Calvirisortanews,
24 agosto 2010
Salvatore
Minieri
Si
può anche cambiare idea, soprattutto se si è persone dotate d'intelletto
elastico e duttile. Ma non ci si può letteralmente
sdoppiare, cambiando non solo idea, ma anche identità mentale. Leggete a metà
del documento: Caparco, quando era solo consigliere di minoranza, si scagliava
contro Zacchia, esortandolo a sciogliere la Gea (un vero moloch
di truffa e illegalità, secondo quanto scriveva l'attuale sindaco di Calvi).
Oggi, invece, schizofrenia politica e bipolarismo conveniente hanno fatto
radicalmente cambiare il quadro e Caparco si è messo a proteggere la Gea.
Marrocco, invece, contro la Gea ci è sempre stato,
anche oggi che sta in maggioranza (infatti, sulla questione, per sua solita e
ferrea coerenza, si è premunito grazie all'autotutela
giuridico-amministrativa).
Alla fine dell'allucinante documento, il sindaco della convenienza e del
mercato dell'affare (pubblico e a spese dei cittadini!!) esorta addirittura la
Procura ad indagare sulla Gea. E oggi, caro Antonio,
non dobbiamo più indagare sulla Gea? Ma come mai? Come
cambiano le cose quando si sta al potere. I francesi dicono che gli
"affari sono affari", ma il sindaco sembra aver preso troppo alla
lettera il motto transalpino.
Divertitevi a leggere quanto sia cambiata la motilità
cerebrale del sindaco. Roba da premio per l'incoerenza. Se oggi si premiasse il sindaco per il cambio di rotta,
arriverebbero all'incoronazione migliaia di persone con la pancia in mano dalle
risate: almeno ci sarà qualcuno che andrà ad assistere ai premi organizzati
dall'amministrazione, perché con le kermesse viste fino ad oggi, soprattutto
quelle ridondanti e con tanto di presentatore ammaestrato, si sono viste appena
30 persone nella platea (mogli, parenti, amici e lacché
vari). Ma ormai ai tonfi di questa maggioranza non fa
caso più nessuno, nemmeno i parenti degli assessori.
Ecco il documento della Vergogna :
3 - APPALTO DEL PIANO DI EFFICIENTIZZAZIONE ENERGETICA
PUBBLICA SUL TERRITORIO COMUNALE
D Consiglio dell'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture - sulla base di un esposto
presentato dall'imprenditore Raffaele Parisi di Calvi Risorta, titolare della ditta omonima,
assunto al prot. n. 7925 del
26/07/2006 - con deliberazione n. 50 del 20/02/2007 -acquisita al protocollo del
comune 3748 del 26/03/2007 - ad oggetto "Piano di efficientizzazione
energetica pubblica sul territorio comunale", ha definitivamente sancito
l'illegittimità della gara di appalto suddetta - con aggiudicazione in favore
del "Consorzio GEA" - per la mancanza delle forme di pubblicità
previste dall'articolo 8 del d. Igs. n. 157/95, e la conseguente illegittimità del provvedimento
definitivo di aggiudicazione. La stessa Autorità, con tale provvedimento, ha
evidenziato la violazione dell'articolo 8, comma 11 septies,
della legge n. 109/94 e s.m.,
laddove è richiesta un'adeguata qualificazione da parte dell'impresa esecutrice
dei lavori di riqualificazione e degli eventuali lavori di ampliamento delle
reti e degli impianti che né il bando predisposto dal comune richiede né, tanto
meno, possiede lo stesso "Consorzio GEA", aggiudicatario
dell'appalto, che non risulta ricompreso tra i
soggetti qualificati SOA. L'Autorità rileva, inoltre, che la decisione assunta
dal Responsabile UTC di non annullare il procedimento avviato, pur in presenza di pareri legali (illegittimamente richiesti,
come appresso indicato) nei quali si evidenziavano le violazioni commesse,
determina in relazione ai lavori di riqualificazione, di manutenzione
straordinaria o di estendimento delle reti
eventualmente affidati allo stesso gestore, la prosecuzione dell'elusione dell'obbligo di legge, ribadito anche
dall'articolo 113, comma 5 ter, del TUEL. Vengono infine segnalate modifiche sostanziali del
contratto, operate con semplice determina dirigenziale in data 20/10/2005, a
distanza di oltre un anno dalla stipula dello stesso. 5L'appalto in questione,
pur essendo stato aggiudicato dalla precedente amministrazione, poteva
benissimo essere revocato dall'amministrazione in carica, visto
che allo stesso non era stato dato, prudenzialmente, ancora esecuzione
da parte della giunta Caparco, la quale aveva subordinato la consegna degli
impianti all'esito della verifica delle osservazioni del segretario comunale,
dr. Giusto per soddisfare la richiesta del sindaco di controllare anche l'operato della precedente amministrazione.
