Tra le cose che
abbiamo perso, anche la denominazione di prodotti tipici
Portale di Pignataro, 31 gennaio 2011
Redazione culturale
Avevamo deciso, come associazione operante sul territorio,
di occuparci della registrazione nell'elenco dei
"prodotti agroalimentari tradizionali"
curato dalla Regione Campania i due dolci pignataresi:
la "Pizza Figliata" ed il "Guanto".
Forse con un po' di superficialità abbiamo cercato in rete quali fossero gli uffici preposti alla tenuta dell'elenco,
riuscendo a metterci in contatto con il dott. Ghandolfi,
della Regione Campania, il quale ci ha però fatto notare che sia il primo che
il secondo prodotto erano già stati introdotti nell'elenco dei PAT.
Il Guanto è stato registrato con la nomenclatura di "Guanto Caleno".
La Pizza Figliata ha invece mantenuto il suo nome.
A proposito della Pizza figliata, in particolare leggiamo:
"La “pizza figliata”, detta anche “serpentone” è un dolce di remota
origine e di diffusione molto limitata: originario forse della zona di
Camigliano, tra Capua e Pignataro Maggiore, è diffuso, con piccole
variazioni, anche in alcuni comuni limitrofi, come Calvi Risorta e Teano".
Rispetto al guanto leggiamo, invece: "L’antica
città romana di Cales, i cui resti si trovano nei pressi del comune di Calvi
Risorta, in provincia di Caserta, dà il nome ad un’antichissima quanto
singolare specialità gastronomica: il “guanto caleno” o “Zunese”,
dal nome della frazione Zuni".
Non riusciamo a nascondere il nostro stupore difronte
all'aver scoperto che prodotti che da sempre abbiamo ritenuto essere di tipici
di Pignataro Maggiore siano stati registrati come
prodotti di Camigliano e di Calvi Risorta.
E' possibile chiedere la rettifica della dell’elenco, con
l’introduzione di nuove tipologie di prodotto o con l’aggiornamento e/o
l’approfondimento delle schede dei prodotti già presenti, inviandone domanda
documentata e motivata alla Regione Campania – A.G.C.
Sviluppo Attività Settore Primario – Settore SIRCA – Centro Direzionale
isola A6 – 80143 NAPOLI.
Le richieste vanno inoltrate entro il 28 febbraio di ogni
anno. Ci auguriamo che gli storici locali possano fornirci degli elementi per
chiedere una rettifica alle origini di questi due prodotti.