MAREA
NERA: ATTESA PER LE MOTIVAZIONI DEL RIESAME
Gazzetta di Caserta, 01 marzo 2011
"Attendiamo il deposito delle motivazioni con cui i
giudici del riesame hanno respinto la richiesta di scarcerazione in favore di
Claudio De Biasio. Solo dopo ipotizzeremo nuove azioni per ridare la libertà al
nostro assistito".
Questa la linea di condotta lungo cui si stanno muovendo i difensori del professionista caleno, gli
avvocati Carlo De Stavola e Mauro Valentino. L’architetto
caleno aveva dato ampie risposte alle domande poste dal giudice durante l'interrogatorio
di garanzia.
Risposte che, secondo gli avvocati,
avevano chiarito molto sulla posizione dell'uomo. L'architetto Claudio De Biasio
aveva un "protettore", un autentico angelo custode. Una figura posta
molto in alto nelle istituzioni nazionali.
Un “aiuto" che avrebbe
trasformato il professionista caleno in un uomo buono per tutte le stagioni. Claudio De Biasio è stato arrestato
diversi giorni fa per lo scandalo depuratori. Nell’ordinanza si legge:
"Negli anni ha dimostrato una personalità criminale allarmante.
Sconcerta che un personaggio così colpito da iniziative giudiziarie riesca ancora a trovare credito nella pubblica amministrazione
con la copertura di incarichi fiduciari e non certo per concorso pubblico".
I fratelli Orsi - secondo quanto emerge dal racconto del
magistrato Cantone - hanno l'obiettivo di entrare nella struttura commissariale
con un fidato sodale e indicano il nome di De Biasio, tutto deciso in una cena,
a riprova una telefonata tra Orsi ed il viceprefetto Ernesto Raio (allora capo di gabinetto di Catenacci), nella quale
l'imprenditore indica la necessità di inserire "uno dei nostri" al
commissariato.
Nel 2005 Claudio De Biasio entra al
commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, nel 2007 nonostante
l'indagine a suo carico, diventa numero due della struttura, nominato da
Guido Bertolaso.
Pochi giorni dopo la nomina al vertice del commissariato viene arrestato proprio per la gestione del consorzio Ce4
(poi assolto per un reato prescritto) insieme con i fratelli Orsi (Michele verrà
ucciso dalla camorra, Sergio condannato per collusioni)".
A questo punto, i parlamentari convocano i magistrati per
capire i retroscena dietro quella nomina. Raffaele Cantone, allora pm presso la distrettuale antimafia napoletana, racconta:
"Le indagini si fermano al 2004, quindi, alla struttura commissariale che
passa dalla gestione Facchi alla gestione Catenacci
(indagato nel nuovo scandalo
depuratori).
E' sicuramente provata tutta una serie di rapporti fra gli
imprenditori Orsi e la gestione Facchi, ma è
purtroppo provata anche una serie di rapporti fra gli Orsi e la gestione
Catenacci".
Quando qualcuno faceva pressione
su Catenacci evidenziando le incongruenze della figura di De Biasio, chiedendo
la rimozione dello stesso dagli incarichi; la risposta non arrivava mai. Alla fine
Catenacci avrebbe detto: "Non possiamo fare nulla: è protetto in
alto... molto in alto".
Ora si cerca di capire proprio il nome di questa figura
molto in alto che aveva messo sotto la sua ala protettrice
Claudio De Biasio. Nei prossimi giorni il deposito delle
motivazioni assunte dai giudici del riesame.