricato, Donato Ceglie, magistrato della Procura della Repubblica di Santa
Maria Capua Vetere, già consulente per il ministero dell’Ambiente nonché
docente presso la Facoltà sammaritana di
Giurisprudenza.
Il fatto ripropone in cronaca
l'atavico problema degli incidenti sul lavoro che, proprio nell’agro caleno,
sembrano proliferare in maniera particolare. Le prove di tutto questo stanno nel nastro dei fatti accaduti nel recente passato.
La più recente tragedia del genere, simile a quella di
martedì scorso, è dell’8 Agosto del 2008 quando,
sempre in un cantiere edile perse la vota la vita un imprenditore locale,
Fiorenzo Capuano, 53 anni.
Mentre è del dicembre del 2010 l’infortunio sul lavoro
occorso nelle campagne di Giano Vetusto, poco distante da
Calvi Risorta, dove un operaio impegnato in un disboscamento rimase
colpito alla testa dalla caduta di un grosso ramo dall’alto dell’albero che
stava tagliando.
Qualche anno prima toccò a un altro operaio, B. A. H. 29 anni, rimasto gravemente ferito mentre manovrava
alcuni mezzi d’opera in località «Cortemanna» nella frazione
di Visciano, sempre a Calvi Risorta. A luglio del
2009, nella vicina Sparanise, fu invece il maresciallo dei carabinieri Pier
Francesco Bardi ad attuare il sequestro preventivo di alcuni
cantieri denunciando i responsabili a piede libero per inosservanze in materia
di sicurezza sui luoghi di lavoro.