TORNA ALLA RIBALTA LA TASSA SULLE INSEGNE PUBBLICITARIE

 

Il Mattino, 02 gennaio 2011

 

Elio Zanni

 

«Siamo d’accordo, le tasse sulle insegne pubblicitarie vanno pagate, ma perché sborsare quasi tre anni di mora? E poi come hanno fatto a misurare le tabelle, con una semplice fotografia?».

 

Tassa sulle insegne pubblicitarie, mentre c’è chi ancora scava nei meandri della legge n.448 del 2001 (legge finanziaria per il 2002) sulle modalità di pagamento della tassa comunale sulle insegne, una vera e propria valanga d’ingiunzioni di pagamento per «omessa dichiarazione, ritardato o mancato pagamento» si è abbattuta sui commercianti di Calvi Risorta.

 

Il periodo di riferimento è quello che va dal 2008 al 2010. Si tratta per ora di circa trecento bollette già consegnate con cifre che oscillano tra i duecentocinquanta e i tremila euro. I commercianti se le sono viste recapitare «un anche sadicamente» come lamenta un barista del posto, assieme agli auguri di Natale e Capodanno.

 

Ma a parte il periodo prescelto, quello che maggiormente non va giù ai commercianti è il fatto di non aver avuto il piacere di ricevere dal Comune alcuna comunicazione in merito all’apertura dei ruoli, nemmeno appannaggio di chi quella tassa l’aveva sempre pagata.

 

È il caso del signor Mario della pizzeria del centro. «Ho pagato il 2006 e il 2007 - dichiara, dicendosi pronto a riferire alle autorità fatti e circostanze - fino al giorno in cui, in Comune, mi fu detto che nel mio caso la tassa non era più dovuta. Ora, invece, me la vedo riproporre con tanto d’interessi».

 

In effetti, da gennaio 2002 risulta cancellata la tassa sulle insegne “piccole”, per cui risulterebbero esentate dal pagamento dell’imposta solo le insegne che contraddistinguono la sede dove si svolge l’attività.