Antonio Bocciero, che aveva
segnalato la presenza di possibili irregolarità nella procedura adottata
dall'ing. Bonacci. Tuttavia lo scempio compiuto dall'amministrazione
Zacchia, che in campagna elettorale aveva sbandierato
come priorità assoluta proprio la revoca dell'appalto in questione (e che
invece ha fatto di tutto per tenerlo in piedi), supera di gran lunga le
irregolarità pur presenti nella procedura di gara. Con la nota UTC n. 8263 del
19/07/2004. veniva comunicato alla GEA l'avvio, in autotutela, del procedimento di revoca degli atti di gara,
nota nella quale si affermava testualmente che "da un riesame degli atti
posti a base del provvedimento finale di aggiudicazione è emerso che la
procedura può ritenersi viziata per violazione delle norme sulla pubblicità in
materia di appalti pubblici, in quanto si è provveduto a dare pubblicità alla
gara solo con l'affissione del bando all'albo pretorio per giorni 15
consecutivi e non con le modalità previste dai disposti del d. lgs.vo n. 157/95, nel cui ambito
l'appalto in oggetto rientra" e che "allo stato non si è ancora
provveduto alla formale consegna degli impianti, né risulta prodotto alcun atto
in riferimento agli adempimenti previsti nei contratti...e che pertanto non
risulta verificata alcuna spesa sostenuta dal Consorzio GEA a fronte degli
impegni assunti con i citati contratti"28. Nella nota n. 7719 del
07/07/2005, a firma dell'ing. Bonacci (assente dal comune dal 1° settembre 2004
fino al maggio 2005), con la quale veniva revocata la
nota n. 8263 del 19/07/2004, si afferma invece che "il Consorzio sopra
indicato ha già dato inizio all'esecuzione contrattuale assumendo, tra l'altro,
obbligazioni verso terzi ed assumendo su di sé l'organizzazione completa del
cantiere". Con la delibera n. 50/2007, l'Autorità ha assegnato
all'amministrazione comunale il termine di 30 giorni, decorrenti dalla
deliberazione (acquisita al prot. n.
3748 del 26/03/2007), per fornire le valutazioni di propria competenza ai fini
del procedimento di riesame. Con l'interpellanza n. 3993 del 03/04/2007, si
chiedeva perciò al sindaco quali fossero le
alternative a disposizione del comune e quali gli intendimenti politici
dell'esecutivo su questa vicenda, in vista delle determinazioni da comunicare
all'Autorità entro il 26 aprile 2007. Con la nota n. 7454 del 25/06/2007,
pervenuta (dopo quasi tre mesi) in risposta alla
suddetta interpellanza, egli affermava che si era in attesa di una dettagliata
proposta da parte del segretario comunale, primo consulente legale dell'ente
(che tale non era quando, il 23/12/2004, è stato richiesto un costoso parere
legale pro-veritate agli avvocati Gentile e Vernilo), il quale aveva dichiarato di aver bisogno di
tempo per sviscerare la problematica. Con determinazione n. 13 I/UTC del
16/05/2007 - contrariamente alle fuorviarne affermazioni del sindaco - erano
però già state assunte determinazioni in ordine alla
deliberazione n. 50/2007 del Consiglio dell'Autorità per la Vigilanza sui
LL.PP. - con le quali si confermava la volontà di tenere in piedi il contratto,
poiché il suo annullamento sarebbe stato antieconomico - le cui risultanze sono
state trasmesse alla stessa Autorità, con la nota n. 6775 dell'8/06/2007
(antecedente alla risposta n. 7454 del 25/06/2007). Nella suddetta
determinazione n. 131/2007, il tecnico afferma: "Considerato
che il contratto stipulato prevede che i lavori di manutenzione
straordinaria ed estendimento degli impianti vanno
affidati previa valutazione da parte dell'amministrazione comunale e che a tutt'oggi questi non sono stati eseguiti dalla GEA - si
citano gli ampliamenti di Viale delle Palme, collegamento Via Bizzarri/Via
Baroni Sanniti e Via Cales, progettati ed affidati in piena autonomia dall'A.C. a soggetti diversi da GEA a seguito di regolari
procedure ad evidenza pubblica"; ancora oltre il tecnico ribadisce:
"che l'attuazione del piano d'azione energetico e del piano di effìcientizzazione energetica pubblica sul territorio di
questo comune attraverso il contratto in parola sta conseguendo gli obiettivi
di risparmio che l'amministrazione si era prefissati". Il Consorzio GEA -
come si evince dall'analisi della determinazione dei centri di
costo operata dall'ente e riportata anche nella deliberazione n. 50/07
dell'Autorità - percepisce tuttavia 41.870,34 €/anno (IVA compresa) per
manutenzioni straordinarie che - per stessa ammissione del tecnico. Sarebbe
quindi stato possibile rescindere il contratto senza spese a carico del comune,
fatto salvo il rimborso delle spese vive sostenute dal Consorzio GEA per la
partecipazione alla gara e la stipula dello stesso. 29
Spesa media per manutenzione straordinaria (€ 40.067,31), ribassata del 5% +
IVA al 10%. confermate anche dal nuovo responsabile
nella nota n. 8659 del 25/07/2007 - non ha mai effettuato a partire dal
15/07/2005 (e sarebbe interessante verificare a che titolo vengono dunque
erogate tali somme)
Sorgono
quindi alcune interessanti domande sull'argomento, formalmente rivolte al
sindaco con l'interrogazione n. 7829 del 03/07/2007, ancora sostanzialmente
inevasa:
1.
