Calvirisortanews, 08 novembre 2010
Vito Taffuri
Veri e propri scalini di varie misure creano danno agli
automobilisti e naturalmente i più danneggiati sono senza dubbio chi vive nei circondari
di queste “montagne stradali” ed è inevitabilmente costretto a passarci sopra,
quindi un atto amministrativo (l’installazione dei dossi a rallentare chi va
troppo forte in macchina) fatto in favore principalmente di chi risiede in
quelle zone si è trasformato in un gran pasticcio che ha recato danno proprio a
chi doveva recare vantaggio.
Chi conosce bene Calvi Risorta, sa che stiamo parlando innanzitutto della
Circumvallazione, anche se queste “montagnole” sono disseminate un po’ in tutta
Calvi Risorta; e chi come noi conosce bene la nostra
città sa che quella strada e usata soprattutto dai mezzi pubblici, e di
soccorso, infine, collega altre arterie cittadine confinanti con Calvi Risorta.
Quindi oltre il danno la beffa, la scelta è fra rovinarsi
di volta in volta la macchina o mettersi in coda e allungare il tempo in cui si
sta in macchina di venti minuti o più. Stiamo parlando di “dossi” comunque pericolosi per le autovetture, visto che già agli
atti della Procura della Repubblica ci sono alcune denuncie di sinistri e di
richieste di risarcimenti danni a persone e mezzi.
Come possiamo notare dai rilievi fotografici, quattro
dei trenta dossi rallentatori, posti lungo le strade calene, dopo un capillare
sopralluogo della Polizia Stradale di Caianello, venivano rimossi in quanto non
rispettavano la misurazione come previsto dal codice della strada. Negli stessi
luoghi venivano istallati nuovi dossi rallentatori che
però questa volta, a rimuoverli ci ha pensato il cattivo modo e il materiale
usato nella realizzazione.
Insomma, il braccio di ferro, continua tra la maggioranza e la minoranza che ha
segnalato il tutto al Ministro dei Trasporti, per la gravità dei fatti. Proprio
in questi giorni circola una missiva, a firma del Ministero dei Trasporti, che come sembra potrebbe disporre addirittura la rimozione
definitiva di queste montagne rallentatori inutili, applicando solo un articolo
del codice della strada, che il comune distrattamente non ha osservato.
Sicuramente assisteremo a un’altra campagna di
battaglie, come già successo con lo scandalo Autovelox. Per il momento uno a
zero e palla a cento.