SCOPERTA A TEANO UNA ESPOSIZIONE ARCHEOLOGICA PRIVATA

 

Il Mattino, 08 febbraio 2011

 

Elio Zanni

 

Avevano allestito in casa un’esposizione archeologica talmente ricca di reperti, molti dei quali di rara fattura o perfettamente conservati, da far invidia a un padiglione del locale museo Teanum Sidicinum.

 

Il tesoretto era in casa di due anziani coniugi di Teano, S.M. e E.A. residenti nella prima periferia urbana. Incensurati e almeno fino a ieri assolutamente al di sopra di ogni sospetto, i due sono stati denunciati a piede libero con l’accusa di appropriazione illecita di beni culturali dello Stato.

 

I carabinieri di Teano agli ordini del comandante Augusto Proietti sono giunti a individuare il museo privato dopo una lunga azione definita info-investigativa. Un’indagine che per la valenza dei reperti rinvenuti continuerà anche nei prossimi giorni, in tandem con gli esperti della compagnia dei carabinieri di Capua retta dal capitano De Risi.

 

Si tratterà anche di capire, in relazione alle persone denunciate, se ci si trovi al cospetto di custodi d’eccezione in attesa di trovare i giusti acquirenti o di maniaci collezionisti disposti a investire una grossa cifra. Sessantadue pezzi, tra statuette votive raffiguranti diverse divinità venerate dal popolo osco-romano, anfore, coppe, vasellame di varia grandezza, lampade a olio, olle cinenarie, porta profumi e lacrimatoi: reperti rinvenuti sicuramente con scavi abusivi posti in essere dai tombaroli proprio sul territorio di Teano.

 

Oggetti provenienti dai santuari di località Loreto e di Fondo Ruozzo, che coprono un arco cronologico vastissimo. Infatti i rinvenimenti più numerosi parlano del III e IV secolo a.C. ma anche dei corredi delle necropoli del territorio databili dalla fine del V sec. a.C. alla tarda età imperiale. Si pensa anche ai tombaroli che devastano la zona di Settequerce. Insomma, segni e simboli che abbracciano, in senso temporale, circa tre millenni di storia: dal Paleolitico, Neolitico, all’età del bronzo.

 

Non a caso, gli oggetti rinvenuti e catalogati dai carabinieri di Teano nell’abitazione privata ripercorrono un po’ la lunga storia antica locale. La tempestività d’azione da parte dei carabinieri si è rivelata decisiva, consentendo di intervenire prima che i reperti, alcuni dei quali di pregevole fattura (come le statuette di terracotta) potessero essere rivendute a eventuali estimatori interessati all’acquisto.

 

Particolarmente dura, ma non priva di risultati, l’azione di contrasto all’opera dei tombaroli posta in essere nel rettangolo degli scavi abusivi i cui vertici coincidono con le città di Teano, Riardo, CALVI Risorta e Sparanise. Le ultime due operazioni, con i relativi arresti, infatti, risalgono a marzo e poi maggio dello scorso anno. Si tratta del periodo nel quale caddero nella rete dei marescialli dei carabinieri Proietti, Petrosino e Bardi ben quattro tombaroli in trasferta da Casal di Principe.