se dal 19/07/2004 il contratto con la GEA era "congelato" per l'avvio
del provvedimento di revoca e la mancata consegna degli impianti, chi e perchè tra questa data ed il 07/07/2005 (data di annullamento del provvedimento di revoca) ha formalmente
consegnato gli impianti al Consorzio32 ed autorizzato lo stesso a dare inizio
all'esecuzione contrattuale, facendo sì che sostenesse spese valutando le quali
il comune, con la nota n. 7719/2005, ha ritenuto non conveniente rescindere il
contratto?
2.
Se con determinazione n. 13 I/UTC del 16/05/2007 erano già state assunte
determinazioni in ordine alla deliberazione n. 50/2007
del Consiglio dell'Autorità per la Vigilanza sui LL.PP. -determinazioni che
confermavano, ancora una volta, la volontà di tenere in piedi il contratto
-perché il sindaco, nella nota n. 7454 del 25/06/2007, ha affermato di essere
in attesa di una dettagliata proposta da parte del segretario comunale, primo
consulente legale dell'ente?
3.
Perché al Consorzio GEA viene pagata una fattura di
308.051,10 €, comprensiva di 41.870,34 € di manutenzione straordinaria, se il
Consorzio non ha mai eseguito tali manutenzioni né potrà eseguirle - anche
qualora non venga rescisso il contratto - alla luce delle considerazioni svolte
dall'Autorità? Come si giustifica il pagamento di questa notevole somma, non
sorretta da alcuna controprestazione resa dal Consorzio, e del contemporaneo
pagamento di somme equivalenti per manutenzioni straordinarie, appaltate, quasi sempre senza gara ad evidenza pubblica34, ad altre
ditte? Dove finiscono i 41.870,34 €
"regalati" alla GEA ogni anno?
4.
Se l'esecuzione del contratto sta conseguendo gli
obiettivi di risparmio che l'amministrazione si era prefissati, perché il
comune paga sempre una fattura di 308.051,10 € l'anno? A quanto ammonta il
risparmio sinora conseguito (rispetto al 13/07/2005), pari agli obiettivi prefìssati, e chi dovrebbe beneficiarne in base al
contratto? Chi ne sta invece beneficiando?
5.
Perché sono stati richiesti, con la delibera di G.M. n.
149 del 23/12/2004, due costosi pareri legali (che era invece tenuto a rendere
il "primo consulente legale dell'ente"35) che, il 4/3/2005, non hanno
fatto altro che confermare le illegittimità di cui l'ing. Bonacci - nella nota
di revoca n. 8263 del 19/07/2004 - manifesta di essere già perfettamente a
conoscenza?
6.
Perché il 21/07/2004 è stato riunito il consiglio sul
caso GEA, se il 19/07/2004 era già stato avviato in autotutela
il procedimento di revoca dell'appalto?
7.
Perché è stato annullato il procedimento di revoca
dell'appalto, nonostante le illegittimità segnalate dai citati pareri legali?
8.
Perché il verbale di consegna degli impianti (compilato nel 2005) è stato
sottoscritto dal rappresentate legale del Consorzio
GEA per conto dell'ATI GEA (cioè di un'associazione temporanea di imprese), se
la gara è stata appaltata al Consorzio GEA (società che ha presentato
un'offerta individuale come singola impresa) mentre le associazioni temporanee
di concorrenti. In parziale risposta all'interrogazione n. 7829 del 03/07/2007.
