Calvirisortanews, 20 gennaio 2011
Il Consorzio di Bonifica del Volturno continua,
imperterrito, a spedire scandalosamente le cartelle del tributo consortile e a
richiederne il pagamento anche tramite l'azione esecutiva dell'Equitalia, nonostante l'accoglimento da parte della
Commissione Tributaria Provinciale di alcuni ricorsi
di singoli cittadini.
Addirittura, uno di questi ricorsi ha avuto anche il riconosciuto del pagamento
delle spese giudiziarie a carico del medesimo
Consorzio, il quale, però, non solo fa orecchio da mercante alla notifica e
diffida del pagamento di tali spese, ma spedisce anche alle controparti
vincenti l’avviso di pagamento dello stesso contributo consortile per gli anni
successivi, dileggiando le sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di
Caserta (cfr. sent. n.542/06/09 e sent.
n.763/09/09).
Con tali pronunce, la Commissione Tributaria ha dichiarata
l’illegittimità dell’iscrizione a ruolo del contributo consortile per
violazione dell’art.13, comma 3, della legge
regionale n. 4 del 25 febbraio 2003, come modificato dall'art. 11 della L.R. C. n. 24/2005, che dispone
testualmente: "Non hanno l'obbligo del pagamento del contributo di cui al
comma 2 i proprietari di immobili assoggettati alla tariffa del servizio idrico
integrato, ai sensi dell'articolo 14 della legge 5 gennaio 1994, n. 36,
comprensiva della quota per il servizio di pubblica fognatura".
Oltre a tali sentenze favorevoli dei Collegi Tributari, vi sono anche molti
casi, già archiviati dal Codacons di Caserta, di
segnalazioni di cartelle imprecise, contenenti immobili di diversa proprietà
affibbiati a un solo contribuente, che si aggiungono
alle centinaia di cartelle che vengono notificate a cittadini che, delle
bonifiche e dell’attività del Consorzio nei loro
Comuni, non hanno mai visto traccia. Mentre – lo ha ribadito
la Corte di Cassazione a sezioni riunite – il beneficio della bonifica deve
essere “diretto e specifico”; per cui il tributo non è dovuto se il Consorzio
non ha mai effettuato interventi di bonifica e di miglioria degli immobili.
Mai come nella fattispecie, urge un intervento fattivo e deciso degli Organi
Istituzionali della Regione Campania, della Provincia e dei Comuni, (il comune di Calvi Risorta retto dal Sindaco Antonio Caparco, fa finta
di non conoscere la sentenza, e fa pagare i cittadini una tassa illegittima al
consorzio) per le rispettive competenze, a sostegno di una soluzione definitiva
del rapporto conflittuale tra Consorzio e cittadini contribuenti, al fine che
ciascuno paghi per i benefici diretti effettivamente ricevuti dall’attività del
Consorzio, come previsto dall’art. 860 del codice civile e ribadito dalla Corte
di Cassazione.