RIFIUTI E
MALAFFARE: SI CERCA IL PROTETTORE DI DE BIASIO
Gazzetta di Caserta, 04 febbraio 2011
L’architetto Claudio De Biasio aveva un "protettore",
un autentico angelo custode. Una figura posta molto in alto nelle istituzioni
nazionali. Un “aiuto” che avrebbe trasformato il professionista caleno in un
uomo “buono per tutte le stagioni".
Claudio De Biasio è stato arrestato pochi giorni fa per lo
scandalo depuratori. Nell’ordinanza si legge: “Negli anni ha dimostrato una
personalità criminale allarmante. Sconcerta che un personaggio
così colpito da iniziative giudiziarie riesca ancora a
trovare credito nella pubblica amministrazione con la copertura di incarichi
fiduciari, e non certo per concorso pubblico".
I fratelli Orsi - secondo quanto emerge dal racconto del
magistrato Cantone - hanno l'obiettivo di entrare nella struttura commissariale
con un fidato sodale, e indicano il nome di De Biasio, tutto deciso in una
cena, a riprova una telefonata tra Orsi ed il viceprefetto Ernesto Raio (allora capo di gabinetto di Catenacci), nella quale
l'imprenditore indica la necessità di inserire “uno dei nostri" al commissariato.
Nel 2005 Claudio De Biasio entra al
commissariato di governo per l'emergenza rifiuti, nel 2007 nonostante
l'indagine a suo carico, diventa numero due della struttura, nominato da Guido Bertolaso. Pochi giorni dopo la nomina
al vertice del commissariato viene arrestato proprio
per la gestione del consorzio Ce4 (poi assolto e per un reato prescritto)
insieme con i fratelli Orsi (Michele verrà ucciso dalla camorra, Sergio
condannato per collusioni).
A questo punto, i parlamentari convocano i magistrati per
capire i retroscena dietro quella nomina. Raffaele Cantone, allora pm presso la distrettuale anti-mafia napoletana, racconta:
"Le indagini si fermano al 2004, quindi, alla struttura commissariale che
passa dalla gestione Facchi alla gestione Catenacci
(indagato nel nuovo scandalo depuratori). E'
sicuramente provata tutta una serie di rapporti fra gli imprenditori Orsi e la
gestione Facchi, ma è purtroppo provata anche una
serie di rapporti fra gli Orsi e la gestione Catenacci".
Quando qualcuno faceva pressione su
Catenacci evidenziando le incongruenze della figura di De Biasio, chiedendo la
rimozione dello stesso dagli incarichi, la risposta non arrivava mai. Alla fine Catenacci avrebbe detto: "Non possiamo fare
nulla: è protetto in alto… molto in alto”.
Ora si cerca di capire proprio il nome di questa figura
molto in alto che aveva messo sotto la sua ala
protettrice Claudio De Biasio.