Sempre in tema di pagamenti per servizi non resi, si segnala che con determina
n. 559/2005, venne affidato alla società "Nefertiti s.a.s. Sintec" di Alife (CE) il
servizio di disinfestazione dei sistemi informatici e tecnologici del comune.
La società avrebbe dovuto dotare l'ente di antivirus
per ogni personal computer presente negli uffici comunali, e procedere alla
periodica bonifica dei locali dall'eventuale presenza di cimici o altri congegni
simili. A parte un intervento iniziale - nel quale vennero
installati solo su alcuni pc degli antivirus
scaricabili gratuitamente anche da internet, senza necessità di licenza -, ci
risulta che la società in questione non abbia mai eseguito alcuna prestazione a
fronte di regolare pagamenti di € 732,00 per ogni quadrimestre (€ 2.200,00
l'anno).Condizione necessaria affinché il Consorzio GEA
potesse dare inizio all'esecuzione contrattuale, assumendo obbligazioni verso
terzi ed assumendo su di sé l'organizzazione completa del cantiere.
Contro i pareri legali negativi, la delibera dell'Autorità e le affermazioni rese in campagna elettorale. In violazione dell'articolo
113, comma 5-ter, del TUEL.
Debbono costituirsi prima della presentazione
dell'offerta, e conferire - ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera d) della
legge n. 109/1994 - mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una
capogruppo che esprime l'offerta in nome e per conto proprio e dei mandanti 6?
Chi sono le imprese facenti parte di questa nuova ATI?
Sono domande interessanti che bisognerebbe rivolgere al sindaco, all'assessore
ai lavori pubblici,all'ing. Bonacci, ai legali che
hanno reso i pareri, al rappresentate legale del Consorzio GEA e
all'imprenditore Raffaele Parisi. Riguardo poi ai più volte citati pareri legali pro-veritate
circa il procedimento di gara per l'appalto del piano di efficientizzazione
energetica pubblica sul territorio comunale, questi venivano conferiti con
delibera di giunta agli avvocati Umberto Gentile ed Ugo Vernilo.
In merito si fa rilevare che in base all'art. 107, comma 3,
lettera b) spetta ai dirigenti o ai responsabili di posizione organizzativa la
responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso: ne segue che ai
medesimi compete anche la verifica tecnica e di legittimità degli atti di gara
per il perfezionamento dell'iter procedimentale al
quale solo può ricollegarsi la responsabilità piena del funzionario (Cons. Stato, sez. V, 26 gennaio 1999, n. 64). È il
funzionario stesso che è tenuto ad effettuare tutte le
valutazioni tecniche discrezionali e a porre in essere l'approvazione o la
revoca dell'affidamento. Inoltre il segretario comunale svolge compiti di
collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente
in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto
ed ai regolamenti (art. 97 TUEL); su richiesta esprime valutazioni di ordine
tecnico-giuridico al consiglio, alla giunta e al sindaco (art. 86 statuto). Il
sindaco quindi non avrebbe dovuto in alcun modo far approvare dalla giunta la
citata delibera di incarico, poiché il parere legale
doveva essere espresso dallo stesso funzionario tecnico o, su sua richiesta,
dal segretario comunale. Le spese conseguenti all'incarico illegittimamente
conferito (€ 10.813,68) rappresentano perciò un danno erariale per l'ente
causato dal colpevole comportamento del sindaco, di cui anche la Procura
Regionale della Corte dei Conti ha chiesto spiegazioni (con nota prot. V2007/01287/STN del 02/05/2007, assunta al prot. del comune n. 5397 del
07/05/2007). Analoga violazione è avvenuta in data 28/10/2004 quando la giunta,
con delibera n. 127, ha conferito altro incarico all'avvocato Umberto Gentile
per la resa di un parere legale sulla procedura di affidamento
dell'appalto per la gestione della cava Fabbressa37 (€ 2.754,00), nonché
all'avvocato Izzo Assunta, con altra delibera di giunta, in merito alle
richieste di risarcimento danni, avanzate da privati e società, per danni ad
immobili e a mezzi di trasporto di loro proprietà, da questi ritenuti
riconducibili alla mancata manutenzione di strade, tombini, rete idrica e, più
in generale, di strutture di proprietà comunale, ovvero per mancata
segnalazione, da parte del comune, di situazioni comunque pregiudizievoli delle
condizioni di sicurezza per la circolazione su strada e per la pubblica
incolumità. Anche questa vicenda è oggetto di indagini
da parte della Procura della Repubblica.