LE COMICHE
DELL’ADEPTO
PD Calvi Risorta, 14
febbraio 2011
Sabato u.s. i cittadini presenti in Piazza
Municipio hanno assistito esterrefatti all’ultima brutta figura dell’adepto.
Siamo ormai alle comiche finali, i nostri
amministratori di maggioranza hanno letteralmente perso la testa, danno segni
di un nervosismo crescente che non sanno più frenare.
Questi i fatti: sabato pomeriggio una troupe
televisiva locale si accingeva a registrare un’intervista al capogruppo di
“Uniti per Calvi” Giacomo Zacchia davanti al Municipio riguardante la vita
amministrativa calena e gli ultimi sviluppi sui famosi dossi a gobba di
cammello presenti sulle strade di Calvi Risorta.
Tutto era pronto per iniziare l’intervista quando
è accorso come un fulmine il consigliere di
maggioranza Nicola Pepe che diffidava l’operatore affinchè
non facesse riprese televisive in piazza Municipio in quanto secondo lui la
legge vietava di riprendere con telecamere gli edifici pubblici, inoltre
ammoniva il capogruppo di minoranza Giacomo Zacchia di non rilasciare
interviste in quel luogo, minacciava altresì di chiamare i carabinieri per
ripristinare la legalità.
Il caso ha voluto che proprio in quel momento
passasse una volante dei Carabinieri, la quale veniva
fermata da un cittadino presente affinchè
intervenisse. I militari edotti sull’accaduto spiegavano che fare riprese
televisive di edifici pubblici non fosse affatto
vietato dalla legge (ma servivano i Carabinieri?). Il capogruppo Giacomo
Zacchia faceva altresì presente al consigliere Pepe che essere amministratori
di maggioranza non significa essere padroni di Calvi Risorta
e quindi poter decidere quello che si può o non si può fare.
Passiamo ora alle nostre considerazioni che al momento sono state di pura goliardia. Ai presenti è sembrato di essere delle comparse sul set del famoso film “Totò truffa 62”, quando Totò e Nino Taranto vendono ad un incauto acquirente la Fontana di Trevi e questi irato, vieta ai ragazzini di raccogliere le monetine lanciate nella fontana gridando che sono di sua proprietà.
Forse il consigliere Pepe avendo la delega allo
spettacolo si è calato nel personaggio. I nostri amministratori con i loro
atteggiamenti prevaricatori, pensano che gli edifici pubblici e i luoghi
pubblici siano proprietà private nella loro esclusiva disponibilità; con la
loro arroganza pensano che chi è consigliere di minoranza è un amministratore
di serie B in spregio delle leggi nazionali. Ricordino invece che aver vinto le elezioni non significa comandare ma
amministrare in nome e per conto di tutta la comunità.
Il consigliere Pepe non è il solo a pensare che
la cosa pubblica vada gestita in maniera così personalistica
e privatistica, anzi! E’ in buona compagnia. Il motto
del capo Caparco è conosciuto da tutti i cittadini caleni: “Qui comando io” e
giù pugni sbattuti sulla scrivania. Il vicesindaco Claudio De Biasio è ormai
famoso per una sua frase detta in Consiglio Comunale mentre presiedeva l’assise.
Ai consiglieri di minoranza che chiedevano
spiegazioni gridò: ”Qui la legge sono io”. Altro campione di arroganza
e prevaricazione è l’assessore Agostino Capuano, si racconta in giro che in
piena estasi di onnipotenza sia solito affermare:” Io sono Assessore e vi posso
anche arrestare”. Cari caleni dopo questo piccolo exurcus dei nostri amministratori capite bene qual è il
livello di chi ci amministra. Noi
chiediamo a Caparco & soci:
-
Di rispondere alle nostre tante
domande sulla loro disamministrazione;
-
Di dar conto dei tanti sprechi di soldi dei cittadini caleni stufi di essere il bancomat
dell’amministrazione Caparco;
- Di amministrare in nome e per conto di tutta
la comunità calena e non di pochi;
- Di smetterla di avere atteggiamenti arroganti
di chi pensa che il “pastificio sia suo”.
Un suggerimento diamo al
consigliere Pepe ( con lui è come sparare sulla Croce Rossa), lasci stare i
telefonini, non si lasci aizzare da qualche amministratore “volpone” che rimane
sempre dietro le quinte mandandolo allo sbaraglio ed esponendolo continuamente
a brutte figure!
Noi del Partito Democratico e di
Uniti per Calvi suggeriamo a Caparco & soci di andare a casa “per manifesta incapacità amministrativa”
e gridiamo con forza:
“DIMISSIONI! DIMISSIONI! DIMISSIONI!”