ARCHEOLOGIA E ANTICA CALES: MELE RESPINGE LE ACCUSE

 

Gazzetta di Caserta, 15 marzo 2011

 

Il Presidente del Consiglio caleno, Silver Mele, respinge ogni accusa di immobilismo in merito all'antica Cales e all'intero patrimonio archeologico.

 

“Al momento del nostro insediamento i rapporti del Comune di Calvi Risorta con la Sovrintendenza ai Beni Archeologici delle province di Caserta, Benevento, Salerno e Avellino erano pressoché nulli: aleggiava anche in quegli uffici il sospetto per la maniera in cui erano stati gestiti i fondi (circa 800mila euro) per due scavi (uno sbagliato e immediatamente ricoperto alle spalle della Cattedrale) e uno steccato in legno e per una pubblicazione, commissionata e mai pagata dall'ex amministrazione, presso la tipografia Mingione di Sparanise. Per chi lo volesse acquistare, circa 500 copie del libro sono ancora disponibili presso la struttura dello sfortunato e gabbato tipografo.

 

Proprio come il libro, giaceva dimenticato il finanziamento da un milione e mezzo di euro per il consolidamento, restauro e messa in sicurezza del Castello di Calvi. Grazie alla disponibilità della Dott.ssa Nava, oggi Direttore del Museo Campano di Capua, e alla nostra accortezza, il finanziamento non è andato perduto. I lavori sono stati assegnati ad una ditta che non è legata a nessun cartello malavitoso e nelle prossime settimane incominceranno i lavori di restyling del Castello Aragonese che potrebbe poi divenire Museo della civiltà Calena.

 

Sarà un primo, grandissimo passo nella riconquista del nostro passato. Così come previsto, la rassegna artistica "Notti al Castello” era un progetto, regolarmente stilato e presentato in Regione Campania, con richiesta di finanziamento: purtroppo i tempi da vacche magre non ci sono ad horas stati favorevoli. Proprio come avvenuto per il Premio Cales, manifestazione ritenuta di interesse nazionale e per la quale la Regione Campania ha risposto esprimendo gradimento e complimenti ma anche l’impossibilità di elargire sovvenzionamenti.

 

Ed è così che abbiamo addirittura dovuto autotassarcì per raggiungere la cifra di circa 2600 euro da destinare all’evento che per il secondo anno di fila ha avuto il passaggio mediatico in Rai, ripulendo il nome del paese dalle scorie del precedente malaffare".